Festival delle Terre d’Abruzzo, Bruno Petrei: abbiamo raggiunto i risultati prefissati, adesso aspettiamo il Psr

In foto Buno Petrei presidente Gal Gran Sasso-Velino

“Un successo. Che altro dire? Obiettivi raggiunti”, così dice Bruno Petrei Presidente Gal Gran Sasso-Velino, uno dei cinque Gruppi di azione locale che insieme ai “fratelli” Gal (Abruzzo Italico Alto Sangro, Teramano, Maiella Verde e Terre Pescaresi) ha dato vita al Festival delle Terre d’Abruzzo svoltosi a Pescara, nel Museo delle genti d’Abruzzo, dall’8 all’11 ottobre 2015.

Da Leaderpoint ad Abruzzo nel Mondo, La Taverna d’Abruzzo, Borghi Autentici d’Italia fino a Territorio di Santi e Guerrieri, al Festival internazionale del turismo di Berlino, al contratto di fiume che ha coinvolto tutti i comuni della Valle Roveto e ai 6 presidi Slow Food dedicati al cece di Navelli, alla patata turchesa, alla salsiccia di fegato, al fagiolo di Paganica, all’olio monicella della valle Roveto, ai mieli di montagna e al grano solina che ha un promettente mercato di generi alimentari per celiaci… una carrellata di successi che per il Gal di Petrei sono la risultante di una realtà di fatto: la capacità dei Gruppi di coinvolgere in maniera diretta e partecipata l’intero territorio.

Non è un caso che siano proprio i Gal a gestire i fondi Leader del Piano di Sviluppo Rurale.

“E’ necessario riunificare le 2 anime dell’Abruzzo, una costiera ed estremamente ricca di prodotti agricoli, ed una di entroterra, spesso montana, caratterizzata invece dalla unicità delle proprie specificità – ha spiegato il Presidente ad AGICA. La prima ha una forte connotazione commerciale e la seconda prettamente agricola. I due segmenti economici si devono conoscere e portarsi avanti insieme: questo vale ancor più se pensiamo allo sviluppo turistico dove la vision è unica, diversamente sarebbe come pensare di correre con una gamba sola”.

Per Festival delle Terre d’Abruzzo è stata scelta Pescara perché la Città si propone come nodo dell’Abruzzo di terra e di mare?

Si, è stata una scelta ragionata perché Pescara rappresenta il commercio che a sua volta è collegato al turismo. E poiché il mondo agricolo ha necessità di uno sviluppo commerciale dentro e fuori regione urge che si decida cosa siano le reti turistiche. Nel mercato globale dobbiamo competere tutti insieme e ci vogliono nuove strategie commerciali, di innovazione e di concorrenzialità, se non mettiamo mano alla comunicazione unica ed omogenea dell’Abruzzo il turismo integrato rimarrà una chimera e si produrrà un riflesso negativo sui settori interdipendenti delle attività culturali, dei servizi di trasporto, dei generi alimentari… i quali, invece, attendono un circolo virtuoso che si può innescare solo creando un’offerta unica che comunichi un solo Abruzzo, dai beni storico-architettonico-ambientali ai siti e percorsi del culto”.

Da qualche anno si parla di turismo integrato e di proposta unica ma nulla di fatto: ad oggi non abbiamo nemmeno gli uffici regionali del turismo.

Per questo ci stiamo attivando anche oltre le nostre forze, dall’esterno sembra tutto facile ma posso garantire che affrontiamo mille difficoltà di carattere pratico e burocratico di cui non si può avere un’idea: dico solo che per ogni attività svolta, il Gal anticipa l’erogazione e poi, solo si è raggiunto un certo standard di meritevolezza – che va dal buon esito al fiscale rispetto delle procedure – segue il rimborso attraverso i fondi stanziati in Regione. Non è facile, ed avendo un esiguo capitale sociale dobbiamo contare sul nostro buon rating bancario. Insomma, dobbiamo essere virtuosi su tutto.”

I tempi per il Piano di Sviluppo Rurale saranno maturi? diversamente sarà difficile già solo continuare a parlare di agricoltura, con tutti gli annessi e connessi.

 

Pescara, 11 ottobre 2015, Scuola del Gusto – Gal Gran Sasso Velino

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