Fossa, presentazione del volume “Ita Terraemotus Damna Impedire” il 18 marzo

Domani alle ore 17,00 presso la Sala Polifunzionale del Villaggio San Lorenzo di Fossa, AQ (sede dell’USRC) viene presentato il volume: Ita Terraemotus Damna Impedire. Note sulle tecniche antisismiche storiche in Abruzzo di Maurizio D’Antonio (architetto e storico dell’architettura, funzionario del Provveditorato alle Opere Pubbliche dell’Abruzzo). Il volume, edito da CARSA Edizioni, viene presentato in una manifestazione sostenuta dal Consorzio Di Vincenzo & Strever (impegnato in prima linea nella ricostruzione) , realizzata in collaborazione con USRC e Coordinamento dei Sindaci dei Comuni del Cratere, e con il patrocinio dell’Ordine degli Architetti della Provincia dell’Aquila. Presentano l’opera: Giovanni Carbonara Ordinario di Restauro architettonico, Università “La Sapienza”, Roma, Angela Marino Ordinario di Storia dell’Architettura, Università dell’Aquila. Intervengono: Orlando Antonini Nunzio apostolico in Serbia, storico dell’architettura aquilana, Gianlorenzo Conti Presidente Ordine degli Architetti P. P. e C. della Provincia dell’Aquila, Emilio Nusca Coordinatore dei Sindaci del Cratere, Alessandra Vittorini Soprintendente BAP per l’Abruzzo, Alfredo PELLEI Direttore Tecnico Consorzio Di Vincenzo & Strever. Coordina: Giovanni TA VANO Amministratore Delegato CARSA Edizioni.

Conclude: Fabrizio Magani Direttore MIBAC Abruzzo. Sarà presente l’Autore. Perché il centro storico dell’Aquila, pur provatissimo dalla violenza del sisma, non ha visto il crollo generalizzato degli edifici sulle strade, come invece avvenuto in occasione di altri eventi tellurici della dorsale appenninica? Grazie a quali metodi costruttivi adottati nel passato, moltissimi degli edifici storici aquilani – pur riportando gravi danni – hanno resistito ai terremoti del 2009, e prima del 1703, e prima ancora del 1461? Alla luce di tutto ciò, siamo certi che le soluzioni antisismiche oggi applicate nel recupero del costruito storico, siano le migliori possibili?

Sono questi gli interrogativi che l’Autore, sulla scorta della sua trentennale esperienza nel campo del restauro e recupero di antichi complessi architettonici, si è posto all’indomani del sisma aquilano. Sviluppando quindi unaapprofondita, sistematica, puntigliosa, documentatissima ricognizione sulle strutture messe a nudo dal sisma, rileggendo e “riscoprendo” le tecnologie costruttive antisismiche dei secoli passati, con un approccio storico evolutivo e con particolare riferimento al centro-meridione italiano e all’Abruzzo. Ne è uscito un quadro sorprendente, ricco di insospettate competenze e metodologie cui guardare con rispetto e rinnovata attenzione, ed il cui recupero sembra un itinerario non eludibile per il restauro antisismico filologicamente corretto del patrimonio architettonico storico e monumentale.

Print Friendly, PDF & Email

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *