Introdacqua, la Madonna che vola

La manifestazione della Pasqua si ritiene iniziata nella seconda metà del ‘800, o forse prima. Essa non ha la notorietà dell’altra consimile, che nello stesso giorno si effettua a Sulmona, col nome de “la Madonna che scappa in piazza”, ma non per questo è meno spettacolare. Certamente è molto amata dagli introdacquesi. Lo Storico Coppa Zuccari Luigi (1866-1960) cita nella storia dei Pronio (Notizie biografiche sul capo massa Giuseppe Pronio d’Introdacqua) che il capo massa Paolo Pronio porto all’epoca delle invasioni napoleoniche in Abruzzo (1798-1815) la Madonna a Introdacqua insieme con suo fratello. Secondo queste fonti certe, le origini della manifestazione risalgono tra la fine del ‘700 e l’inizio del ‘800.

Mentre la piazza è gremita di folla in attesa spasmodica, ecco apparire lentamente dala salita di San Rocco la statua della Madonna vestita a lutto portata a spalla da quattro giovani, privilegio che si acquisisce mediante asta pubblica in presenza dei deputati organizzatori della festa, questo rito vale per ogni processione. La Madonna si incammina verso la parte opposta della piazza dove c’è in attesa il Cristo Risorto, all’incirca metà della piazza quando si intravede il Cristo Risorto i portatori pian piano danno inizio alla frenetica Volata tra spari di mortaretti, suono di campane e banda locale che suona in sottofondo, il mantello nero della Madonna cade dalle sue spalle ed ella riappare nella consueta e sontuosa veste celeste, sulla mano destra apposta del bianco fazzoletto da lutto quasi per incanto appare una rosa. Un grido prorompe dalla folla, un grido di liberazione dopo l’attesa spasmodica, è un momento di grande emozione generale!
Subito dopo l’incontro tra la Madonna e il figlio Risorto si procede con una grande processione che gira attraverso le vie principali del paese, seguita con devozione dalle due confraternite, dalle autorità del paese e dal popolo.

E’ interessante rilevare che la Madonna per gli introdacquesi non “scappa”, come nell’espressione sulmonese, ma “vola”. Ed un vero e proprio volo è quello che, visto da lontano, sembra passare sopra le teste degli astanti.

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