Le maschere carnascialesche tradizionali di Campobasso al Museo Nazionale di Arti e Tradizioni di Roma

Le antiche maschere tradizionali del capoluogo di regione riportate in vita in occasione del “Carnuale de ‘na vota” dall’ associazione culturale Arti e Tradizioni Fontanavecchia in rete con altre associazioni della città, saranno documentate e conservate presso il Museo Nazionale di Arti e Tradizioni di Roma affinchè il patrimonio culturale campobassano non vada irrimediabilmente perduto e venga tramandato alle future generazioni.

Domenica 21 febbraio la Soprintendenza per i Beni Demo-Etno-Antropologici del Molise ha ripreso le maschere dei Briganti e di Verde Auliva ridonate alla città dall’ associazione culturale Arti e Tradizioni Fontanavecchia in collaborazione con l’ associazione culturale Pro Crociati e Trinitari.

A differenza di altre maschere tradizionali, come quella dei “Dodici Mesi”, caratteristiche di molte realtà del territorio molisano, “I Briganti” e “Verde Auliva” sono maschere peculiari della città capoluogo e ne connotano la storia e la cultura, così come succede per il Diavolo a Tufara.

La pineta della collina di San Giovannello ha costituito l’ ideale ambientazione della maschera de “I Briganti”, che consiste in una scena silvana, appunto, e racconta di un gracile signorotto ingannato dalle lusinghe di una zingarella e minacciato da bonari briganti che cercano di spaventarlo per farsi dare la borsa contenente “oro, monete e argento” perché possa aver salva la vita.

Le maschere venivano un tempo rappresentate lungo le strade del centro storico, per questo la zona tra la torre Terzano e largo Japoce hanno costituito l’ ambientazione perfetta per la messa in scena di Verde Auliva, canzone epico-lirica originaria dell’ Italia centrale che riflette la tipica tematica delle traversie d’ amore che possono capitare a due amanti: l’ imposizione del padre alla figlia a rinunciare all’ uomo del cuore per sposarne uno che non ama.

L’ associazione Fontanavecchia ringrazia chi ha reso possibile la realizzazione di questo progetto di riscoperta e di tutela, le associazioni che hanno contribuito alla realizzazione di una rete che ha fatto convergere azioni e competenze per far riscoprire alla comunità cittadina il patrimonio culturale locale, ormai quasi dimenticato da anni, senza alcun aiuto economico da parte delle istituzioni politiche della città, contando solo sulla passione per la cultura e l’ amore per il proprio territorio: Crociati e Trinitari, Talenti e Artisti Molisani, Borghi d’ Eccellenza, Campobasso Nord, Cavalieri della Morgia, Ass. Polizia Penitenziaria, parrocchia S. Giuseppe Artigiano.

Un ringraziamento particolare va a Carmine Aurisano, pilastro della tradizione campobassana, che ha messo a disposizione le sue conoscenze e la sua esperienza onorandoci della sua partecipazione in prima persona nella rappresentazione delle maschere e strepitoso capo dei briganti.

Tutelare e divulgare la nostra tradizione orale equivale a preservare un tesoro che connota una comunità e che la rende unica, un patrimonio che costituisce quelle radici che sostengono quello che i campobassani sono oggi.

All’orgoglio di contribuire a salvaguardare questo tesoro delle tradizioni locali si aggiunge dunque l’ onore di rappresentare la città di Campobasso anche al di fuori dei confini cittadini.

L’ auspicio è che la peculiarità delle maschere campobassane possa inoltre costituire un’ occasione fissa di promozione culturale e di richiamo turistico non solo per la città ma anche per l’ intera regione e per le regioni limitrofe.

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