L’Aquila, presentata la XVI edizione del festival Internazionale Pietre che cantano: 15 anni di attività, storia e cultura

Con la XVI edizione del festival Internazionale Pietre che cantano, che debuttò nel 2000, festeggiamo 15 anni tondi di attività, in cui abbiamo voluto farvi conoscere, attraverso gli itinerari d’arte del festival, l’Abruzzo aquilano, quello della bella città capoluogo come quello dei borghi storici, dei castelli, dei monasteri e delle chiese che rendono così unico il paesaggio delle nostre montagne.

Nella scelta dei temi, intorno a cui costruire il programma di questa XVI edizione, abbiamo voluto dare un nostro contributo a quello che sicuramente è stato uno degli argomenti dell’anno, il centenario 1915/2015: l’entrata in guerra del nostro paese, che in Abruzzo coincise anche col devastante terremoto della Marsica, ha riportato in primo piano come, in quel drammatico momento, la Storia dei popoli e le storie dei singoli si rifletterono ampiamente nell’arte.

Abbiamo scelto però nostro punto di vista particolare: nel titolo calembour “L’ALTRA METÀ DEL SUONO”, vedete evocata la voce delle donne, che in quel momento si rivelarono protagoniste nuove della società e della cultura.

Nel concerto finale della stagione ascolterete esclusivamente brani composti quell’anno in Francia e in Italia: da Claude Debussy a Alfredo Casella, alla giovane ma già notevolissima Lili Boulanger, che fu la prima donna ad aggiudicarsi l’ambito Prix de Rome dell’Accademia di Francia.

Sulla traccia di quelle composizioni datate 1915, cui appartiene l’ultimo brano pianistico composto da Debussy, siamo risaliti ad una interessante libro, in cui la sua Elegie fu pubblicata come contributo ad una raccolta di fondi di beneficenza: un libro pubblicato a Parigi tra il 1915 e il 1916, per iniziativa della inglese Mary Mellor, intitolato Pages inédites sur la femme et la guerre – la Grande Guerra aveva messo in luce con forza che la donna era una parte fondamentale e attiva nella società, cui andava riconosciuto un ruolo. Con Lucia Goracci, giornalista e inviata tra le più coraggiose, che ammiriamo nei suoi interessanti reportages televisivi dal Medio Oriente, affronteremo questo tema, ponendo in relazione la condizione femminile di allora con quella di oggi, all’interno degli attuali scenari di guerra (22 agosto).

Ma il tema femminile ci era suggerito anche da un’altra occasione: il 1915 è l’anno di nascita di tre grandi cantanti del secolo scorso- Elizabeth Schwarzkopf, regina della musica colta tedesca, e, diversamente dive, la regina della chanson francese, Edith Piaf,e quella del jazz americano, Billie Holiday – abbiamo commissionato a due artisti francesi, il compositore e ricercatore Georges Bloch e il pianista Hervè Sellin, uno spettacolo nuovo (21 agosto), che si avvale di strumenti di tecnologia musicale elaborati dai massimi istituti di ricerca francesi (IRCAM e EHESS), in cui, partendo da lontano, addirittura dal Lied mahleriano, si metteranno in relazione le esperienze artistiche di queste tre protagoniste, in un itinerario piuttosto imprevedibile.

Infine, in omaggio al nostro tema, abbiamo deciso che era il caso di dare ampio spazio alle donne in tutto il programma: oltre a Lucia Goracci, ascolterete due giovani promesse della musica come Anastasiya Petrishak (7 agosto) ed Erica Piccotti (8 e 9 agosto), e artiste che hanno già impresso un segno importante nella musica, come Mariangela Vacatello (5 agosto), Lorenza Borrani (19 agosto), Doris Lamprecht, Valentina Coladonato(22 agosto), o le quattro bravissime del Red4quartet, Marléne Prodigo, Margherita Busetto, Sara Gentile e Anita Mazzantini, protagoniste del concerto inaugurale (1 agosto)- mentre in una tre giorni dedicata al teatro, anche in rapporto al cinema e alla poesia, avremo nostre ospiti tre protagoniste del teatro italiano, Piera degli Esposti (10 agosto), Mariangela Gualtieri (11 agosto), Sista Bramini (12 agosto).

Insieme a loro, oltre ai citati Bloch e Sellin, il festival si avvale quest’anno della prestigiosa partecipazione del violoncellista Umberto Clerici, e dei pianisti Jean- François Ballèvre, Marcello Candela, il direttore d’orchestra Marcello Bufalini alla testa della nostra valorosa Orchestra Sinfonica Abruzzese.

Come si vede, quest’anno è la Francia il partner internazionale del festival, rappresentata da un cospicuo numero di artisti, dai repertori eseguiti, nei contenuti tematici.

Rispetto all’assenza nella programmazione, per la prima volta in tanti anni, dell’ Orchestra Sinfonica Abruzzese, esprimiamo tutta la nostra solidarietà ad uno dei nostri partner più importanti, che attraversa il momento forse più difficile della sua quarantennale attività, e un augurio fraterno di ripresa e rinascita.

In conclusione un sentito ringraziamento a quanti sostengono finanziariamente la nostra programmazione e ci consentono di sviluppare il nostro progetto ancora nel tempo: accanto alle amministrazioni comunali, che hanno voluto essere incluse nel nostro cartellone, fondamentale è l’aiuto dei privati che ci sponsorizzano, coprendo le spese del festival per oltre i 60% del suo budget.

Accanto alla Fondazione CARISPAQ e alla Banca Popolare dell’Emilia Romagna, nostri sponsor principali, ci pregiamo di annoverare tra i nostri mecenati sia realtà imprenditoriali che privati cittadini.

Ed ecco l’itinerario di quest’anno: cominciamo dal Castello Piccolomini di Celano, per la prima volta sede di nostri eventi, grazie all’ospitalità del Polo Museale dell’Abruzzo diretta da Lucia Arbace, torneremo con voi al Monastero di S. Spirito d’Ocre, al Convento di S. Francesco a Fontecchio, nei paesaggi incontaminati dell’Altopiano delle Rocche a Rocca di Mezzo, delle Pagliare sul Sirente a Tione degli Abruzzi, e ultima novità, saremo per la prima volta nello scenario bellissimo del Lago Sinizzo di S. Demetrio ne’ Vestini.

Buon viaggio, buon ascolto!

Luisa Prayer, direttore artistico

Il festival vedrà coinvolti i Comuni di: CELANO, OCRE, FONTECCHIO, L’AQUILA, ROCCA DI MEZZO, S. DEMETRIO NE’ VESTINI, TIONE DEGLI ABRUZZI dall’ 1 al 22 AGOSTO 2015

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