Lanciano, “Il gioco della coppia”: prosa al Fenaroli il 17 febbraio

Prosa – Il gioco della coppia, lunedì 17 febbraio alle ore 21.00 nuovo appuntamento con la  Stagione di Prosa del Teatro Fenaroli di Lanciano 2013/2014; in scena sarà lo spettacolo dal titolo  “IL GIOCO DELLA COPPIA” commedia liberamente ispirata a “Delirio a due” di Eugène Ionesco, regia Sergio di Paola con Peppe Miale, Lorena Leone, Leda Conti, Stefano Pascussi, Mauro Rea. Si provocano, si rintuzzano, si insultano. Si rinfacciano l’un l’altra quello che sarebbero potuti essere se non avessero avuto la sfortuna di incontrarsi, si colpiscono nei punti dove sanno che può far più male. Ma soprattutto sono fatti esattamente per non capirsi. Impossibilitati a comunicare, incapaci persino di provare caldo o freddo nello stesso momento. Lui e lei. Chiusi in una casa qualsiasi che potrebbe essere in qualsiasi città del mondo occidentale. Mentre nel mondo di fuori c’è una guerra qualsiasi. L’ennesima. E potrebbe essere una qualsiasi coppia quella costruita da Eugène Ionesco- considerato tra i fondatori del Teatro dell’Assurdo- in «Delirio a due», da cui è liberamente tratto «Il gioco di coppia».

La scena minimale somiglia ad un Sudoku e riproduce un piccolo appartamento dove un uomo ed una donna si confrontano con le difficoltà di coppia, e la loro continua discussione se la chiocciola e la tartaruga siano o no lo stesso animale, viene ripetuta continuamente ma con aggiunte di sempre nuovi particolari e situazioni. La discussione finisce ben presto in altri battibecchi più brutali e malvagi in un gioco al massacro diretto all’incolpare l’altro dei propri disastri che non si vogliono ammettere.

 

Note di Regia:

«Eugène Ionesco, considerato insieme a Samuel Beckett pioniere del “Teatro dell’Assurdo”, amava definire le sue opere “Teatro Astratto”. La scrittura di Ionesco, un po’ esistenzialista, un po’ surreale, irrompe sulla scena negli anni Cinquanta con la potenza di un uragano, scatenando un “delirio” di “favorevoli” e “contrari”. La sua drammaturgia è capace di intercettare gli smottamenti della società e del linguaggio, e di irridere l’ordine costituito. Con la pièce “Delirio a due” Ionesco mette in risalto l’incomunicabilità di una coppia che raggiunge sovente il paradosso verbale, grazie alle volute e banali argomentazioni. Essi parlano, urlano, passano il tempo litigando con cattiveria e violenza su futilità di ogni genere, rinfacciandosi disillusioni e sogni traditi e non s’accorgono che in strada, come in uno spaventevole controcanto, infuria la guerra. In questo testo, così come in altri, Ionesco più volte sottolinea la stupidità comica e avvilente degli esseri umani, vincolati alle loro annebbianti abitudini. I protagonisti sono talmente chiusi nei loro miseri egoismi, nella loro meschina autosufficienza, nel loro gretto conformismo da non riuscire a dare un senso a ciò che accade intorno a loro. I due conviventi, non curandosi della guerra scoppiata fuori dalle quattro mura domestiche, non smettono di chiedersi se la tartaruga e la lumaca siano o meno lo stesso animale. Allo stesso modo oggi, mentre fuori imperversa il caos, molti si chiedono se l’I-Phone e il Galaxy siano lo stesso cellulare».

 

Sergio Di Paola.

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