L’Aquila, Sinfonica Abruzzese opera in forma di concerto “L’Italiana in Algeri” il 14 dicembre

Sabato 14 dicembre 2013 alle ore 18.00 all’Auditorium Guardia di finanza “Gen. S. Florio” – L’Aquila, terzo e ultimo appuntamento con la lirica all’Aquila. L’Italiana in Algeri, di Gioacchino Rossini, chiude questo primo anno con gli appuntamenti lirici all’Aquila. In collaborazione con il Teatro Marrucino di Chieti questo esperimento ha dato i suoi frutti, portando nella programmazione della Stagione Concertistica dell’Istituzione Sinfonica Abruzzese le tre opere liriche proposte nel Cartellone del Teatro Marrucino di Chieti e prodotte per la stagione lirica in corso. A dirigere l’Orchestra Sinfonica Abruzzese Marco Moresco e la direzione del Coro del Teatro Marrucino è affidata a Paolo Speca.

Il libretto di Angelo Anelli, un dramma giocoso in due atti, appartiene al genere dell’opera buffa ed era stato scritto per la musica di Luigi Mosca, autore pure lui di un’opera omonima rappresentata per la prima volta nel 1808. Com’era abbastanza d’uso allora, Rossini riprese lo stesso libretto (con alcuni cambiamenti affidati a Gaetano Rossi) e scrisse la sua opera con lo stesso titolo. Il melodramma venne rappresentato per la prima volta al Teatro San Benedetto di Venezia ed ebbe subito un ottimo successo, anche grazie alla compagnia di canto comprendente Marietta Marcolini e Filippo Galli. Ancora oggi, insieme a Il barbiere di Siviglia e al Guglielmo Tell, è una delle opere di Rossini più rappresentata nei repertori di tutti i teatri lirici.

La commedia si ispira ad un fatto di cronaca realmente accaduto: la vicenda di Antonietta Frapolli, signora milanese rapita dai corsari nel 1805, portata nell’harem del Bey di Algeri Mustafà-ibn-Ibrahim e poi ritornata in Italia.

Pare che l’allora ventunenne Rossini abbia composto l’opera in soli 18 giorni.

Per la perfetta commistione fra sentimentale, buffo e serio, l’opera è stata definita da Stendhal come “la perfezione del genere buffo”.

La guida all’ascolto è affidata al musicologo Francesco Sanvitale.

 

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