L’Aquila, mostra dedicata ad Amleto Cencioni

L’associazione “Arti visive e del Restauro Amleto Cencioni” presenta una mostra dedicata al maggiore esponente dell’arte aquilana del ‘900
Era il 1944 quando Amleto Cencioni e altri suoi concittadini organizzarono una mostra nella Sala Rossa del Teatro comunale de L’Aquila. Una serie di quadri per voltare pagina dopo gli orrori del secondo conflitto mondiale, un messaggio forte, quello di ricostruire tutti assieme una vita normale, partendo da ciò che ha sempre distinto il nostro bel paese: la cultura. Ricostruire è la parola chiave anche 69 anni dopo, quando gli eredi del Cencioni hanno deciso di allestire una mostra coi capolavori del maestro per ricordare il capoluogo abruzzese com’era prima delterremoto del 2009. La Sala Rossa è rimasta inagibile da quello sciagurato aprile, mentre il Palazzetto dei Nobili è stato di recente restaurato. Qui, dal 27 aprile al 28 maggio, sono attesi tutti gli aquilani (e non) che vogliono immergersi nelle atmosfere della sfortunata città abruzzese.

Ma chi era Amleto Cencioni? Nato a L’Aquila nel 1906 e morto ivi nel 1994 ha dedicato tutta la sua vita professionale alla città natale. L’immediatezza della sua pittura (era un amante della tecnica en plein air, che portava lui e le sue tavolozze in giro per L’aquila e dintorni) e la capacità di avere una rilettura critica di tutte le correnti del suo tempo, lo resero uno dei pittori più completi del novecento italiano. Di lui diceva il concittadino e critico d’arte Fausto Ianni “La pittura di Cencioni è un mezzo per comunicare con gli altri, consegue una finalizzazione verso una resa comprensibile a tutti: il fruitore di una sua opera cioè, deve poter coesistere nel contesto dell’opera.” Un artista forse poco conosciuto dai più giovani (anche se le sue opere sono disseminate per i più importanti musei di tutto il mondo), ma che ha rappresentato un pezzo importante del panorama artistico contemporaneo italiano.

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