L’Aquila, L’Albero di Natale l’8 dicembre

A Natale ci si scambiano i doni, si fanno i buoni propositi, si addobba l’albero e si pensa al menù del cenone. Via di questo passo potremmo continuare all’infinito con i luoghi comuni.

Ed è proprio inciampando su un luogo comune che ci siamo fermati a riflettere.

Una frase piccola ma con dentro tanta prospettiva che se la sussurri ti lascia un non so che di brezza.

La mia casa è il mondo.

Semplice e di una banalità quasi urticante.

Eppure pur sapendolo, e questa è la cosa più triste, ci ostiniamo a comportarci da pessimi custodi e pessimi ospiti. Sprechiamo, inquiniamo, deturpiamo, rifiutiamo, respingiamo. La lista è lunga e pesante.

Chi pagherà il conto di tutto questo sfacelo?

Se le rivoluzioni spesso nascono dal basso forse è l’ora di cambiare passo.

Forse è l’ora di chiudere il cerchio e di essere responsabili.

Forse è l’ora di provarci.

 

Nello scegliere di partecipare agli eventi del cartellone natalizio La Magica Città del Natale con un grande albero abbiamo pensato di dare nuova vita allo scarto. Abbiamo creato gli addobbi e l’ambientazione usando quello che ci girava per casa e che normalmente buttiamo. Ci siamo ricavate uno spazio di creatività per condividere e parlare di quello che spesso pensiamo quando ci guardiamo intorno.

E visto che questo è il periodo in cui si fanno i regali vorremmo legare il nostro gesto alle parole di un poeta immaginando questi versi come un prezioso dono offerto a tutti noi

L’appuntamento è per martedì 8 dicembre alle 17.30 all’auditorium di Renzo Piano. 

 

Considero valore ogni forma di vita,

la neve, la fragola, la mosca.

Considero valore il regno minerale, l’assemblea delle stelle.

Considero valore il vino finché dura il pasto,

un sorriso involontario, la stanchezza di chi non si è risparmiato,

due vecchi che si amano.

Considero valore quello che domani non varrà più niente,

e quello che oggi vale ancora poco.

Considero valore tutte le ferite.

Considero valore risparmiare acqua,

riparare un paio di scarpe,

tacere in tempo,

accorrere a un grido,

chiedere permesso prima di sedersi,

provare gratitudine senza ricordarsi di che.

Considero valore sapere in una stanza dov’è il nord,

qual’é il nome del vento che sta asciugando il bucato.

Considero valore il viaggio del vagabondo,

la clausura della monaca,

la pazienza del condannato, qualunque colpa sia.

Considero valore l’uso del verbo amare

e l’ipotesi che esista un creatore.

Molti di questi valori non ho conosciuto

Erri De Luca

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