L’Aquila, orchestra sinfonica in concerto l’1 febbraio

La bacchetta di Israel Ynon dirigerà l’Orchestra Sinfonica Abruzzese in un programma sinfonico ad alto valore qualitativo Sabato 1 Febbraio 2014 alle ore 18 al Ridotto del Teatro Comunale dell’Aquila per la 39a Stagione Concertistica dell’ISA e in replica Domenica 2 Febbraio alle ore 18 a Sambuceto nella Scuola Civica Musicale.

Ynon, molto apprezzato per la sua direzione appassionata e per le sue vivide interpretazioni, ha diretto le principali orchestre europee. Ha compiuto i suoi studi in Israele da dove ha mosso i primi passi come solista. Fra le ultime orchestre dirette figurano la Royal Philarmonic di Londra, la National Symphony Orchestra di Praga e la Nuova Russia State Symphony di Mosca, per l’Italia citiamo l’Orchestra Sinfonica di Roma. 

In programma l’ouverture “Nello stile italiano” del compositore F. Schubert e la Sinfonica “Die Tragische”, le note scorreranno dalla visione pastorale e serena dell’overture ai forti “colori” musicali della Sinfonia, fra le due opere del compositore viennese la musica contemporanea di H.P. Dott, egli è considerato una delle figure più rappresentative della vita musicale tedesca contemporanea.

Israel Yinon

Molto apprezzato per la sua direzione appassionata e per le sue vivide interpretazioni, Israel Yinon ha condotto le principali orchestre europee. Riconosciuto internazionalmente come solista di avanguardia che porta nuovo impulso nel repertorio concertistico, è noto per la riscoperta di molti capolavori musicali.

Nato nel 1956 in Israele, Yinon ha studiato direzione e composizione all’Università di Tel Aviv (1981-1984) e all’Accademia di Musica Rubin di Gerusalemme (1985-1988). Si fece conoscere con l’incisione delle opere premio della critica tedesca “Preis der Deutschen Schallplaten – Kritik” l’anno seguente. Nello stesso anno debuttò nel Regno Unito con la BBC Philharmonic Orchestra e avviò una collaborazione con la casa discografica Koch Schwamm (oggi Universal Music), con la quale ha realizzato 12 incisioni dedicate a sue versioni di capolavori dimenticati, dirigendo la Berlin Radio Symphony Orchestra (RSB), la Brno Philharmonic, la Saarland Radio Symphony Orchestra, la NDR Radio Philharmonic of Hannover e la Bambert Sinfoniker.

Opera con la reinterpretazione di Verlobung im Traum (Fidanzamento nel sogno) (1928-30), opera in due atti del compositore ceco Hans Krása, che gli valse il premio alla cultura del governo ceco, e l’invito a debuttare negli Stati Uniti con il medesimo lavoro dirigendo come “evento musicale dell’anno” dal Washington Times. Yinon ha diretto le maggiori orchestre europee, tra cui la RTE-Sinfonica della Radio di Colonia, l’Orchestra Sinfonica di Berlino (Bso) alla Konzerthaus di Berlino, la RSO Stuttgart, la BBC Symphony Orchestra, la SWR Symphonie Orchestrer Baden-Baden e la Prague Chamber Orchestra. Ha diretto solisti di fama internazionale Josef Suk, Sarah Chang, Leonid Kavakos, Daniel Müller-Schott, Paul Gulda, Natalia Gutman, etc.

Con la registrazione della musica di Josef Tal ed Eduard Erdmann, scelti dalla rivista tedesca Neue Muzikzeitung tra i “CD dell’anno” (2004e 2005), e nel 2006 con l’interpretazione della 7° Sinfonia di Beethoven con la Hungarian National Radio & TV Symphony Orchestra, in Germania così come la sua registrazione di un nuovo CD con l’opera di Simonsen dimostra la sua maestria ad offrire esecuzioni di altissimo livello anche con musiche poco conosciute. La critica specializzata classifica il suo repertorio come uno dei più fantasiosi ed interessanti del panorama internazionale.

