L’Aquila, concerto del duo Ramin Bahrami-Massimo Mercelli il 13 maggio

13 MAGGIO – AUDITORIUM DEL PARCO ore 18.00, Concerto conclusivo della rassegna MUSICA PER LA CITTA’
Con un duo d’eccellenza, Ramin Bahrami, celebre pianista persiano tra i più importanti interpreti bachiani contemporanei e il flautista Massimo Mercelli, divenuto a soli diciannove anni primo flauto al Teatro La Fenice di Venezia, si chiude Musica per la città, la stagione concertistica promossa da I Solisti Aquilani. Anche per questa edizione, la Stagione ha ospitato grandi musicisti provenienti da contesti internazionali e da percorsi formativi e artistici diversi (da Bruno Canino, a Salvatore Accardo, Francesco Fiore, Umberto Clerici; e ancora, Giuseppe Albanese, Penderecki, Bacalov, Bahrami, Sonic Tchakerian ecc.), proponendo un cartellone vario e completo, caratterizzato da un’ampia estensione geografica e temporale, in un percorso di esplorazione di secoli di musica che si muove dal barocco di Bach, alle armonie romantiche fino alle composizioni d’avanguardia contemporanea e il tango rivoluzionario di Astor Piazzolla. E come sempre, ha cercato di coinvolgere tutti, appassionati, musicisti, studenti, semplici curiosi, con il desiderio di permettere a chiunque di avvicinarsi con facilità alla musica, intesa come bene comune, proponendo biglietti a prezzi assolutamente accessibili (da 5 a 8 euro) e offrendo formule vantaggiose di abbonamento (da 10 euro per i ragazzi), riservando una riduzione speciale agli abbonati di altre stagioni concertistiche o teatrali. Una stagione di successo che non poteva che concludersi con ospiti prestigiosi e una grande musica, quella di Bach, affidata al suo massimo interprete: Bahrami, “un mago del suono, un poeta della tastiera… artista straordinario che ha il coraggio di affrontare Bach su una via veramente personale, con il rispetto e la sensibilità cosmopolita della quale è intrisa la sua cultura e la sua formazione”. Le influenze tedesche, russe, turche e naturalmente persiane che hanno caratterizzato la sua infanzia, gli permettono di accostarsi alla musica di Bach esaltandone il senso di universalità che la caratterizza.
Ad affiancare Bahrami sarà Massimo Mercelli. Allievo dei celebri flautisti Maxence Larrieu ed André Jaunet, a diciannove anni diviene primo flauto al Teatro La Fenice di Venezia, vince il “Premio Francesco Cilea”, il “Concorso Internazionale Giornate Musicali” e il “Concorso Internazionale di Stresa”. Suona regolarmente nelle maggiori sedi concertistiche del mondo. Direttore artistico e fondatore dell’Emilia Romagna Festival, dal 2001 fa parte del comitato direttivo della European Festivals Association (EFA) e nell’aprile 2011 è stato eletto vice presidente della prestigiosa associazione europea.
Insieme all’ensemble dei Solisti Aquilani i due musicisti si cimenteranno con alcune delle partiture più affascinanti ed impegnative di Bach. In apertura verrà eseguita la Suite in si minore che assegna al flauto traverso una chiara funzione concertante che non è perfettamente in linea con la tradizione della suite, ma che invece è coerente con l’idea di quella sintesi fra i diversi generi di musica strumentale che per Bach rappresentava un obiettivo fin dai primi anni di lavoro. Bach sigilla il trionfo virtuosistico di questa composizione con la Badinerie finale, grande pezzo di bravura in cui la ribalta spetta solo al solista. A seguire il Concerto Brandeburghese n. 5 che appartiene a un pensiero musicale non solo ansioso di sperimentare nuove strade, ma anche pronto a collocare la tradizione contrappuntistica al vertice della creazione musicale.
In questa formidabile pagina, emblema dello stile e dell’arte del Barocco, la fusione dei diversi percorsi avviene nell’ambito di forme e di generi musicali ancora in via di definizione, un lavoro di frontiera così audace e originale dal punto di vista dello stile. E’ poi la volta del Concerto in fa minore per pianoforte e orchestra, dallo schema sostanzialmente vivaldiano, con l’alternanza di Tutti e di Solo, ma il carattere dei temi è squisitamente bachiano: sono frasi semplici, ritmicamente precise e squadrate, ben scandite e armonicamente suscettibili di ampi sviluppi.
Ultimo brano in cartellone, il Concerto n. 1 in re minore dove il possente unisono degli archi e l’ampio spazio al virtuosismo solistico ci offrono un serratissimo confronto, protratto in movimenti di eccezionale complesstità.
INGRESSO
INTERO 8,00 EURO
RIDOTTO 5,00 EURO

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