L’Aquila, Pino Micol legge la Divina Commedia al Gran Teatro Zeta il 20 novembre

Giovedi’ 20 novembre ore 21.00 Gran TeatroZeta parco delle arti “L’Amor che move il sole e l’altre stelle” Pino Micol legge la Divina Commedia, recital concerto a cura di Manuele Morgese con Fabrizio De Melis, violino, Angelo Santisi, violoncello, Musiche di Bach,Vivaldi, Pachelbel, Massenet.

Tempo fa pensai che mi sarebbe piaciuto fare una lettura integrale della Divina Commedia. Con un rapido calcolo, scoprii che per leggerla tutta in una sola volta avrei impiegato circa ventiquattrore di seguito; dividendola per serate di circa due ore ciascuna, avrei dovuto dunque farne dodici. A parte l’impegno psicofisico proibitivo , l’impresa si rivelò praticamente impossibile. Allora perché una serata di soli sei canti su cento di cui è composta l’opera?

Perché la soglia di attenzione del pubblico non può essere sfidata ; infatti sei canti più qualche indispensabile parola introduttiva, più le musiche che, come si suol dire, “fanno serata”, raggiungono le fatidiche due ore, oltre le quali “è insano andare”. La scelta non è stata difficile: in ogni opera monumentale i temi affrontati sono centinaia, se non di più, ed ognuno può scegliere di privilegiare un filone o un altro, senza nulla togliere all’opera e all’autore. I capolavori si difendono da qualsiasi maltrattamento; possono essere svillaneggiati fino ai limiti estremi (e succede purtroppo anche con grande successo dei colpevoli) ma resistono nella loro importanza e bellezza. Mi ha appassionato il tema dell’amore, sempre presente in tutta l’opera di Dante e non solo nella Commedia; tema talmente presente che ho dovuto molto ragionare per comporre un filo conduttore che corre dall’inizio, con il primo canto dell’inferno, alla fine, con l’ultimo canto del Paradiso.

C’è l’amore carnale, l’amore per se stesso, per la libertà, per la cultura, per la divinità, considerati, non a torto , il motore unico e indispensabile per una soddisfacente vita personale e della comunità: ogni bene personale per Dante contribuisce al bene comune; la salvezza del singolo è la salvezza della società civile. Non crediamo che sia il caso di pensarci ogni tanto, soprattutto oggi che ogni bussola pare smarrita?

I canti scelti per questo primo approccio (non è detto che sia annullata la tentazione della Commedia integrale) sono i primi di ogni cantica (Canto I dell’Inferno : l’amore per se stessi e la vita migliore. Canto I delPurgatorio: l’amore per la libertà – Catone. Canto I del Paradiso: l’amore assoluto per Beatrice divinità, per la Vergine Maria e per lo stesso Creatore.  Poi  il Canto V dell’Inferno come esaltazione pietosa e mai condanna dell’amore carnale -Paolo e Francesca; il XXVI dell’Inferno che esalta l’amore per la conoscenza e la curiosità culturale -Ulisse; infine il canto XXXIII del Paradiso, come grandiosa conclusione nell’amore assoluto ed ineffabile per la Divinità che tutto muove.  La lettura dei canti, nell’ottica del recital concerto, si alterna con brani suonati dal vivo : PACHELBEL – Canone/J.S. BACH – Preludio I suite per violoncello/VIVALDI – Adagio dell’inverno (da Le quattro stagioni)/BACH – Aria – Suite n.3 BWV 1068/ MASSENET – Thais (in sequenza) Violino: Fabrizio De Melis – Violoncello Angelo Santisi

Buon ascolto e se possibile, buona emozione!

PINO MICOL.

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