L’Aquila, “I Cantieri dell’Immaginario”: I CUSTODI DELL’ANIMA l’1 agosto

Associazione culturale Arti e Spettacolo

 

Parco del Castello – Il 01/08/2015 ore 21:30

Giancarlo Gentilucci, regia

Roberto Melchiorre, testi

Sandro Paciocco, musiche

con: Valeria Bafile, Luisa Chelli, Simona D’Angeli, Claudia Di Domenica, Matteo Di Genova, Francesco D’Orio, Tiziana Irti, Antonella Lattanzi, Romina Masi, Elena Mastracci, Andrea Palladino, Paola Retta, Dorian Rotilio, Daniele Tomassi, Giacomo Vallozza,

con la partecipazione di abitanti della città e del contado

Romina Masi, coreografie

Daniela Vespa, luci e suono

Pethum Perera, assistente

Paolo Porto, foto

Newstown srls, ufficio stampa

Residenza, Teatro Nobelperlapace

in collaborazione con Dabadub, Ass. Cult. Est Est, Teatro del Paradosso, Rogo Teatro

 

Un gruppo di pastori/contadini, dopo la distruzione della città, non senza discussioni, si reca su un promontorio – luogo dove si sono rifugiati i signori della città – con l’intenzione di superare le incomprensioni e convincerli a tornare alle loro case in modo da ricostruire insieme la città. Essi sono convinti che solo unendo tutte le componenti della cittadinanza potranno dare un’anima ai mattoni, alla calce, al cemento. Dopo una lunga attesa, un portavoce comunica che i signori non hanno nessuna intenzione di tornare prima della fine della ricostruzione e che seguiranno da lì il lavoro di rifacimento di case e palazzi.

 

I pastori/contadini, delusi e amareggiati, dibattono animatamente sul da farsi. Decidono di rivolgersi ai sapienti che un giorno popolavano la città, ma i luoghi dove si riunivano sono spogli e deserti. Qualcuno allora suggerisce di andare da un vecchio saggio che aveva rinunciato a un comodo alloggio sul promontorio per rimanere a vivere tra le macerie. Il vecchio, che si definisce il custode dell’anima della città, ride dell’ingenuità dei suoi interlocutori e li esorta a dimenticare quelli che sono fuggiti sul promontorio. Indica loro un fondaco dove ha nascosto tutto il necessario per costruire la nuova città. Così, finalmente, i pastori contadini possono tornare indietro. Ora hanno tutto ciò che occorre: libri, strumenti musicali, pennelli, maschere. Con carretti e carriole piene di questi oggetti tornano festanti in città.

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