L’Aquila, workshop di Danza di­ Ispirazione Sufi il 21 novembre

Casa del Teatro in Piazza d’Arti, via F­icara a L’Aquila un workshop di Danza di­ Ispirazione Sufi condotto da Ashai Lom­bardo Arop. Si tratta di un corso intensivo della d­urata di 5 ore per un numero massimo di­ 20 partecipanti al laboratorio pratico ­e 15 uditori.

Il costo è di 40,00 € per i partecipanti­ attivi e 20,00 € per gli uditori. Iscrizioni entro e non oltre il 14 novembre 2015.

Per qualsiasi ulteriore informazione po­tete contattarci al numero 338 950 1166­ (Giulio) oppure al 366 302 3472 (Barba­ra) o scriverci a questi indirizzi e-ma­il:artistiaquilani@gmail.com­ ­

barbara.gregori23@libero.it­

Info workshop :

Nulla più della concezione di danza, nelle diverse culture sufi, aderiscono a questo concetto. La concezione della rotazione perpetua, rinnova in ogni istante lo sguardo sugli aspetti dell’esistenza a 360°. Perciò, danzare sufi è più una condizione mentale che fisica.

L’idea fondamentale del sufismo ha per origine non soltanto alcuni passaggi del Corano, ma anche le numerose tesi più gnostiche e panteistiche, che circolavano nel mondo bizantino, buddista, etc… La dottrina sufista è una dottrina dell’unità, ovvero del credo filosofico che la totalità delle cose create, compreso l’uomo, non sia altro che un’immensa manifestazione della divinità e che tale panteismo ne condizioni il destino.

Lo scopo del saggio sufista è quello di raggiungere una completa immersione dell’io individuale nella sostanza universale.

Lo scopo del laboratorio è quello di percepire la filosofia immensa e millenaria di tale credo, applicata alla meccanica del corpo, tralasciandone in toto la sfera religiosa.

Si cercherà di mostrare alcune vie possibili per raggiungere, anche se parzialmente e momentaneamente, una condizione mentale libera da schemi, sovrastrutture e condizionamenti, permettendo al corpo di entrare, nella rotazione perpetua, senza troppa fatica ma, oserei dire, con una certa sensazione di cosmico godimento.

Oltre all’esercitazione pratica saranno fornite alcune nozioni teoriche.

 

Ashai Lombardo Arop:

Attrice e danzatrice specializzata in danza etniche e etno-contemporanee. Laureata con lode in Discipline Teatrali all’Università degli Studi di Bologna, con una tesi sperimentale in antropologia della danza, analizzando i legami fra le danze di derivazione africana e quelle del sud-Italia. Nel 2007 fonda Danzemeticce/WorlDance, associazione e gruppo performativo, che prende il nome dallo stile di danza dal lei creato (danzemeticce), nata per la diffusione della danza e le arti performative come veicoli transculturali. Come danzatrice/coreografa ha lavorato con: Ettore Scola, Eleonora Abbagnato, Tato Russo, Lino Cannavacciuolo, Lina Sastri, Elena Ledda, Arakne Mediterranea, Nuova Compagnia di Canto Popolare, Antonella Ruggiero, Antonio Infantino, Gabin Dabiré, Mbarka Ben Taleb, Capone Bungt Bangt, Celia Mara, La Banda di Piazza Caricamento, Marcello Colasurdo, Mimmo Epifani, etc… Come attrice ha lavorato con: Michele Placido, Massimo Ranieri, Monica Pivetti, Corrado Tedeschi, Tato Russo, Lina Sastri, Maurizio Scaparro e Teatro Eliseo, Sidne Rome, Antonio Salines, Antonio Calenda e Teatro Stabile del Friuli, Teatro Stabile di Napoli, etc… Autrice ed interprete degli spettacoli Senza Radici e A piedi nudi sul cemento, con i quali ha vinto i premi: Bianco&Nero (Accademia d’Arte Drammatica “Nico Pepe” di Udine, 2010), Finestre di Teatro Urbano 2010, Figli di tante patrie 2012 (Roma Multietnica), TAT – Talenti A Teatro (Teatro Olimpico di Roma, 2012). Tammurriata Nera, una tammurriata d’espressione africana per il Maschio Angioino di Napoli. Hieros Gamos. Sacro Vincolo commissionato da e creato apposta per Teatro Olimpico di Roma e Accademia Filarmonica Romana (2014) Pensare – programma delicato (2015) della drammaturga contemporanea Laura Bucciarelli. Primo premio “Note di Regia 2014” (Teatro Hamlet, Roma), con una rielaborazione della Medea di Euripide. In ambito coreutico ha studiato: danza Contemporanea con Enzo Celli & Celli Contemporary Ballet, Piergiorgio Milano, compagnia Abbondanza-Bertoni, Giorgio Rossi, Nicola Laudati, Simona Bertozzi, Alessandra Cristiani, Lorella Rapisarda, etc… Afro tradizionale e contemporanea con Koffi Koko, Solo Diedhiou, Katina Genero, Sourakata Dioubate, Brahima Coulibaly, Compagnie Georges Momboye, Lacina Coulibaly, etc…Capoera con Mestre Chiquiño e istructor Zekiña; Danza Būto Yoshito Ohno e Takashi Endo; Contact Improvisation con Javier Cura, Anna Albertarelli; Bahrata Natyam (danza classica dell’India del sud) con Alessandra Pizza e Nuria Sala Grau; Flamenco con Vicky Barea, Monica Argnani e Gianna Raccagni. Apprende le danza del sud Italia in Campania e Salento. In ambito teatrale studia con diversi maestri: metodo Strasberg con Joseph Ragno, Macbeth con Pierpaolo Sepe; teatro vocale con Odin Teatret, analisi del testo e costruzione del personaggio con Teatro delle Albe, teatro d’animazione con Giuliano Scabia, teatro sperimentale con Marco Sgrosso, Taetro Nō con Monique Arnaud e mimo corporeo con Michele Monetta. Nulla più della concezione di danza, nelle diverse culture sufi, aderiscono a questo concetto. La concezione della rotazione perpetua, rinnova in ogni istante lo sguardo sugli aspetti dell’esistenza a 360°. Perciò, danzare sufi è più una condizione mentale che fisica. L’idea fondamentale del sufismo ha per origine non soltanto alcuni passaggi del Corano, ma anche le numerose tesi più gnostiche e panteistiche, che circolavano nel mondo bizantino, buddista, etc… La dottrina sufista è una dottrina dell’unità, ovvero del credo filosofico che la totalità delle cose create, compreso l’uomo, non sia altro che un’immensa manifestazione della divinità e che tale panteismo ne condizioni il destino. Lo scopo del saggio sufista è quello di raggiungere una completa immersione dell’io individuale nella sostanza universale. Lo scopo del laboratorio è quello di percepire la filosofia immensa e millenaria di tale credo, applicata alla meccanica del corpo, tralasciandone in toto la sfera religiosa. Si cercherà di mostrare alcune vie possibili per raggiungere, anche se parzialmente e momentaneamente, una condizione mentale libera da schemi, sovrastrutture e condizionamenti, permettendo al corpo di entrare, nella rotazione perpetua, senza troppa fatica ma, oserei dire, con una certa sensazione di cosmico godimento. Oltre all’esercitazione pratica saranno fornite alcune nozioni teoriche.

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