Luco dei Marsi, mostra archeologica “La riva delle Dee” dal 20 settembre all’8 dicembre

Sabato 20 settembre 2014 alle ore 17,00 verrà inaugurata a Luco dei Marsi (AQ) presso la Sala ex Municipio la mostra archeologica “La riva delle Dee. Divinità femminili lungo il lago Fucino”, nata dalla collaborazione tra Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Abruzzo, Comune di Luco dei Marsi, GAL Gran Sasso Velino, Provincia dell’Aquila e Associazione CulturaleAntiqua. L’evento sarà occasione per ammirare, tutte insieme,  le statue femminili più significative rinvenute nel corso del tempo nei territori circostanti il Lago Fucino, che, nell’itinerario espositivo, diviene asse ideale rispetto al quale i preziosi reperti ritrovano una loro naturale collocazione, non soltanto topografica, ma anche storica e rituale.

Al centro del percorso è un cippo di confine, recuperato nell’alveo dell’antico bacino lacustre, che scandisce i tre settori del territorio su di esso convergenti: Alba Fucens, Angitia e i Marsi, che si riconoscono nel capoluogo Marruvium. In questi tre ambiti tornano le immagini e le parole delle dee femminili che sul lago protendevano le loro capacità e la loro protezione: divinità differenti, sia nelle forme artistiche nelle quali sono a noi giunte che nelle espressioni rituali che le contraddistinguevano. Dall’antica colonia di Alba Fucens, fondata alla fine del IV sec. a.C. dai Romani, la selezione di statue rappresentanti Venere introduce in una dimensione più intima e privata, in cui l’immagine della dea viene utilizzata soprattutto per scopi ornamentali, in giardini e residenze di lusso. Coniugano austerità e sinuosa armonia le tre statue rinvenute nel 2003 nel santuario di Lucus Angitiae, oggi Luco dei Marsi, centro che ospita la mostra: un ritrovamento che ha aperto ampi squarci su uno dei culti femminili più noti in questa terra, riconsegnando, nello stesso tempo, una molteplicità di interrogativi sulla sua incidenza nel tessuto religioso, sociale e amministrativo del comprensorio di pertinenza. Soltanto delle parole segnalano il culto della Bona Dea nel municipium di Marruvium (San Benedetto dei Marsi); affidate a un piccolo vaso in marmo, sembrano suggerire quel mistero, completamente femminile, che ha sempre contornato i riti e le prescrizioni delle pratiche sacre a lei dedicate. Allo stesso modo la ieratica statuetta in marmo restituisce le sembianze di una divinità non altrimenti nota, ma silenziosamente presente nel panorama sacro di Marruvium. Tre mondi differenti che lasciano trasparire la variegata complessità dell’universo femminile, il cui livello sacro traduce nelle forme visibili aspetti e tradizioni, non altrimenti noti, della quotidiana vita delle donne; ogni caratteristica peculiarità, qui rappresentata dalle divinità – la fertilità delle messi che si traduce nella maternità, le prerogative curative, l’amore nelle sue forme molteplici e la segreta comunione in rituali condivisi – tradisce le prerogative di ogni donna, pur nella sua valenza strettamente terrena. Il percorso affida a immagini e parole di epoca classica la trasmissione di una sensibilità variamente vissuta e proposta, dai tratti a volte ancora non del tutto noti, ma comunque portatori di un sistema di comunicazione simbolica operante all’interno sia di contesti religiosi e sacri che privati. La mostra si terrà dal 20 settembre all’8 dicembre 2014 e sarà aperta da martedi a giovedi dalle ore 10,00 alle 13,00 e da venerdi a domenica dalle ore 10,00 alle 13,00 e dalle ore 16,00 alle 19,00.

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