L’Aquila, mostre: l’elenco di quelle visitabili fino a fine settembre

In attesa di rivedere esposti nella nuova sede temporanea dell’ex-mattatoio all’Aquila, i capolavori del Museo Nazionale d’Abruzzo, fino alla fine di settembre 2013 è possibile fruire di una parte notevole delle principali opere visitando quattro mostre tematiche in altrettanti straordinari luoghi dell’aquilano. L’itinerario si snoda lungo vie di transito di eccezionale impatto naturalistico, come quella che lega Ocre a Celano, passando per l’Altopiano delle Rocche, terreno di pascoli e di vegetazione incontaminata. Nella chiesa del monastero cistercense di Santo Spirito d’Ocre, recentemente restaurata, è proposta La Sapienza risplende. Madonne d’Abruzzo tra Medioevo e Rinascimento, ultima tappa di una mostra itinerante che ha riscosso un notevole successo, con un risultato particolarmente felice per il colloquio stabilitosi tra le sculture e i dipinti e i suggestivi ambienti affrescati.  Le straordinarie Madonne lignee che già hanno affascinato il pubblico di Trento, Rimini, Lanciano, Teramo, Castel di Sangro  e Francavilla,  databili tra la fine del XII e gli esordi del XVI secolo, in gran parte salvate dai vigili del fuoco dal Museo Nazionale d’Abruzzo dopo il terremoto dell’aprile 2009, emozionano il pubblico per la  maestosa solennità delle iconografie mariane che nel Rinascimento assumono accenti più emotivi. Grande la soddisfazione espressa dalla Soprintendente per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici dell’Abruzzo Lucia Arbace:  “La mostra ha riscosso un notevole successo di pubblico e critica; sono quindi ben lieta di proporre in uno spazio così importante alle porte dell’Aquila la mostra La sapienza risplende Madonne d’Abruzzo tra Medioevo e Rinascimento, la quale dopo il sisma ha compiuto un lungo viaggio, esibendo con orgoglio alcuni capolavori identitari già custoditi nel Museo Nazionale d’Abruzzo, rappresentativi di una devozione mariana di eccezionale levatura, che affonda le sue radici millenarie nell’amorevole madre terra. Questa ospitalità sottintende un segnale di speranza perché permette di proporre ancora all’attenzione del pubblico abruzzese un patrimonio culturale offeso dalla violenza della natura che attende di tornare al più presto alla fruizione pubblica  proprio nel capoluogo di regione”. Per l’occasione l’esposizione è stata arricchita dalla scultura raffigurante La Madonna col Bambino, proveniente dalla Chiesa di Santa Maria ab extra di Villa di Mezzo di Barisciano, databile tra il primo e il secondo ventennio del Trecento, oggetto di un recente intervento di restauro, assieme ad altre due opere, grazie al generoso contributo  della Cassa di Risparmio di Asti.  Questi capolavori ben rivelano come l’Abruzzo sia stato un crocevia di culture e un centro di elaborazione di spinte culturali aggiornate, grazie ai frequenti contatti con i territori d’oltralpe e l’Oriente bizantino, sulle rotte dei pellegrini e dei commerci lungo la Via degli Abruzzi e per le vie del mare.

Integra questa selezione di opere identitarie dell’Abruzzo, quella ordinata nelle sale dell’ammezzato del Castello Piccolomini di Celano, che celebra i restauri successivi al sisma resi possibili sia dai fondi pubblici erogati dal Ministero sia da sponsorizzazioni, dopo l’evacuazione dei polittici e delle sculture dal Castello dell’Aquila. Valorizza le committenze artistiche pervenute soprattutto dai francescani conventuali e spirituali ai principali artisti non solo locali, l’esposizione Dopo i restauri. Capolavori d’Arte tra Medioevo e Rinascimento, visitabile fino al 30 novembre.Una rete di solidarietà tra vari enti e associazioni, assieme ai finanziamenti del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, ha permesso il recupero di alcune tra le opere piu’ prestigiose del Museo Nazionale d’Abruzzo. Sontuose tavole dipinte e dorate, raffinate  sculture lignee hanno recuperato gran parte dell’evidenza perduta, rifulgendo oggi di nuova luce. Jacobello del Fiore, Giacomo da Campli, Pietro Alamanno, Francesco da Montereale sono alcuni dei maestri che hanno operato tra Medioevo e Rinascimento per conventi e chiese della regione, rappresentati in una mostra, a cura di Lucia Arbace e Aurelio Ciotti della Soprintendenza BSAE dell’Abruzzo,  la quale  si propone di avvicinare il grande pubblico ai segreti del restauro grazie ad un accurato apparato didattico, composto da pannelli e audiovisivi.

