Fresagrandinaria, la festa di Sant’Antonio da Padova il 31 maggio

L’antica località di Fresagrandinaria, appartenente alla Comunità Montana del Medio Vastese, sorge in un contesto ambientale di grande bellezza, dominante lo splendido scenario dei monti della Rocca e della Maiella, le colline  del Basso Molise e la distesa del mare Adriatico da cui affiorano le Isole Tremiti.  Nella sua valle scorrono le propaggini del fiume Trigno, a confine con il Molise, e del suo affluente Treste,  che vi confluisce dopo un tragitto di circa quaranta chilometri, dividendola dai comuni di Cupello, San Buono e Furci. L’abitato  si presenta arroccato intorno alle sue preminenze architettoniche civili e religiose secondo una conformazione tipica dei paesi collinari di questa parte d’Abruzzo. All’interno conserva   un’edilizia minuta in pietra,  in cui si dipanano vichi e scorci di grande suggestione, ai quali si affiancano e, allontanandosi dal centro,  si aggiungono inserti dei tempi recenti non sempre rispettosi del contesto. Le testimonianze e vestigia più rappresentative rimandano ad un ruolo rilevante assunto nel passato dal paese: il borgo fortificato, i reperti archeologici, i resti del  monastero benedettino di S. Angelo in Cornacchiano, le chiese, l’incasato. Tutto racconta una storia antica, intensa e vitale, leggibile anche nelle sue usanze, tradizioni e culti che ancora si rinnovano reiterando gesti e saperi delle passate generazioni. Tra tutti emergono la caratteristica festa della Madonna Grande e San Sebastiano dopo la Pentecoste, e quella in onore di S. Antonio da Padova il primo giugno. Quest’ultima raduna i fresani nella contrada Guardiola, una zona compresa tra la riva del Treste e le pendici di Lentella, un tempo coperta da boschi selvaggi e oggi punteggiata da campi coltivati e masserie. Qui, secondo la leggenda, apparve il santo nel 1899 all’interno di una grotta sulla quale venne edificata una piccola chiesa che, divenuta fatiscente, nel 1975 fu demolita e ricostruita nella forma attuale. Tuttavia l’antica grotta in pietra di gesso, detta anche ‘pietra della luna’ per l’effetto luminescente creato dal materiale attraverso la luce,  è stata preservata e inglobata nell’edificio. L’apparizione ha generato una devozione intensa negli abitanti che nel giorno della festa dispiegano cerimonie religiose e momenti di intrattenimento con una vivace fiera, un tempo tra le più importanti della zona. Nel corso della liturgia si distribuiscono i panini benedetti, segue la processione accompagnata dalle note festose della banda. Umile e sapiente predicatore, Sant’Antonio da Padova  è  tra i più noti e diffusi dell’iconografia cristiana e tra i più amati  dal popolo abruzzese. Dovunque si registrano in suo onore chiese, culti, feste,  tradizioni ed opere d’arte. Le festività più intense nel territorio di competenza del Centro Operativo della Soprintendenza BSAE di Lanciano si individuano, oltre che a Fresagrandinaria, a Lanciano, Ortona, San Buono, Casalanguida, Cupello, Torrebruna, Borrello e Perano.

FONTE: http://sbsaeaq.beniculturali.it

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