L’Aquila, Società Barattelli: opera-balletto “Dido & Aeneas” il 9 marzo

Opera balletto è la sintesi più semplice, ma anche più efficace per definire la natura multidisciplinare, di incontro fra espressioni artistiche come l’opera e la danza, per un nuovo lavoro commissionato dalla Società Aquilana dei Concerti “B. Barattelli”, prodotto dal Gruppo E.Motion e realizzato in collaborazione con l’Associazione I Solisti Aquilani, il Gruppo E.Motion e la Barattelli stessa. Punto di partenza è l’opera Dido and Aeneas di Henri Purcell, composta nel 1689 e considerata uno dei capolavori operistici di tutti i tempi. Mantenendo inalterato il titolo “Dido & Aeneas” si trasforma in un atto unico per cinque danzatori, soprano, baritono, ensemble d’archi ed elettronica, partitura realizzata a quattro mani dai compositori Stefano Taglietti e Roberta Vacca. La prima rappresentazione a L’Aquila si svolge Domenica 9 marzo presso il Gran Teatro Parco delle Arti ed è inserita nel cartellone della Società Aquilana dei Concerti e nella sezione “Progetti speciali” de I Solisti Aquilani. In una forma così innovativa di opera-balletto sono tanti i protagonisti. La regia e la coreografia sono curate da Francesca La Cava, sostenuta in questo lavoro da quattro danzatori: Anna Basti, Mariella Celia, Flaminio Galluzzo, Davide Sportelli. La parte strumentale è affidata all’ensemble di archi de I Solisti Aquilani diretti da Federico Paci, con il soprano Maria Elena Romanazzi e il baritono Leonardo Galeazzi. L’opera sarà trasmessa in streaming live da Radio Cemat. Dido & Aeneas rappresenta la ricerca di un dialogo continuo tra i due personaggi, un confronto di identità. Il percorso è diviso in quattro quadri: Incontro – Scambio – Contrasto – Separazione. I due personaggi si cercano attraverso uno scambio di ruoli che mostra sia le loro fragilità che le personali certezze. Didone e Enea sono entrambi tesi verso una poetica, un’idea di bellezza e una aspettativa di incontro. I due personaggi, estrapolati da ogni riferimento temporale, rappresentano un’attualità in cui la paura e la diffidenza è spesso superiore al desiderio di incontrarsi. Il segno coreografico è ampio ed espressivo frutto della contaminazione fra danza e teatro.

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