L’Aquila, I Cantieri dell’Immaginario: Pensieri Sommersi in scena il 24 luglio

E’ un’indagine su una sorta di naufragio, inteso come risultato di una catastrofe sì naturale, ma anche sociale ed economica, il tema centrale di Pensieri Sommersi. Lo spettacolo, curato da Giancarlo Gentilucci, è tratto da “Le città mortali” di Roberto Melchiorre, con musiche originali di Sandro Paciocco – e debutterà mercoledì 24 luglio alle ore 21.30 presso Piazza San Silvestro.

“Le città sono fatte dagli uomini, gli uomini sono mortali, di conseguenza anche le città sono mortali”.

“Pensieri sommersi” indaga sulla condizione di sospensione che gli abitanti e i luoghi subiscono a seguito di un evento straordinario e catastrofico. E’ un viaggio attraverso la perdita della propria identità e la ricerca della stessa, anche sotto una nuova forma. Lo spettacolo ragiona sui temi legati alla distruzione e possibile ricostruzione di una città, distaccandosi da esempi reali e portando l’argomento trattato su un piano universale.

Il regista spiega: “E’ il racconto di uno smarrimento di due personaggi che si aggirano alla ricerca di una meta – forse la loro città – e quando la trovano, capiscono che non è più la città dei loro ricordi, ma un nuovo oggetto che va esplorato, compreso e reinventato in modo diverso. Quello che mi ha stimolato è la percezione di una sorta di stasi esistenziale delle persone, ferme in attesa di una possibile rinascita e della realizzazione di desideri che l’esperienza drammatica ha suscitato. Questa attitudine mi ha fatto rivolgere lo sguardo verso le nuove generazioni di aquilani, nate e cresciute dopo la catastrofe, che dei vecchi rituali e delle vecchie abitudini della nostra città non hanno memoria. L’investimento di nuove idee e di un nuovo modo di vivere i territori, appartiene alle nuove generazioni”.

L’autore del racconto “Le città mortali”, Roberto Melchiorre, aggiunge: “Ci sono argomenti che – per essere trattati fuori dall’agone della cronaca, delle polemiche e dell’emergenza – hanno bisogno di essere osservati con uno sguardo che si ponga ad una giusta distanza. Paradossalmente, in questi casi, è necessario distaccarsi dalla realtà per tentare di comprenderla meglio. Ecco perché ho deciso di affrontare il tema della distruzione/ricostruzione di una città – questione che a L’Aquila assume un valore autenticamente straordinario – scegliendo il registro lirico, metafisico, visionario. Le città mortali, infatti, narrano la storia di un viaggio, un viaggio alla ricerca del senso di una fine: quella di una città. In soccorso dei due viaggiatori in cerca di risposte arrivano la poesia, il mito, la filosofia. I coreuti ricordano ai due protagonisti di questo dramma una grande verità: un nuovo inizio è possibile solo dopo aver preso coscienza fino in fondo, senza pietà alcuna, che nulla potrà essere come prima e che non si può ricostruire senza l’ utopia e senza il pensiero, non di una nuova città ma di una città nuova”.

“Pensieri Sommersi” è il quarto capitolo di un lavoro di ricerca che Arti e Spettacolo ha svolto sul territorio dopo il terremoto. Segue infatti “Dalla poesia di Fabrizio De André al terremoto” a cura di Giancarlo Gentilucci (2009), “Spaesamenti nostalgici” di Giancarlo Gentilucci (2011) e “Mille giorni – racconti dal disastro dell’Aquila” di Tiziana Irti e Antonio Tucci (2012).

Ricco il cast tecnico e artistico che ha lavorato al progetto: le coreografie di Romina Masi, l’Ouverture “Nostos” eseguita da “I Cameristi dei Solisti Aquilani”; in scena con Giacomo Vallozza, Giulio Votta, Tiziana Irti e il coro composto da Gilda Bernabei, Luisa Chelli, Matteo Di Genova, Marzia Ippoliti, Wilma Moscardi, con la partecipazione dei giovani interpreti Dorian Rotilio e Letizia Prospero. Al violoncello Tommaso Verlinghieri; disegno luci e montaggio video Daniela Vespa; video installazioni Giulia Barnabei Michael Ianni. La residenza è del Teatro Nobelperlapace di San Demetrio e la produzione di Arti e Spettacolo per I Cantieri dell’Immaginario 2013.

Lo spettacolo è stato realizzato in collaborazione con i Solisti aquilani e il Conservatorio di Musica dell’Aquila “A. Casella”.

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