Incontro pubblico in Provincia di Pescara con la Presidente di WWF Italia

Il mare mostra inattese capacità di reagire ai maltrattamenti ai quali impietosamente lo sottoponiamo. Le dimostrazioni non mancano: dalla tartaruga marina che ha positivamente deposto nel 2013 le sue uova a pochi passi dagli ombrelloni sulla spiaggia di Roseto e che continua a riprodursi in numero elevato su tutta la costa adriatica, fino alle decine di fratini che continuano a nascere ogni anno lungo tutto il litorale abruzzese. Ma l’assedio è continuo e il quadro futuro desolante. Lo conferma lo studio MedTrends, effettuato dal WWF attraverso il suo programma  Mediterranean Marine Initiative e riguardante 8 paesi: Croazia, Cipro, Francia, Italia, Grecia, Malta, Slovenia e Spagna.

Di questo e altro si è parlato questa mattina nella sala Figlia di Jorio della Provincia, con il sottosegretario Regione Abruzzo Mario Mazzocca, il Presidente della Provincia di Pescara, Antonio Di Marco, il presidente dell’Area Marina Protetta Torre del Cerrano Leone Cantarini, il biologo marino Sergio Guccione del Centro Studi Cetacei, Giorgio Tiscar, dell’Università di Teramo e Donatella Bianchi, Presidente del WWF, che ha tratto le conclusioni.

I risultati di MedTrends, che forniscono un quadro globale e integrato della crescita delle attività economiche marittime nel Mediterraneo sono impressionanti. Dai trasporti marittimi al turismo, dall’acquacoltura all’urbanizzazione costiera, che oggi già compromette gran parte del paesaggio mediterraneo e che si prevede invaderà oltre 5.000 km di costa entro il 2025: tutto sta crescendo in maniera esponenziale. Il problema è che questa “economia blu” sta crescendo senza una visione a lungo termine di sviluppo sostenibile che tenga conto anche della qualità delle acque e dell’ambiente, nonché del benessere delle persone.

“Per il WWF è invece indispensabile e urgente una pianificazione coordinata dell’intero bacino – ha dichiarato la Presidente – A preoccuparci è  soprattutto la futura sovrapposizione e interazione tra le diverse attività: i conflitti per lo spazio aumenteranno con svantaggi per tutti e con ulteriore danno per l’ambiente”

Una situazione assurda – ha rincalzato il moderatore dell’incontro, Luciano Di Tizio – aggravata in Abruzzo dagli incredibili ritardi accumulati per la perimetrazione del Parco Nazionale della Costa Teatina, attesa da 15 anni; dalle non facili condizioni in cui è costretta a operare l’AMP “Torre del Cerrano”, unica area protetta marina della regione; da piani urbanistici e di gestione del litorale lontanissimi dal concetto di consumo zero del territorio.

“Certo è che la tutela del mare va considerata in un’ottica di insieme e di sistema – ha dichiarato in apertura il Presidente della Provincia Di Marco, poiché non ci si può fermare ai confini regionali né tantomeno comunali. Bisogna considerare anche il territorio interno perché è da lì che nascono i primi problemi dovuti, come nel caso del fiume Pescara, agli scarichi incontrollati che si sversano nel fiume”.

In un incontro come quello di oggi non si è potuto fare a meno di parlare del pericolo trivelle e della concessione di sottosuolo per la ricerca petrolifera nel mare Adriatico, per il quale il sottosegretario Mazzocca ha assicurato tutto il suo impegno nel vigilare affinché non accada sulla costa abruzzese “anche se tale posizione dovesse scontrarsi con altre scelte compiute a livello governativo centrale”.

 

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