L’Aquila, Orchestra di Piazza Vittorio: il Flauto Magico il 21 dicembre

La fortunata tournée del “Il Flauto magico secondo l’Orchestra di Piazza Vittorio” che sta girando tutta l’Italia, iniziata il 22 settembre per la tradizionale cerimonia di inaugurazione dell’anno scolastico presso il Cortile d’onore del Quirinale alla presenza del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, giunge a L’Aquila.

Grazie alla Società Aquilana dei Concerti “B. Barattelli” torna nel capoluogo abruzzese una delle orchestre più caratteristiche d’Italia, l’Orchestra di Piazza Vittorio, formata da musicisti provenienti da ogni parte del mondo, nata in seno all’Associazione Apollo 11ed è stata ideata e creata da Mario Tronco ed Agostino Ferrente.

In scena dunque all’Auditorium “Gen. S Florio” della Scuola Guardia di Finanza, domenica 21 dicembre con inizio alle ore 18, una versione molto speciale del celebre capolavoro mozartiano.

L’idea è nata nel 2007 da una proposta di Daniele Abbado per la Notte Bianca di Reggio Emilia.

Così dichiara in una nota il direttore Mario Tronco: “Il progetto ci sembrava folle, poi abbiamo deciso di svilupparlo come se l’opera di Mozart fosse una favola musicale tramandata in forma orale e giunta in modi diversi a ciascuno dei nostri musicisti. Come accade ogni volta che una storia viene trasmessa di bocca in bocca, le vicende e i personaggi si sono trasformati, e anche la musica si è allontanata dall’originale. I ruoli sono stati affidati ai musicisti in base ad una somiglianza di carattere o per affinità con certe esperienze vissute… Volevamo raccontare un Flauto contemporaneo, che si svolge in una società multirazziale di questi tempi, ed evitare qualsiasi fraintendimento. Il Flauto di Mozart è ambientato in un Egitto fantastico. Il nostro invece si trova in un luogo immaginario, senza riferimenti alla geografia reale. Non si tratta dell’esecuzione integrale dell’opera di Mozart. Le melodie sono riconoscibili ma alcune sono solo tratteggiate, senza sviluppo e senza parti virtuosistiche, intrecciate a brani originali dell’Orchestra. Il nostro lavoro con la partitura è necessariamente diverso da quello di un’orchestra “normale”. Dal folk, al reggae alla classica al pop e al jazz, la nostra musica è piena di riferimenti alle altre culture. Ogni musicista porta nell’Opera la sua cultura, la sua lingua: arabo, inglese, spagnolo, tedesco, portoghese, wolof, italiano. L’Orchestra è sul palco non nella buca, come nelle opere, e i musicisti diventano personaggi semplicemente indossando in scena il loro costume e guadagnando il proscenio”.

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