 

Imperdibile  è l’esposizione allestita a Santo Stefano di Sessanio, uno dei borghi più belli,  negli stessi ambienti che hanno ospitato negli anni scorsi le mostre degli Uffizi. Dotata anche del bel catalogo, edito da Allemandi, a cura di Lucia Arbace, è La bellezza inquieta. Arte in Abruzzo al tempo di Margherita d’Austria. Dipinti, arredi, oreficerie, sculture, manoscritti, incisioni e preziose cinquecentine illustrano una fase storica di notevole rilevanza, quando la figlia dell’imperatore Carlo V, moglie prima di Alessandro de Medici poi di Ottavio Farnese, amministrò i suoi feudi abruzzesi e svolse l’importante incarico di governatrice dell’Aquila, stabilendovi una corte fastosa e colta. E’ un avvincente percorso dedicato a Margherita d’Austria, personalità di rilievo che ha segnato in modo significativo la vita politica, economica e amministrativa degli antichi Abruzzi, proiettandoli nella grande storia nazionale ed europea. Vengono presentate  numerose e pregevoli opere del Museo Nazionale d’Abruzzo danneggiate dal sisma e sottoposte ad interventi conservativi negli ultimi quattro anni, assieme ad altre in prestito da collezioni pubbliche e private, le une e le altre in larga parte mai finora esposte al pubblico.    Sono proposti capolavori della pittura e della scultura,  di artisti tutti da riscoprire, sensibili tanto alla lezione del divino Raffaello quanto ai tormenti contemporanei, come Pompeo Cesura, Giovanni Paolo Cardone,  Aert Mijtens.   Assieme alle preziose oreficerie aquilane, già portate in processione a Roma in occasione del Giubileo del 1575, e  a raffinati oggetti di arredo sono le prove tangibili dell’attiva e qualificata partecipazione  degli Abruzzi alla temperie culturale di un’epoca straordinaria in cui la gran dama, figlia dell’imperatore Carlo V, moglie prima di Alessandro de’ Medici, poi di Ottavio Farnese, ha assunto un ruolo mediatico di grande rilevanza, ancor prima di assumere l’incarico di  governatrice dell’Aquila nel 1572.Una novità di grande interesse per gli studiosi è l’esposizione di documenti inediti, volumi, cartografia e mappe dei feudi farnesiani d’Abruzzo, di proprietà di Madama,  volti a chiarire aspetti rilevanti della cultura e politica del tempo. Tra le opere cinquecentesche provenienti dal museo aquilano, assume un particolare rilievo la tavola raffigurante La Sacra Famiglia con San Francesco, sottoposta a un complesso restauro, ancora in corso, presso i laboratori dell’Opificio Pietre Dure di Firenze. Questo capolavoro, permeato della cultura raffaellesca, si deve a Cola dell’Amatrice, pittore e architetto assai apprezzato dai committenti e noto per  aver progettato  la straordinaria facciata della monumentale Chiesa di San Bernardino a L’Aquila. Dalla stessa basilica  provengono le due straordinarie tele di Pompeo Cesura, protagonista indiscusso della scena artistica del tempo di Margherita, concesse in prestito dal Ministero dell’Interno, Fondo Edifici di Culto.

In continuità con questa iniziativa si pone Oltre Caravaggio. Pittura del Seicento in Abruzzo tra Roma e Napoli, una mostra che dimostra come  l’arte sia fiorita ancora durante il secolo XVII, nonostante il clima di crisi e le calamità naturali, con l’apporto di grandi maestri accorsi dai principali centri all’avanguardia. Per la prima volta esposti i capolavori provenienti dalle  prestigiose collezioni d’arte: la Cappelli e la Dragonetti De Torres, un tempo esibiti  nei sontuosi palazzi aquilani, assieme ad altre testimonianze di un secolo complesso che ha stimolato eccezionali committenze artistiche anche in Abruzzo.  Si potrebbero considerare i mai visti perché, su un totale di  circa quaranta tele, soltanto alcuni  dipinti della raccolta Cappelli erano collocati fino al sisma del 2009 nel Museo Nazionale d’Abruzzo a L’Aquila, accanto ad opere seicentesche provenienti dal territorio. Riparati i danni del terremoto, tutte queste opere ora possono essere apprezzate meglio, dopo accurati restauri, come quelli che hanno riguardato le due tele di Giacinto Brandi, ora incardinate nella mostra.  Escono dai depositi anche alcune novità assolute, come il San Pietro Martire,  per il quale gli specialisti stanno valutando una possibile attribuzione a Guercino,  e lo straordinario Cristo benedicente, importante inedito di  Massimo Stanzione. Spiccano inoltre la delicata ed elegantissima Adorazione dei pastori di Bernardo Cavallino, alcune opere dei principali caravaggeschi, tra cui il belga Louis Finson,  nonché dipinti  di Francesco Solimena e dell’ambito di Luca Giordano, protagonisti della scena artistica napoletana. Non manca infine un omaggio al grande Mattia Preti, nel 400° anniversario della nascita, che si è celebrato con mostre  internazionali le quali hanno esibito  anche alcuni capolavori  in prestito dalla Soprintendenza BSAE dell’Abruzzo. Conclusasi quella a Malta, sono proposte in mostra i due dipinti appena rientrati, collocati a lato del maestoso Giobbe nel letamaio, pendant del Martirio di San  Bartolomeo di ritorno dalla esposizione svoltati a  Venaria Reale.

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