Teramo, concerto ARTURO VALIANTE e MAX IONATA il 10 giugno

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Data
dal 10/06/2016 al 11/06/2016
dalle 20:30 alle 23:30

Luogo
Teramo

Categorie


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presented by Eder

VENERDI 10 GIUGNO
ARTURO VALIANTE Fender Rodhes
MAX IONATA tenor, soprano saxes

dalle ore 20,30
cena e concerto € 35 vini inclusi
è necessaria la prenotazione
inizio concerti ore 22.00

info e prenotazioni
328.8627364 – 339.7236045
Viale Mazzini,18 (I Tigli) Teramo

ARTURO VALIANTE

Diplomato in pianoforte all’istituto musicale “G.Braga” di Teramo, si interessa prestissimo alla musica jazz formando il “Belzeblues trio” e suona in alcuni festival con Massimo Urbani. L’incontro col sassofonista romano ne influenzerà per sempre l’approccio e la visione della musica.
Si trasferisce a Roma dove inizia a collaborare con molti musicisti quali Karl Potter, Phillys Blandford, Cristal White e Josette Martial.
Con il “Trio Brio” si esibisce con Paolo Fresu al teatro comunale di Teramo.
Si diploma in musica Jazz al conservatorio Piccinni di Bari.
Svolge la sua attività di turnista suonando anche nell’ambito della musica leggera e pop, incidendo con Saturnino, Giorgia, Grignani, Zarrillo e compone musiche per il teatro, colonne sonore per il cinema e per documentari  per RAI e Mediaset.
Incide anche con il Serangeli Quintet un album dal titolo”Visti dal basso” con la partecipazione di Mike Stern, ed è il pianista nell’album di Michael Supnick “Un americano a Roma”.
E’ autore di due album di sonorizzazioni per documentari: “Wings”, che è un CD di piano solo composto di nove brani originali e “Summer Enigma” che vede la partecipazione di numerosi ospiti.
Con il gruppo “así” ha registrato tre album di cui uno con la cantante Lily Lathueru, e gli altri due per la Via Veneto jazz distribuito dalla EMI. Per conto di una casa discografica giapponese ha registrato due album per “Chantons!”, un progetto con la cantante francese Awa Ly, che propone canzoni della tradizione francese arrangiate in chiave jazz
Dal 2008 è al fianco di Rocco Papaleo sia in teatro che sul grande schermo, nella duplice veste di musicista e attore.

MAX IONATA

Classe 1972, Max Ionata è considerato uno dei maggiori sassofonisti italiani della scena jazz contemporanea che in pochi anni ha conquistato l’approvazione di critica e pubblico riscuotendo sempre grandi successi in Italia e all’estero. Ha all’attivo la pubblicazione di oltre settanta dischi e collaborazioni con musicisti italiani ed internazionali, risultando uno degli artisti italiani più apprezzati all’estero, in particolare in Giappone dove gode di una notevole fama artistica.

Oltre a guidare diversi progetti a proprio nome, collabora stabilmente con alcuni dei migliori musicisti della scena internazionale

Ha suonato nei più importanti jazz club e jazz festivals al mondo e ha collaborato con grandi musicisti tra i quali: Robin Eubanks, Reuben Rogers, Clarence Penn, Lenny White, Billy Hart, Alvin Queen, Joe Locke, Anne Ducros, Steve Grossman, Mike Stern, Bob Mintzer, Bob Franceschini, Hiram Bullock, Joel Frahm, Miles Griffith, Anthony Pinciotti, Jon Cowherd, John Benitez, Dino Piana, Roberto Gatto, Dado Moroni, Stefano Di Battista, Gegè Telesforo, Giovanni Tommaso, Flavio Boltro, Furio Di Castri, Fabrizio Bosso, Enrico Pierannunzi, Mario Biondi, Ornella Vanoni, Sergio Cammariere, Renzo Arbore e molti altri.Si è esibito in Giappone, Cina, Olanda, Inghilterra, Francia, Polonia, Spagna, Portogallo, Serbia, Svizzera, Danimarca, Germania, Emirati Arabi, Kuwait, Perù, Stati Uniti d’America

Tra i riconoscimenti internazionali:

Il premio “Massimo Urbani” per la sezione fiati nell’anno 2000

Il primo premio al Concorso Nazionale di Jazz “Baronissi” nell’anno 2001

Il premio del pubblico al concorso internazionale “Tramplin Jazz D’Avignon” in Francia nell’anno 2002

Il premio “JAZZIT AWARD” 2012 come miglior sassofonista tenore italian

Il premio “JAZZIT AWARD” 2013 come miglior sassofonista tenore italiano

L’importante rivista giapponese “Jazzlife”, oltre ad avergli dedicato un importante spazio all’interno del numero speciale “Jazz horn 2010” con un’intervista, lo ha segnalato come “uno di quei sassofonisti che hanno aperto una nuova frontiera nel jazz”.

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