L’Aquila, concerto de I SOLISTI AQUILANI il 3 marzo

La grande musica di Bach in versione pianistica per il concerto che I Solisti Aquilani terranno il 3 marzo nella consueta cornice dell’Auditorium del Parco. Ospite d’eccezione il duo pianistico formato da Monica Leone e Michele Campanella, naturale sviluppo della consuetudine a suonare insieme tra insegnante e studente prima, tra partners nella musica e nella vita poi. Il sodalizio è frutto di una mentalità e di un approccio al pianoforte condivisi dalle origini, essendo entrambi i musicisti cresciuti, in diversi momenti, nella scuola di Vincenzo Vitale. Il repertorio in continua espansione comprende musiche a quattro mani e a due pianoforti e spazia da Bach a Bartok. Da sottolineare il grande progetto in via di realizzazione dell’integrale della musica di Schubert a quattro mani in CD. Le presenze da ricordare sono numerose e significative. Dall’Accademia Nazionale di Santa Cecilia a Roma all’Opera House di Sydney, dal Coliseum di Buenos Aires a Pechino, Shanghai e Canton, dalla Settimana Musicale Senese alla Sagra Umbra a Perugia, dal Teatro San Carlo di Napoli all’Orchestra della Toscana a Firenze, all’Orchestra da Camera di Padova e del Veneto, all’Orchestra dei Pomeriggi Musicali a Milano, all’Istituzione Universitaria dei Concerti a Roma, al Teatro Massimo di Palermo, al Rossini Opera Festival, ad Auckland in Nuova Zelanda, a Melbourne e Brisbane in Australia. Monica Leone e Michele Campanella insegnano all’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli nell’ambito dei corsi organizzati dal Centro di Studi Pianistici “Vincenzo Vitale”.

Il programma della serata è interamente dedicato ai concerti per uno o due cembali di Johann Sebastian Bach, nella trascrizione per uno o due pianoforti. Si tratta, per la maggior parte, di trascrizioni di altrettanti concerti per violino o per oboe, di Bach stesso o di altri compositori, in gran parte smarriti. Tuttavia hanno una importanza capitale nella storia della musica, in quanto sono praticamente gli antesignani del concerto per strumento a tastiera solista. Inoltre da tali concerti si comprende quale enorme influenza ebbe il nostro Antonio Vivaldi. L’apertura, affidata al Concerto in re maggiore BWV 1054, eseguito da Campanella, è una trascrizione del bellissimo concerto di Bach stesso per violino BWV 1042, fortunatamente non perduto, il che ci fa immaginare quali immensi capolavori di Bach purtroppo non siano arrivati ai giorni nostri. Segue il Concerto in re minore BWV 1052 (solista Monica Leone), uno dei più eseguiti. La divisione fra accompagnamento e solista, che sembrano appoggiarsi l’un l’altro come in una scena tragica, crea qui una profondità inusitata che rasenta punte di rara drammaticità. E’ poi la volta del Concerto in do minore BWV 1060, uno dei più belli ed eseguiti, dal carattere interamente drammatico, ma con uno straordinario movimento centrale imperniato su un dialogo dolce e malinconico dei due solisti e su un denso intreccio di rapporti contrappuntistici. Anche nel Concerto in do maggiore BWV 1061, trascrizione di un concerto andato perduto, pieno di brio, spicca il movimento centrale, Adagio in tonalità minore, eseguito dai due solisti senza l’orchestra, ma anche l’ultimo movimento, una fuga travolgente, alla maniera di Bach. È forse questo il concerto in cui più chiaramente il limpido modello formale ereditato da Vivaldi viene complicato da una densissima scrittura contrappuntistica, che innerva sia il vastissimo tempo iniziale, ricco nell’elaborazione dei motivi, che il finale, una complessa fuga. Biglietti: intero 10,00 euro; ridotto 6,00 euro.

 

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