L’Aquila, musica per la città: rassegna dei Solisti Aquilani il 15 dicembre

Prosegue con successo Musica per la città, la rassegna concertistica dei Solisti Aquilani che, fin dal suo debutto, ha registrato il tutto esaurito. Dopo l’esibizione di Salvatore Accardo, accolta con una vera e propria ovazione, è la volta di un raffinato musicista, Umberto Clerici, kappelmeister e violoncellista, che sarà protagonista con I Solisti Aquilani, del concerto che si terrà all’Auditorium del Parco il 15 dicembre, alle ore 18,00.

Clerici è stato vincitore di numerosi premi in concorsi internazionali ( dallo Janigro di Zagabria al Rostropovich di Parigi), ma soprattutto, è l’unico violoncellista italiano assieme a Mario Brunello ad aver vinto un premio al celebre concorso Tchaikovky di Mosca. E’ stato, inoltre, l’artista più giovane a pubblicare un cd solistico per il mensile Amadeus. Suona un violoncello Giovan Battista Guadagnino (1769), appartenuto al grande violoncellista Antonio Janigr. Uno strumento prezioso per un cartellone che lo è altrettanto. Apertura all’insegna della fascinazione assoluta con Hell1, da Music for Divene Comedy di Sollima, artista eclettico e aperto alle più audaci contaminazioni, oltre che autore di famose colonne sonore tra cui I cento passi e La meglio gioventù.

A seguire il Concerto in si minore per violoncello che si sviluppa tra rapidi arabeschi di note e lievi meditazioni.

Ancora contaminazioni con Bosso e il suo Sea prayer per violoncello e archi, sulla linea di frontiera tra musica colta e musica d’uso. In chiusura ascolteremo Puccini, Crisantemi per violoncello e archi e Verdi, Quartetto per archi.

Crisantemi è una delle pagine più intimistiche e personali del compositore, forse il più celebre dei titoli dello scarno catalogo di musica da camera del Maestro. Un “concentrato di mestizia toscana”, scritto di getto nel gennaio del 1890 in memoria del duca d’Aosta, appena scomparso. Il Quartetto in mi minore di Giuseppe Verdi rappresenta una strana e curiosa incursione del bussetano nel mondo della musica da camera. Ma la partitura, in cui gli strumenti fraseggiano, scambiandosi un tema incisivo contrappuntato dal violoncello, sembra un concertato d’opera. Verdi gioca con i diversi timbri e colori, esattamente come sa fare con le voci dei cantanti e ci dona una grande pagina.

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