Pescara, mostra dedicata a MICHELE CASCELLA fino al 27 novembre

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Data
dal 31/08/2016 al 27/11/2016
dalle Tutto il giorno

Luogo
Pescara

Categorie


c5f7fcc7-b198-4d91-905d-5c12629d341bIn corso fino al 27 novembre 2016 la Mostra dedicata a MICHELE CASCELLA tra Filippo de Pisis e Maurice Utrillo

MICHELE CASCELLA
(Ortona 1892 – Milano, 1989)

Le prime esperienze artistiche di Michele Cascella sono legate alla figura del padre Basilio, un grande protagonista del panorama artistico italiano tra la fine dell’800 e gli inizi del ‘900, mentore e maestro dei figli Tommaso e Michele. I fratelli Cascella, grazie ai preziosi contatti del padre, riescono a imporsi nei più importanti circuiti espositivi nazionali ed internazionali, come nella loro personale del 1909 allestita nei locali della prestigiosa Galleria Druet di Parigi. L’evento ebbe un tale successo che poco dopo Michele fu selezionato per esporre addirittura presso il Salon d’Automne. Partecipa alla Prima guerra mondiale e, subito dopo, a Roma, gli viene organizzata una personale presso la nota Galleria Bragaglia. Dal ’28 al ’32 frequenta assiduamente Parigi dove, nel 1937, gli viene assegnata la medaglia d’oro all’Esposizione Internazionale. Dal 1928 al 1942 è ininterrottamente presente alla Biennale di Venezia. Dopo la Seconda guerra mondiale si trasferisce a Portofino, fonte di ispirazione di molte sue opere. Continua a viaggiare all’Estero, anche in Sud America e negli Stati Uniti; in California si stabilirà per lunghi periodi. I soggetti da Cascella più rappresentati sono paesaggi abruzzesi, campi di grano e papaveri, e i fiori, oltre alle vedute di Portofino. È ritenuto, con Maurice Utrillo, uno dei maestri del Postimpressionismo.

FILIPPO DE PISIS
(Ferrara, 1896-Milano, 1956)

Discendente da una nobile famiglia ferrarese, trascorre i suoi primi anni di vita in un ambiente erudito che incoraggia e favorisce la sua formazione culturale. All’età di sedici anni scrive novelle e saggi, scambia lettere con scrittori e artisti di fama, come d’Annunzio e Pascoli. A venti anni conosce e frequenta assiduamente i fratelli de Chirico, militari a Ferrara, e a ventuno attraversa, con Carla Carrà, una fase metafisica. Frequenta la Facoltà di Lettere dell’Università di Bologna dove conosce Giorgio Morandi e Marino Moretti. Nel 1920 si trasferisce a Roma dove partecipa attivamente agli incontri del famoso Caffè Greco, storico ritrovo di artisti, e stringe amicizia con i futuristi Prampolini, Dottori e Pannaggi. Nel 1925 si reca a Parigi dove rimarrà fino al 1939: qui la sua creatività si intensifica nel realizzare nature morte, paesaggi, figure, in una congiunzione fra la metafisica italiana e l’impressionismo francese. Caratteristica della sua pittura è la pennellata guizzante, che tende a farsi sempre più aerea e luminosa, dissolvendo i volumi. Tornato in Italia, vivrà tra Milano, Rimini, Bologna e Venezia, dove si stabilirà riprendendo a dipingere en plein air. Partecipa alla Biennale veneziana del ’48 dove gli sarà negato il gran premio perché omosessuale, ma nel 1956 la stessa Biennale lo onorerà post mortem con una grande retrospettiva.

MAURICE UTRILLO
(Parigi, 1883 – Dax, 1955)

Nato dalla modella e poi pittrice Suzanne Valadon che all’età di diciotto anni diede alla luce Maurice, da padre ignoto. Ella posava per i più importanti artisti dell’epoca, da Renoir a Toulouse-Lautrec. Al di là della vera paternità, che la Valadon non ha mai voluto rivelare, all’età di otto anni il bambino è riconosciuto dal pittore catalano Miquel Utrillo. A 21 anni manifesta i primi sintomi di una malattia mentale, ma anche un precoce talento, tale da spingere la madre a incoraggiarlo a dipingere. E dipingeva, essenzialmente, tutto ciò che vedeva a Montmartre, il luogo in cui era nato e cresciuto. Dopo il ’10 le sue opere iniziarono ad attirare l’attenzione dei critici e, già nel ’20, era diventato una figura leggendaria di fama internazionale. Nel 1928 riceve dal governo francese la Legione d’Onore. Durante tutta la sua vita, tuttavia, i suoi disturbi mentali lo portarono ripetutamente all’internamento in manicomio. Nel ’35 sposa la vedova di un finanziere, Lucie Valore, e si trasferisce fuori Parigi, dove continua a dipingere paesaggi urbani e agresti.

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Dal 1 settembre 2016 il Museo Paparella Treccia
sarà aperto al pubblico con il consueto orario:
tutti i giorni, compresi i festivi, dalle 9:30 alle 12:30 e dalle 16:00 alle 19:30

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