L’Aquila, mostra fotografica “Solo due ruote”

La Casa della Fotografia, spazio aperto di confronto e crescita nato dalla volontà di alcuni giovani fotografi aquilani che hanno allestito uno spazio a servizio della comunità locale e degli appassionati o degli esperti del settore, prosegue il ciclo di esposizioni con il lavoro “Solo Due Ruote” di Marco Di Niscia.

“Viaggiare è una brutalità. Obbliga ad avere fiducia negli stranieri e a perdere di vista il comfort familiare della casa e degli amici. Ci si sente costantemente fuori equilibrio.
Nulla è vostro, tranne le cose essenziali l’aria, il sonno, i sogni, il mare, il cielo tutte le cose tendono verso l’eterno o ciò che possiamo immaginare di esso.” Cesare Pavese

Robert Capa dice che se una foto non è abbastanza bella, allora vuol dire che non si è abbastanza vicini. Marco Di Niscia sembra aver preso alla lettera questo suggerimento, decidendo di rincorrere le sue fotografie attraverso l’Europa. Viaggiatore vulnerabile e permeabile, riduce al minimo la separazione tra lui e la strada, utilizzando come mezzo di trasporto una semplice bicicletta. Secondo Pavese viaggiare è un atto brutale: un atto che allontana dalle certezze ed obbliga a ridiscutere il nostro rapporto con lo spazio e con le persone. Armato solo di una bicicletta, una tenda ed una macchina fotografica, Di Niscia rende il viaggio un’esperienza ancor più traumatica. Liberandosi di tutto ciò che è superfluo, egli ripone fiducia nelle persone che incontra durante il suo cammino ed affida la sua vita allo scorrere della
strada e del tempo. Ed è in questo modo che riesce a “catturare” le cose fondamentali che si presentano davanti ai suoi occhi di fotografo: esplora mari e cieli raggiungibili solo attraverso due ruote; le atmosfere pure ed incontaminate sono carpite da occhi limpidi; la stanchezza si riflette in uno sguardo rivolto ad una strada che sembra non avere fine; l’immaginazione vede oltre l’immagine ed affronta con coraggio l’orizzonte come
punto fermo che continuamente si allontana, alla ricerca di un equilibrio nel movimento perpetuo del viaggio.
La serie di scatti che Di Niscia ci mostra sono un diario della sua esperienza, un diario che narra la necessità di esplorare l’infinito, alla ricerca di un’equilibrio che, senza volerlo, si trova in tutte le cose. Vania Caruso

Marco Di Niscia

Studia presso l’Istituto Superiore di Fotografia e Comunicazione Integrata (ISFCI) a Roma dove si diploma nel 2009. Inizia a lavorare subito dopo come assistente fotografo e freelance.
Esordisce con una personale nel 2009 presso la Galleria 291 Est di Roma, a cui seguono partecipazioni a numerose collettive. Nel 2010 decide di partire per la Svezia, dove vive per 6 mesi; nel periodo della sua permanenza esplora il paese con la bicicletta in un viaggio che dura 3 mesi. Nello stesso anno rientra in Italia e comincia a lavorare come assistente presso ISFCI.
Nell’estate del 2011 nuovamente intraprende un viaggio di 70 giorni in bicicletta attraverso l’Europa che lo porta fino a Londra.
Attualmente vive e lavora a Roma.

Agata Chiusano

Laureata al DAMS dell’Università di Torino con la tesi su “Fabrizio Plessi, lo scultore dell’immaginario”. Dal 2005 insegna Videoarte all’Università di Napoli Suor Orsola Benincasa di Napoli e dal 2011 Visual Art all’ISFCI.
Nel 2012 è speaker nella conferenza “Letteratura elettronica oggi, Italia –Spagna” organizzata dall’Istituto Cervantes di Roma, insegna nel seminario dell’Accademia di Belle arti di Milano Dipartimento di Arti visivi NABA e nella Master Class, musicaimmagine, del
Conservatorio di Potenza.
Ha collaborato con la RAI, la SACIS, la Multimago società di produzione di audiovisivi internazionale, il teatro Juvarra di Torino, l’Assessorato alle Politiche culturali di Frascati, l’Università di Roma Tor Vergata, l’Associazione culturale l’Orsa di Torino. Nel 1992 fonda il gruppo di autoproduzione “La Jena”, che opera nell’ambito della sperimentazione dell’audiovisivo. Interessata a tutte le commistioni e contaminazioni tra le arti e il video che l’ha
portata a collaborare con diversi artisti, tra i quali: Alessandro Amaducci, Massimo e Gabriele Coen, Fabrizio Federici, Caterina Casini, confrontandosi con realtà produttive e artistiche. Nel 2005 idea, scrive e realizza lo spettacolo “La via speculare: Morante/Moravia”. È presentato durante la settimana della cultura italiana in Israele, a cura dell’Istituto Italiano di Cultura, presso il teatro municipale di Haifa. Nel 2009 idea e cura la mostra annuale di video arte, arte contemporanea e società Vuotociclo in collaborazione con l’università SOB e il Comune di Napoli

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