In scena a roma Madam Senator, un musical di Mario Fratti

L’opera il 31 maggio al Teatro Greco, con musica di Tiziano Bedetti e regia di Giosiana Pizzardo.

di Goffredo Palmerini

ROMA – In prima assoluta in Italia andrà in scena a Roma, il 31 maggio alle ore 21, al Teatro Greco – in via Ruggero Leoncavallo 10 -, l’opera musical Madam Senator di Mario Fratti, con le musiche originali di Tiziano Bedetti e la regia di Giosiana Pizzardo. Commedia musicale in due atti dal forte sapore politico, Madam Senator  ci porta in una competizione elettorale per eleggere un Premier, dove le donne, in un contesto satirico e grottesco intriso di rivendicazioni e contestazioni contro il maschilismo imperante, tentano la scalata al potere. Madam, la protagonista, maîtresse  in un bordello, mobilita le sue prostitute in una campagna elettorale senza esclusione di colpi che richiama l’attenzione di tutti, combattendo l’ingiustizia e la corruzione dilagante nel Paese, la violenza e i soprusi commessi contro le donne. Una pièce ricca di colpi di scena, quale da sempre sa essere il teatro di Mario Fratti che delle tematiche politiche e sociali, dove l’imprevedibilità domina, ha fatto la cifra della sua scrittura drammaturgica e in fondo la ragione del suo straordinario successo.

 

Lo scrittore abruzzese da quarant’anni trapiantato a New York, tra i grandi del teatro mondiale, in quest’opera s’ispira alle commedie classiche di Aristofane, Lisistrata e Le donne in parlamento, attualizzando alcuni temi, dando rilievo e voce alle donne e ai loro diritti. I protagonisti della commedia sono eroi positivi, credono fortemente di poter cambiare la loro condizione e di progredire, sono alla conquista di ogni spazio di libertà e della sua affermazione. Un’opera brillante, dunque, come Fratti ci ha abituato, ironica e mordace, divertente ma nell’essenza assai seria. In un tempo di politica confusa e guasta per corruzione, Madam Senator porta infatti a riflettere sulla necessità di recuperare i valori morali e sul dovere etico d’ogni cittadino nell’impegno civile. Tiziano Bedetti, compositore delle musiche originali, riesce a creare una sintesi unitaria tra le forme classiche dell’opera (ouverture, aria, duetto e tecnica dei leitmotiv che caratterizzano i principali personaggi) e il musical americano (forme della canzone e numeri danzati). Molteplici sono le suggestioni e i generi cui egli si ispira, spaziando dal country western al rhythm and blues, dal rock al gospel sino al rap e alla disco music. Lo spettacolo s’avvale della bravura di professionisti e giovani artisti e della regia di Giosiana Pizzardo, anche in veste di attrice protagonista. Al compositore Tiziano Bedetti rivolgo alcune domande su quest’opera musicale, scritta in stretta collaborazione con Mario Fratti, scrittore italoamericano – è nato a L’Aquila nel 1927 e dal 1963 vive a New York – considerato il più grande drammaturgo vivente, pluripremiato in tutto il mondo, vincitore di ben 7 Tony Award, il massimo riconoscimento per il teatro, come l’Oscar lo è per il cinema.

 

Come è nato questo importante incontro artistico?

 

“Da diverso tempo cercavo un testo teatrale per un’opera. Mi colpì una commedia in inglese intitolata Madam Senator, scritta da Mario Fratti, l’autore di Nine, il famoso musical che si ispira al film 8 e ½ di Fellini, che ha avuto più di duemila repliche a Broadway, portato sul grande schermo qualche anno fa da Rob Marshall nella versione cinematografica. Contattai Fratti tramite un docente universitario americano che aveva curato la pubblicazione di suoi testi. Dopo alcune lettere e telefonate intercorse, lo incontrai personalmente all’Aquila, sua città natale, nel 2008. Gli esposi il mio progetto, che subito lo convinse. Mi incoraggiò ad andare avanti e a portarlo a termine.”

 

Che cosa ti ha colpito del testo di Fratti?

 

“La sua immediatezza, l’attualità e i temi sociali. Fratti, ispirandosi a Pirandello e Brecht, ha sviluppato un teatro civilmente impegnato, caratterizzato dalla costante denuncia dell’ipocrisia che connota la società contemporanea. In questa pièce sono presenti molte tematiche forti: i diritti, lo sfruttamento e la violenza sulle donne, la battaglia  contro il maschilismo dominante, il riscatto sociale, la lotta alla corruzione della politica. Fratti ha la capacità di saper trattare temi molto impegnativi con ironia e freschezza e i suoi personaggi sono eroi positivi che lottano per riscattare la loro condizione sociale, anziché farsi annichilire dal fato. Madam, la protagonista dell’opera, diventa infatti paladina dei diritti delle donne, lottando contro il maschilismo, capovolgendo la sua condizione e quella di altre donne, trovando la possibilità di alzare la testa e di rifarsi una vita. Rimasi colpito dalla caratterizzazione reale dei personaggi, che parlano un linguaggio semplice e spontaneo, fatto anche di equivoci divertenti e doppi sensi, da colpi di scena e dalle trasformazioni che avvengono nel corso degli atti. Un teatro dell’imprevedibile, insomma. Sfogliando le pagine del libretto, mi rendevo conto che i personaggi sembravano vivi e avrebbero potuto presto cantare e duettare sulla scena.”

