L’Aquila, concerto nell’ambito di “Musica per la città” il 22 aprile

Dopo il concerto-evento con il grande Penderecki, ancora un appuntamento prestigioso quello che propone l’Associazione I Solisti Aquilani, nell’ambito di Musica per la città: il concerto di un musicista a dir poco leggendario, Luis Bacalov, affiancato da Sonig Tchakerian,”violinista che all’esibizione virtuosistica aggiunge l’anima” (Girardi) e personaggio inconfondibile nel panorama concertistico internazionale. Il suo carattere unisce all’umiltà meticolosa nello studio l’ardimento nell’interpretazione dove non vuole alcuna nota inerte, né una pausa o un fraseggio, vivendo in prima persona il linguaggio e le scelte degli autori. Partner perfetta, dunque, per una serata che saprà affascinare gli appassionati di musica e non solo. In cartellone due brani di Bacalov e, a seguire, Carlos Gaedel, Angel Villoldo e Astor Piazzolla. Al pianoforte, ovviamente, Luis Bacalov, che potremo apprezzare anche nella veste di direttore. L’ambito nel quale Bacalov ha raccolto i maggiori successi è senza dubbio quello delle colonne sonore cinematografiche, a cominciare, naturalmente, da quella de «Il postino» che gli è valsa, nel 1996, il Premio Oscar. Tra gli innumerevoli film per i quali ha composto le musiche spiccano titoli cult come il poliziottesco «Milano calibro 9» e gli spaghetti-western «Django», «Quin sabe?» e «Il grande duello»: quest’ultimo tema ha affascinato anche Quentin Tarantino che lo ha riutilizzato in «Kill Bill». Né mancano nel suo curriculum gli incontri con i massimi autori, dal Pasolini de «Il Vangelo secondo Matteo» al Fellini de «La città delle donne». Per il pubblico meno giovane, comunque, il nome di Bacalov resta legato inscindibilmente alla stagione del «rock progressive» italiano, negli Anni Settanta, quando con i New Trolls firmò gli arrangiamenti di un album fondamentale, «Concerto Grosso», che segnò l’approdo di quel genere musicale nel nostro Paese. Non è tutto: fin dal suo arrivo in Italia, nel 1959, Bacalov ha lavorato nell’ambito della musica leggera. Una delle sue prime esperienze fu accompagnare al pianoforte Claudio Villa, ma ben presto si mise in luce come abile e richiestissimo arrangiatore. Importante è stato il suo quasi ventennale sodalizio con Sergio Endrigo, che fruttò capolavori come «Io che amo solo te», «Canzone per te», «Lontano dagli occhi», «Elisa Elisa», nonché la fortunata «L’Arca di Noé».   Ma non c’è nome eccellente della canzone italiana che non abbia beneficiato dei magistrali arrangiamenti di Luis Bacalov. Leggere l’elenco delle sue collaborazioni è come sfogliare l’album di famiglia della musica leggera tricolore, e si scopre che c’è lui dietro ad alcuni dei titoli-feticcio della nostra memoria: si va da «Legata a un granello di sabbia» e «Con te sulla spiaggia» di Nico Fidenco alle mitiche «La partita del pallone» e «Il ballo del mattone» di Rita Pavone; da «Sabato pomeriggio» di Claudio Baglioni a «Il cielo” di Lucio Dalla. Fino all’incontro con De André, nel 1998, per la versione spagnola di «Smisurata preghiera».   Però le radici non si dimenticano: già nel 1975 Luis Bacalov aveva firmato un album, «Galanterein», con il connazionale Gato Barbieri, un autentico gigante del jazz. E dal 2000, finalmente, il ritorno al tango, con una serie di album e rari quanto preziosi concerti, dal momento che quella tra Luis Bacalov e la musica del tango è una storia d’amore con radici antiche e profonde, una passione sbocciata fin dall’infanzia, coltivata in gioventù, forse per un po’ sopita, comunque mai dimenticata. Biglietti: Intero 8,00 euro – Ridotto 5,00 euro

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