In Italia ha diretto concerti con l’Orchestra Sinfonica di Roma e in occasione delle festevità per il ventesimo anno di concerti ha diretto l’Orchestra del Teatro Olimpico di Vicenza. L’Eco della Stampa” ha considerato “Ynon trionfale con Mahler” per la direzione della Prima Sinfonia di Mahler al Festival di Dobbiaco con l’Orchestra Sinfonica di Graz.

Sarà presente con la Filarmonica Arturo Toscanini al Festival in Emilia Romagna. E’ stato invitato a condurre la Royal Philharmonic (Londra), il Concertgebouw Kamerorkest, la Royal Flemish Philharmonic, la Polish National Philharmonic a Varsavia, la Czeck National Symphony Orchestra a Praga e la Novaye Rossiya State Symphony Orchestra a Mosca, Bucharest Enescu Philharmonic, Lithuania National Symphony Orchestra of Vilnius, Iceland Symphony in Reykyavik, Bejiin Symphony in China, solo per citarne alcune.

Note di Sala a cura di Francesco Sanvitale

F. Schubert (Lichtenthal, Vienna 1797 – Vienna 1828)

Ouverture in stile italiano in Do Magg. Op.170 D 591 (Adagio/Allegro)

Sinfonia n. 4 in do min. D 417 “Tragica”

Allegro vivace/Andante/Minuetto/ Allegro

Il fatto che per lungo tempo dopo la sua morte i suoi lavori sinfonici furono praticamente dimenticati, ha lasciato che di Schubert si avesse una concezione parziale e riduttiva relativamente al suo impegno compositivo, sostanzialmente identificato in quello di un fortunato liederista, beniamino dei migliori salotti viennesi. Nei fatti, mentre la sua vita fu tutt’altro che serafica, come dimostrerebbero le centinaia di lieder, ma sofferta per motivi personali ed artistici, egli si è dedicato anche al genere sinfonico, e fin dai 17 anni, con assiduità e straordinari risultati lasciandoci 8 sinfonie e tre Ouvertures, oltre alle musiche di scena di Rosamunde, Furstin von Cypren . Un lascito artistico straordinario per il suo valore ma di enorme importanza per comprendere a fondo i momenti espressivi del grande compositore. Essenzialmente lirico, egli trasferisce questo trasporto del suo sentire nella sinfonia creando spunti innovativi rispetto alle precedenti, altrui esperienze. Il confronto con Beethoven, il sinfonista per antonomasia, si presenta naturalmente: se in questi il centro della sinfonia è dato dagli sviluppi che si dialettizzano, si scontrano lottano e si contrastano fino a raggiungere la vittoria del bene sulle forze del male, Schubert non abbandona mai il suo lirismo, pur obbedendo allo schema dello sviluppo (che altro non è se non il “campo di battaglia” delle diverse idee musicali), e il susseguirsi di queste idee raccoglie una ricchezza melodica che pervade ogni tratto del discorso musicale. La sua Quarta sinfonia è del 1816 e non sembra che l’appellativo di “Tragica” le sia stato dato da Schubert che l’avrebbe poi aggiunto in seguito alla definizione corrente che le andava attribuendo il pubblico. Di fatto, pur individuandovi tratti dei toni eminentemente tragici di tipo beethoveniano, questa stupenda pagina giovanile non sembra caratterizzarsi per i toni tragici che il titolo lascerebbe prevedere. Anzi in essa si dispiega quel tono elegiaco, la vena dolce e sommessa dello Schubert liederista. Che è la sua natura artistica di quegli anni e quando nella sinfonia si spinge all’elemento tragico, appare evidente l’influsso di Beethoven, quasi un omaggio più che un reale sentire. Probabilmente per questa ragione, il momento più coinvolgente risiede nell’intenso “Andante”, che segue l’impetuoso “Allegro vivace”. La grazia melodica dell’ “Andante” rievoca piuttosto certi momenti dei migliori temi sinfonici di Mozart. Dopo un “Minuetto” di routine, la Sinfonia si conclude con un “Allegro”, in cui il giovane Schubert torna a lasciarsi influenzare dal “Titano” di Bonn. Al 1817 risalgono l’Ouverture in Re Magg. D 556, composta in maggio, e le due Ouvertures in stile italiano, in Re magg. D 590 e in Do magg. D 591, entrambe composte nel mese di novembre. Nel novembre del 1816 era stata eseguita a Vienna, per la prima volta, un’opera di Gioachino Rossini, L’inganno felice, seguita in dicembre dal Tancredi e nel febbraio 1817 dall’Italiana in Algeri. Le tre opere rossiniane avevano suscitato un vero e proprio scalpore e il gusto italiano, in realtà mai sopito nella capitale asburgica, era, grazie a Rossini, tornato prepotentemente di moda a Vienna. Schubert, che se non siamo certi avesse assistito alle tre opere ( forse al Tancredi), non mancò di dare un suo personale, quasi spregiudicato tributo allo stile italiano con queste tre Ouvertures, che risentono, anche se in modo originale e personalissimo, del taglio rossiniano. Nell’Ouverture in Do Magg. D 591, oggi in programma, Schubert ritorna alla forma bipartita tradizionale . L’ “Adagio” iniziale, come fa notare Danilo Prefumo, tranquillo, sereno, quasi pastorale, conduce al un “Allegro” molto conciso; tutto il brano non contiene alcuna esplicita citazione , ma il carattere operistico e l’ispirazione rossiniana sono evidenti in molti particolari, ad esempio nel trattamento solistico dei legni, nell’inflessione particolare dei temi e nell’uso del “crescendo”. In sintesi, è una pagina deliziosa, piena di verve e di brio.