 

E il drammaturgo, com’è di persona?

 

“Un grande,  un uomo pieno di energia, di entusiasmo e generosità. Dal punto di vista umano, uno degli incontri più straordinari che ho avuto. Mi ha subito dato fiducia e ha creduto in me, nel mio progetto, trasmettendomi una carica positiva. Gli sono davvero grato. All’inizio, avevo molto riguardo nel proporre le mie idee e le soluzioni al suo testo, dettate dalla necessità di trasformare una commedia nata negli anni ’70 per un teatro di off Broadway, fatto di pochi personaggi, in un’opera moderna cantata, adatta per il pubblico italiano. Poi, ho capito che il Maestro aveva la mia stessa curiosità nel vedere il suo soggetto prendere vita in una nuova versione. Così, mi regalò alcune vecchie foto del primo allestimento di Madam e una recensione tratta dal New Yorker Theater, firmata da un autorevole critico americano, il quale auspicava che il lavoro fosse sviluppato, in futuro, con più personaggi. Fratti è stato con me, da sempre, disponibile a discutere sulle mie idee, sulle modifiche e sui tagli che proponevo. Ci siamo scambiate molte lettere al riguardo. Ancora adesso mi pare incredibile di aver avuto la possibilità di collaborare con uno dei massimi autori teatrali che tra drammi, commedie e musical, al suo attivo ha più di ottanta opere pubblicate, tradotte in 21 lingue e rappresentate in quasi 700 teatri, dall’America all’Australia, dalla Cina alla Russia, dall’India al Giappone. Nella sua lunga vita, ha conosciuto personalmente miti come Arthur Miller, Marilyn Monroe, Tennessee Williams, Katherine Hepburn e i principali attori di Hollywood come Raul Julia, Antonio Banderas, Nicole Kidman, Daniel Day-Lewis, Marion Cotillard, Penelope Cruz e Sophia Loren, i quali sono stati interpreti dei suoi lavori. Ha reso omaggio, recentemente, anche al Presidente Barack Obama, dedicandogli uno degli ultimi suoi drammi.”

 

Come si è svolto il tuo lavoro?

 

“E’ durato sei anni. All’inizio ho tradotto il testo dall’inglese all’italiano. A seguire, ho scritto una prima serie di canzoni e orchestrazioni. Poi, studiando e meditando sul libretto, ho proposto a Fratti l’inserimento di alcuni nuovi personaggi (il Senatore Johnny, moralizzatore, dal carattere ambiguo e corrotto e la sua sciocca moglie, Concetta, creando, così, la coppia di antagonisti). Tutti sono caratterizzati da leitmotiv, come nell’opera. Abbiamo quindi lavorato sul libretto insieme alla regista, mettendo ulteriormente a fuoco i caratteri, il loro intreccio, le scene e le ambientazioni, apportando altri cambiamenti. E’ stato proprio attraverso gli ultimi due anni di studio che ci siamo resi conto che l’opera stava prendendo vita. Ora sono presenti ben sedici personaggi sulla scena e  tra attori, ballerini e comparse, siamo complessivamente arrivati ad avere trenta persone sul palco.”

 

E lo stile delle musiche?

 

“Il personaggio principale, Madam, è un soprano lirico, entra in scena con dei vocalizzi come nell’opera. La sua indole e filosofia di vita è l’essere ottimista, il saper lottare con tenacia contro le avversità della vita. Chuck, uno scrittore dalla personalità calda e affascinante, si presenta nella tradizione dei crooner americani alla Dean Martin e Frank Sinatra. Sua Eccellenza, invece, si scatena in un finale funky gospel. I personaggi più giovanili adottano uno stile più moderno che va dal rock, al rap e alla disco music. Ho cercato di sintetizzare il linguaggio dell’opera lirica e del musical attualizzandoli, ispirandomi anche ai film musicali e alla rivista cinematografica. Alcuni temi, richiamano i western perché rappresentano una metafora della scalata sociale e, se vogliamo, il Far West di certa politica!”

 

Il lavoro debutta con la regia di Giosiana Pizzardo, che interpreterà anche il ruolo di Madam. Come ti sei trovato a lavorare con lei?

