La drammaturga abruzzese Doriana Vovola vince il premio Eurodonna 2014

L’abruzzese Doriana Vovola drammaturga per i diritti umani e musicologa, già Premio Italia Diritti Umani 2013 attribuito da Amnesty International e Free Lance International Press, ha ricevuto, venerdì 10 gennaio a Roma, presso la sala Tirreno della Regione Lazio, il Premio Eudonna 2013/2014 per la sezione speciale drammaturgia europea, prestigioso premio patrocinato dalla Commissione e Parlamento Europeo e dalla Presidenza della Repubblica e del Senato Italiano. Questa la motivazione concorde per la giuria presieduta dall’ attrice teatrale Margherita Di Rauso e la commissione d’ onore presieduta dal maestro Giorgio Albertazzi: Intellettuale, munitasi giovanissima di solida e variegata cultura umanistica e conclusi brillantemente gli studi accademici filosofici e musicologici, si è dedicata alla drammaturgia e alla promozione e all’ organizzazione della cultura. La sua azione personale volta a rendere l’ intero genere umano partecipe della cultura e dei diritti fondamentali ha trovato l’ espressione più nobile con il suo  – Chi Siete? – piece teatrale intrisa di una lirica universale – intesa nel senso di un messaggio capace di raggiungere la sfera emotiva delle persone – e di uno straordinario senso etico sociale espresso con una scrittura vivente posta al servizio di voci, pensieri e passi dell’ umanità. E a tale rara sensibilità della scrittura come l’ha definita Dacia Maraini non potevano non essere attribuiti numerosi prestigiosi riconoscimenti, lodi di critici, artisti ed  intellettuali in paesi di tutto il mondo .”  

Giovanna Sorbelli, Presidente del Premio Eudonna e dell’ omonimo Movimento federativo femminile per l’Europa, ha presentato a Roma ospite di Nicola Zingaretti presso la sala Tirreno della Regione Lazio, le premiate di questa IV edizione scelte da disparati campi del sapere e dell’ attivismo, come ad esempio, oltre a Doriana Vovola per la drammaturgia impegnata, anche il medico Mariavita Ciccarone fondatrice di Gemme Dormienti per la fertilità nei giovani colpiti da tumori, la vaticanista Emanuela Bambara e la studiosa di Intelligence Antonella Vilasi. Le eccellenze femminili hanno dunque ricevuto il prestigioso premio avvicendate da dibattiti socio-politici, contenuti culturali e civili e video proiettanti su maxi schermo una carrellata suggestiva di alcune delle donne più significative della storia dell’ umanità. La scrittura, l’ operato e le scelte concrete di Doriana Vovola, sono volte a contribuire al rispetto e al futuro della Bellezza, della Giustizia e della Bontà e, come lei stessa afferma, a “creare accordo e passo sincrono tra le tante società e anime umane”. Artista e intellettuale poliedrica cura progetti etico-culturali nazionali ed internazionali per provocare risveglio e promuovere consapevolezza e responsabilità. Con impegno generoso aiuta colleghi, nuovi autori e artisti ad emergere promuovendo anche in ambito artistico la “valorizzazione dell’ Alterità”. La ricordiamo ad esempio anche come presidente fondatore e direttrice progettuale e artistica del Premio internazionale Etica in Atto per la drammaturgia etica contemporanea, premio di grande successo e unico in Europa che, tra le altre cose, promuove la lingua italiana nel mondo. E’ fautrice di una visione culturale in cui, come lei spiega, “l’ altro è il comandamento” perché solo così “per il singolo e per l’ umanità principia realisticamente un nuovo corso degli eventi”. Il suo testo teatrale “Chi siete?” sulla prigionia e libertà, sulla perdita di baricentro esistenziale, ad esempio affianca da anni, come testo occidentale emblematico per la lotta pacifica ai diritti umani, le tappe di attivismo ufficiale internazionale per i diritti del popolo tibetano. Il 6 luglio 2013 l’ autrice è invitata come relatrice alla Cerimonia ufficiale (italiana, a Milano) del 78esimo compleanno del Dalai Lama. Tra le tante date internazionali che hanno visto “Chi siete?” scelto per promuovere la pace nel mondo l’ autrice ricorda con suggestione quella al Sermig di Torino ospite del candidato Nobel della Pace Ernesto Olivero.

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