Le foreste come serbatoi di biodiversità. Dal progetto LIFE Fagus buone pratiche per coniugarne uso e sostenibilità

Si sono concluse nel Parco le azioni previste dal progetto LIFE Fagus finalizzate a migliorare la biodiversità e gli habitat delle foreste. Grazie ad esse i boschi di Prati di Tivo e Venacquaro, nel comune di Pietracamela e di Incodaro, nel comune di Crognaleto, nell’ultimo anno sono stati teatro di interventi selvicolturali mirati per aumentarne l’eterogeneità strutturale e favorire la presenza di uccelli ed organismi saproxilici.

Il progetto “Fagus”, che vede il Gran Sasso – Laga partner del Parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, insieme alle Università della Tuscia e La sapienza, è teso a individuare forme di gestione per coniugare uso e sostenibilità delle faggete con tasso, agrifoglio e abete bianco, prevedendo sia il soddisfacimento del diritto di legnatico delle amministrazioni locali sia la sperimentazione di programmi di tutela condivisi con i soggetti territoriali coinvolti, qui, in particolare le Asbuc di Pietracamela ed Intermesoli e l’UTB – CFS dell’Aquila.

Tagli di diradamento mirati sono stati effettuati al fine di ottenere delle radure affinché la diversificazione delle condizioni di luce favorisca la crescita di piante vascolari del sottobosco e dei licheni epifiti. Nelle radure è stato rilasciato legno morto sotto forma di tipologie diversificate, come solitamente si riscontra nelle foreste meglio conservate. Inoltre, sono stati creati numerosi “alberi habitat”, con nido nel tronco e con cavità per la raccolta dell’acqua piovana e per il ricovero della microfauna. Tra le specie di uccelli che potranno beneficiarne è la rara Balia dal Collare, passeriforme tipico di ambiente forestale individuato come specie prioritaria dalla direttiva Habitat. Il legname scaturito dalle azioni di diradamento è stato in parte rilasciato in frammenti nei boschi e in parte consegnato alle comunità locali per gli usi civici oppure, come nel caso del bosco di Incodaro, al gestore Corpo Forestale dello Stato – UTB dell’Aquila.

In alcune aree sono state realizzate delle recinzioni, per mitigare gli effetti del pascolamento e della presenza degli ungulati. Non ultime, sono state previste forme di valorizzazione e di comunicazione a vantaggio dei visitatori e dei frequentatori dei boschi, con apposizione di segnaletica e bacheche informative e didattiche.

“La sfida di riuscire a coniugare uso e sostenibilità ambientale è quanto di più qualificante ed influente possiamo condividere nella missione che accomuna le aree protette”. Così il Direttore del Parco, Domenico Nicoletti, che ha salutato con soddisfazione il procedere delle azioni del Life “Fagus”: progetto europeo che attua una proficua collaborazione tra il Parco Gran Sasso Laga e quello del Cilento, alla cui guida Nicoletti ha dedicato anni di appassionato servizio e dal cui territorio proviene.

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