 

“Molto bene. Giosiana ha nel teatro un’esperienza a 360 gradi, avendo ricoperto ruoli principali come cantante ed attrice, sia nel campo dell’opera e dell’operetta, che della commedia musicale italiana e del musical. Ha avuto la fortuna di lavorare a fianco di Garinei e Giovannini, Tato Russo, Roberto De Simone, Johnny Dorelli, Massimo Ranieri, Christian De Sica. Ha ereditato un grande artigianato e una professionalità che le permettono di avere un’immediata visione d’insieme. Si è subito appassionata a questo lavoro e mi ha chiesto di poter interpretare il ruolo di Madam. La sua idea è stata di costruire un’ambientazione senza riferimenti geografici e al di fuori del tempo, quasi a voler raccontare una favola moderna. Giosiana, inoltre, essendo una delle poche maestre italiane che insegnano il canto lirico e il moderno, ha seguito personalmente la scelta del cast e tutta la preparazione degli attori-cantanti, costituita da professionisti dello spettacolo e da giovani artisti.”

 

Illuminante questa breve intervista al compositore Tiziano Bedetti sulla genesi dell’intrigante avventura teatrale. Telefono a Mario Fratti. Negli orari per lui consueti, fino a metà mattinata, è sempre al suo posto di lavoro. Conosco a menadito le sue abitudini. E infatti lo trovo. Dopo un aggiornamento su come vanno le cose all’Aquila, che apre di norma le nostre telefonate, gli faccio tre domande sul musical.

 

Mario, come trovi l’adattamento della commedia realizzato da Tiziano Bedetti? Sei soddisfatto?

 

“La musica di Bedetti è eccellente.”

 

L’Italia, diversamente dagli States, non ha una grande tradizione nella commedia musicale. Credi che Madam Senator ed altri innesti di musical americani possa sviluppare una migliore sensibilità ed attenzione da parte del pubblico italiano?

 

“Venti anni fa gli italiani avevano disprezzo per le commedie musicali americane. Ora vengono a New York, copiano, cercano di essere perfetti, convincono gli italiani che non hanno visto la perfezione delle produzioni  Usa. Ora a New York c’è Rugantino. Per  tre  giorni. Non ebbe successo cinquant’anni fa. Bisogna insistere ed imparare. Lo dico sempre ai giovani autori. Vale la pena. Madame Senator ebbe un bel successo a New York.”

 

Sarai presente, a Roma, alla “prima” italiana di Madam Senator ?

 

“Mi piacerebbe tanto vedere la produzione italiana, ma non posso venire, sfortunatamente. Sono molto impegnato in questi giorni a New York, con due produzioni teatrali. Noi invece ci vedremo ad ottobre, qui a New York, per il Mese della Cultura italiana, come mi hai confermato. Il tuo libro “L’Italia dei sogni” sta avendo molti apprezzamenti. Già gli Istituti di studi italiani di due università hanno manifestato l’intenzione di programmare una conversazione con te. Un caro saluto a te e a tutti gli aquilani!”

Fa dunque piacere a Mario Fratti questa produzione italiana di Madam Senator. Trova buona ogni occasione per tornare in Italia, anche se non gli mancano certo impegni che lo tengano ancorato nella Grande Mela, come in questa occasione. O come avvenuto di recente, con la presentazione del suo romanzo “Diario proibito” all’Istituto Italiano di Cultura di New York, alla presenza del nuovo direttore Giovanni De Santis, del Console generale Natalia Quintavalle e del prof. Francesco Bonavita, della Kean University, che ha curato la relazione introduttiva. E’ stato un incontro molto partecipato, per un fatto davvero singolare, quale la presentazione dell’unico suo romanzo, edito l’anno scorso da Graus mezzo secolo dopo da quando fu scritto, ambientato a L’Aquila negli anni della dittatura fascista, della liberazione e dell’avvio della democrazia. L’incontro con l’autore ha raccolto un notevole interesse. E ancora con un altro importante evento in suo onore, che si è tenuto al Theater for the New City – uno dei teatri dell’era leggendaria di New York, nell’East Village – con un riconoscimento che ha voluto premiare il valore e il prestigio di Mario Fratti nel portare alto il nome del teatro italiano negli States e nel mondo. La serata è stata una vera e propria celebrazione del drammaturgo, che da molti anni collabora con il Theater for the New City. Prolifico come pochi altri autori, Fratti ha persino scritto un testo, Poet, appositamente per la serata, recitato da Ian Campbell Dunn e dalla brava Giulia Bisinella. Poi, la magnifica attrice e cantante francese Liliane Montevecchi ha cantato un brano di Nine. Quindi il tributo di artisti e cantanti. Infine il grande F. Murray Abraham ha letto un pezzo di Vanzetti. Un riconoscimento, questo, che lo consacra – ove ce ne fosse ancora bisogno – nel mondo del teatro americano. Lunga vita al drammaturgo aquilano!

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