Pescara, POST Open Festival: La Batteria, Cinaski, Zino al Mercato Muzii il 29 ottobre

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Data
dal 29/10/2016
dalle 19:00 alle 23:30

Luogo
Pescara

Categorie


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Sabato 29 Ottobre @ Mercato Muzii – Pescara
Open Festivals per Abruzzo Open Day Winter
P.O.S.T. – Pescara Original SoundTrack

18.30 *Dj Set a cura di IndieRocket Festiaval.
19.00 * Posa in opera di “Ballightin” dell’artista Luigi Franchi, in arte Zino.
20.00 *Dj Set a cura di IndieRocket Festiavl.
21.00 * Reading di Cinaski (Vincenzo Costantino)
22.30 * Live de La Batteria
23.45 *Dj Set a cura di IndieRocket Festiaval.

Ingresso Gratuito, in caso di pioggia la manifestazione si svolgerà all’interno del Mercato.

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IndieRocket Festival e FLA Pescara Festival per la prima volta insieme in un unico evento con Cinaski, Zino e La Batteria per esprimere lo spirito del territorio attraversare lo spazio urbano e il tempo passato, presente e futuro.

Nella giornata di sabato 29 ottobre piazza Muzii si aprirà alla musica, all’arte e alla letteratura diventando vetrina dei due Festival
(14 edizioni per entrambi)

* Posa in opera di “Ballightin” dell’artista Luigi Franchi, in arte Zino.

Luigi Franchi, durante gli anni ‘90 studia storia dell’arte presso l’Università degli Studi di Bologna e inizia a collaborare con alcuni artisti dell’ex-Pastificio Cerere di Roma. Tornato in Abruzzo, contribuisce alla realizzazione di alcuni importanti eventi artistici della regione, fra i quali Fuori Uso e Trasalimenti. Diplomato nel 2003 in restauro di opere d’arte presso Palazzo Spinelli a Firenze.

Descrizione dell’ opera:
Titolo: “Ballightin’ ” (2016)
Se la scomposizione, o meglio la riduzione, è il minimo comun-denominatore con il quale misurare lo spazio reale e psichico ed indagarne processi e trasformazioni, l’uso delle sfere colorate diventa qui un medium efficace e pertinente che ne descrive la struttura intima. La visione di un clinamen eracliteo che sonda i meccanismi della generazione della dimensione contemporanea in cui immanenza e immaterialità sono ormai indissolubilmente legate.
Il fulmine, forza primigenia e energia vitale, colpisce la terra svelandone gli elementi costitutivi racchiusi al suo interno che, ancora informi, liberano la loro natura creazionale.

* Reading di Cinaski

Il FLA (Festival delle Letterature dell’Adriatico) presenta “Nato per lasciar perdere”, un recital/concerto che parte dalla nuova raccolta poetica e dal disco SMOKE di Vincenzo Costantino per approdare poi ad testi di libri, sia italiani che stranieri, che hanno avuto una loro trasposizione cinematografica. Un recital/concerto di canzoni, letture e monologhi sulla scia della last generation, verso la fine del politicamente corretto in una prospettiva poetica e musicale che rintraccia le modalità dello stand up theatre di matrice anglosassone e della canzone recitata. Scritto, diretto e interpretato da Vincenzo Costantino “Cinaski”con l’ausilio musicale del piano di Mell Morcone.

Vincenzo Costantino “Cinaski” nasce a Milano nel 1964, dove frequenta le scuole dell’obbligo sino alla maturità scientifica. Nel 1994 c’è l’incontro umano e letterario con Vinicio Capossela da cui nascerà un’amicizia duratura e sincera che sfocerà in un reading/tributo a John Fante e successivamente in un libro scritto a quattro mani edito da Feltrinelli nel 2009, “In clandestinità”. Nel 2010 pubblica per Marcos y Marcos la sua prima ufficiale raccolta poetica dal titolo “Chi è senza peccato non ha un cazzo da raccontare”, che riscuote un ottimo successo di vendite e conferma l’assoluta originalità del personaggio Cinaski. A novembre del 2012 è uscito il suo primo disco, “Smoke (parole senza filtro)”, Francesco Arcuri ne ha curato la produzione artistica coadiuvato nella produzione tecnica da Taketo Gohara. Nel disco firme importanti come quella di Folco Orselli (“È bellissimo”), Stefano Edda Rampoldi (“Epitaffio”), Simone Cristicchi (“Sera di pioggia”), Michele Di Toro (“Polvere di stelle”), Alessandro “Asso” Stefana (“Terra”) e, naturalmente, Vinicio Capossela (“Le cento città”). Il suo ultimo libro, invece, è “Non sembra neanche dicembre” (2013, Round Midnight Edizioni).

* La Bateria in concerto

I quattro componenti del gruppo La Batteria sono veterani della scena musicale romana più trasversale, con esperienze che vanno dal post-rock progressivo (Fonderia), al pop (Otto Ohm, Angela Baraldi), al jazz sperimentale (I.H.C.), al hip hop (La Comitiva, Colle Der Fomento) fino alla world music (Orchestra di Piazza Vittorio).

Uniti dal comune amore per le colonne sonore e le sonorizzazioni italiane degli anni ’60 e ’70, la band propone brani originali ispirati a quel suono e a quella scrittura così particolare che dominava la musica per immagini nel nostro paese negli anni che vanno dal 1968 al 1980, periodo caratterizzato dalla creatività e vocazione sperimentale di compositori come Ennio Morricone, Stelvio Cipriani, Alessandro Alessandroni, Bruno Nicolai e di gruppi come i Goblin e I Marc 4. �Il primo album omonimo de La Batteria, registrato utilizzando tutti strumenti vintage, non è però una mera operazione di revival di un’epoca d’oro, ma piuttosto il tentativo riuscito di riappropriarsi di uno stile e di un suono del passato per proiettarlo nella contemporaneità. Così fra le pieghe del loro prog-funk cinematico si possono ritrovare anche influenze che spaziano dal afrobeat, al hip hop, alla musica elettronica e al rock alternativo degli anni 80 e 90, tutte filtrate però attraverso una sensibilità ed un modo di scrivere e di suonare tipicamente italiani.
Un disco concepito a Roma in quegli stessi ambienti in cui si producevano quelle colonne sonore e quei dischi di sonorizzazioni che oggi vengono ristampati ed apprezzati in ogni angolo del globo, nato proprio come album di library per conto dell’editore Romano Di Bari e la sua Flipper Music (casa di etichette culto come Deneb e Octopus) e masterizzato negli storici studi Telecinesound di Maurizio Majorana, bassista de I Marc 4. Una continuità quindi non solo sonora con quel mondo, esempio di un’Italia che riusciva a bilanciare arte e artigianato senza dimenticare il fattore commerciale, provinciale per molti versi eppure più libera di osare e di mescolare le carte in tavola per creare qualcosa di nuovo e diverso.�Anche a livello grafico l’album de La Batteria gioca con gli stessi elementi e lo stesso corto circuito fra presente e passato, grazie al logo molto cinematografico disegnato per la band da Luca Barcellona (aka Lord Bean) e alla cover realizzata da Emiliano Cataldo (aka Stand) ispirandosi a quelle dei vecchi album di sonorizzazioni italiane.

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“Realizzato con il cofinanziamento della Regione Abruzzo a valere sui Progetti Interregionali:
CUP C93J16000030001 – Progetto “Percorsi di Fede, Gioia e Gusto”, c.5, art.5 L. 135/2001
CUP C99D15002290001 -Progetto di Eccellenza “Abruzzo Welcome” c. 1228, art. 1 L. 296/2006

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