H. P. Dott (Coblenza, 1952)

Suite. Quattro pezzi per orchestra

1.Introduzione (Preludio)/ 2. Canto (Quasi un’aria)/ 3. Idillio (Clair de Lune)/ 4. Scherzo furioso (Finale)

Hans-Peter Dott è una delle figure più rappresentative della vita musicale tedesca contemporanea. Dopo gli studi di composizione e musicologia, accanto a queste due discipline, ha curato una particolare attenzione all’organizzazione musicale, unendovi un vivace impegno didattico. Dal 1987 è responsabile dei concerti della BASF di Ludwigshafen, la celebre fabbrica di prodotti chimici di dimensione multinazionale che tra decine di prodotti è maggiormente conosciuta per l’avanzata tecnologia sviluppata per la funzionalità dei nastri magnetici che permise la nascita delle musicassette. L’attenzione di questa ditta supportata dalla BDI ( la Confindustria tedesca) per la realizzazione di importanti appuntamenti musicali sempre a scopi benefici, ha prodotto, sotto la direzione artistica di Dott, memorabili concerti come quello del dicembre 2006 con la Mahler Chamber Orchestra diretta da Claudio Abbado (cui oggi rivolgiamo un pensiero affettuoso e riconoscente) che gli valse il riconoscimento di miglior concerto dell’anno in Germania tributatogli dall’edizione domenicale della FAZ ( il celebre quotidiano Frankfurter Allgemaine Zeitung). Ma la sua attività di organizzatore l’ha portato a Francoforte a dirigere il Festival di Musica Tedesco/Polacco e a Mannheim, dove ha insegnato organizzazione musicale in quella Università, per insegnare poi composizione a Zagabria e a Osijek celebre città universitaria Croata. Come compositore ha spaziato nei più diversi generi musicali ricevendo commissioni per opere da camera, sinfoniche, per strumento solista e orchestra, e per voce ed orchestra. Le sue composizioni sono state eseguite in tutto il mondo e dalle maggiori orchestre oltre che dai più affermati solisti ( per una visione complessiva dell’attività di Dott si consiglia di consultare la sua pagine web digitando su Google “Hans-Peter DOTT”). La Suite orchestrale oggi in programma è stata composta nel 2009 ed eseguita in prima assoluta a Grosseto il 26 aprile di quell’anno per la Stagione dell’Orchestra Sinfonica della città toscana cui il brano è dedicato. La struttura della Suite si caratterizza in quattro pezzi che, pur diversissimi da loro, cercano un filo melodico-armonico che li leghi tanto che l’ultimo brano sembra riepilogare tutte le tematiche del primo movimento (sviluppato in un clima di festa), quasi in una concezione ciclica della composizione. La melodia di un canto nostalgico del secondo brano si lega così all’evocazione nel terzo della celebre pagina di Debussy.

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