L’Aquila, al Muspac la mostra “Ritratti di donna” dall’8 al 22 marzo

Ritratti di Donna dall’8 al 22 marzo 2014 con inaugurazione sabato 8 marzo ore 18,30. Opere di Antonietta Antenucci, Claudio Asquini, Elisabetta Catamo, Elisabetta Celenza, Maria Cristina Crespo, Francesca De Rubeis, Marcello Di Donato, Natalia Faragalli, Rosa Foschi, Angelo Froglia, Armando Gioia, Fabio Mauri, Daniela Perego, Lucia Piccioni, Vettor Pisani, Oliviero Rainaldi, Maria Semmer, Ale Senso, Alice Schivardi. Dalle 19,00 aperitivo cenato a cura di MUSPAKITCHEN. Proiezioni di video d’arte di Marina Abramovic, Vanessa Beecroft, Shirin Neshat. Sabato 8 marzo, a partire dalle 18,30 sarà inaugurata presso la sede del MU.SP.A.C. la mostra collettiva dal titolo “Ritratti di donna”.

La donna, simbolo della figurazione di tutti i tempi, è stata ritratta nel corso della storia nelle sue molteplici sfaccettature. In questa mostra alcuni artisti della collezione permanente del museo interpretano l’immagine femminile a partire da Fabio Mauri che in Ideologia e Natura (performance ripresentata quest’anno alla 55° Biennale d’Arte di Venezia) con fotografie di Elisabetta Catalano, ci mostra una ragazza vestita con la divisa fascista di “Piccola italiana”, che si spoglia e si riveste molte volte, inizialmente in modo naturale e ordinato e poi non seguendo più un ordine abituale: la sua natura (unico dato certo) vince su ogni costume ideologico.

In Plagio di Vettor Pisani, Maria Pioppi (moglie di Michelangelo Pistoletto), in un gioco di rimandi e citazioni che partono dal Grande vetro di Duchamp, è legata attraverso un collare allo Scorrevole: un esplicito riferimento alla foto di Meret Oppenheim, realizzata da Man Ray nel 1933.

Ispirandosi a “Esercizi di stile” di Raymond Queneau e giocando con le molteplicità del proprio essere, Lucia Piccioni descrive le sue metamorfosi in una struttura complessa di rimandi, fantasie e proiezioni che suggeriscono modi particolari di presentazione del proprio corpo.

Libertà, speranza e felicità sono le sensazioni trasmesse dall’opera di Daniela Perego, mentre un’Ofelia contemporanea, rappresentata nella foto Maria Semmer, diventa il simbolo dell’amore abbandonato. In Ninna Nanna Claudio Asquini interpreta l’aspetto più naturale della donna: il desiderio di maternità e quello di generare una nuova vita, mentre nel video Come gli americani di Alice Schivardi la protagonista è una nonna, rappresentazione della donna nella sua età più avanzata in un esilarante racconto sulla percezione degli americani.

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