Pescara, Contro la Violenza sulle Donne weekend di eventi all’Aurum dal 25 al 27 novembre

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Data
dal 25/11/2016 al 27/11/2016
dalle Tutto il giorno

Luogo
Pescara

Categorie


15193668_1400862909954398_4425084966883795538_nTre giorni di eventi da dedicare alla Giornata Internazionale per l’Eliminazione della Violenza contro le Donne, a partire da venerdi 25 novembre, presso la Sala d’Annnunzio dell’Aurum di Pescara, organizzati dalla Presidenza del Consiglio Comunale.

La giornata del 25 novembre è stata istituita dall’Assemblea Generale dell’Onu nel 1999, per porre l’attenzione dell’opinione pubblica sul fenomeno della violenza di genere, purtroppo ancora molto diffuso.

La Presidenza del Consiglio Comunale ha sostenuto l’organizzazione dell’iniziativa volta a promuovere la più ampia consapevolezza, soprattutto delle giovani generazioni, sul tema della violenza contro le donne, nella convinzione che gli interventi di carattere informativo e culturale siano fondamentali per riconoscere e scardinare gli stereotipi socio-culturali che l’alimentano.

Alla conferenza stampa di presentazione hanno partecipato il Presidente del Consiglio Comunale Antonio Blasioli, la Presidente della Commissione Pari Opportunità del Comune Tiziana Di Giampietro, la Vice Presidente del Consiglio Comunale Lola Gabriella Berardi, Arpalice Gabriele e Tamara Paparella, professioniste del sociale che hanno ideato e coordinato le iniziative, Francesca Fadda dell’Associazione Ananke Onlus, Emanuela Carlitti per l’Associazione Aspic Counseling&Cultura di Pescara e Irene Cocchini per l’Associazione Culturale e Teatrale Compagnia dell’Orfeo Folle di Penne.

“Questa giornata ha un obiettivo difficile ma necessario da perseguire: l’eliminazione della violenza contro le donne – esordisce il Presidente del Consiglio Comunale Antonio Blasioli – Dal 25 al 28 novembre, le iniziative in calendario intendono coinvolgere,  riflettere e far riflettere sul tema. Da tre anni la Presidenza del Consiglio si adopera per sensibilizzare e responsabilizzare la cittadinanza sulla violenza contro le donne, proponendo eventi di impatto. Abbiamo cominciato nel 2014 con il Consiglio comunale aperto con la presentazione dei dati sulla violenza raccolti dal centro antiviolenza Ananke; abbiamo proseguito lo scorso anno con l’apposizione di una targa in Sala Consiliare.Quest’anno portiamo avanti un’iniziativa  articolata in tre giorni, proposta Arpalice Gabriele e Tamara Paparella, due operatrici del sociale che hanno idee e sono abituate a realizzarle. Ringrazio anche l’associazione Ananke Onlus, che si occupa di violenza contro le donne, per il suo impegno quotidiano; l’Aspic,associazione di promozione del benessere della persona e della comunità e l’associazione dell’Orfeo Folle di Penne, per il lavoro teatrale”.

“L’iniziativa prende il via con l’inaugurazione della mostra “Non chiamatelo raptus” dell’illustratrice Stefania Spanò. La mostra è un viaggio di conoscenza, attraverso il personaggio di Anarkikka, degli stereotipi che generano il fenomeno della violenza contro le donne. A seguire – spiega Arpalice Gabriele – la tavola rotonda “Non chiamatelo raptus. Raccontare la violenza contro le donne oltre gli stereotipi”. Il 26 novembre alle ore 21 lo spettacolo teatrale “NI UNA MAS” della compagnia dell’Orfeo Folle di Penne, tratto dal testo “Ferito a Morte” della Dandini. Mentre domenica 27 alle ore 15 si terrà il  gruppo incontro sulla dipendenza affettiva, dal titolo “Sarà amore”, a cura della dott.ssa Carlitti. Ringrazio tutte le associazioni che ci hanno supportato, perché ci aiuteranno a dare sull’argomento una visione ampia, varia e viva”.

“La tavola rotonda del 25 pomeriggio l’abbiamo organizzata sul tema difficile della comunicazione della violenza di genere, un argomento che ci preme molto – aggiunge Francesca Fadda di Ananke – Spesso ci chiediamo  come debbano essere raccontate le storie di violenza, superando gli stereotipi nel linguaggio. La tavola rotonda sarà un confronto su linguaggio e comunicazione attraverso i media per riflettere insieme sull’uso non sessista e non vittimizzante”.

“Ni una mas” (Non una in più) è il titolo dello spettacolo teatrale che prende spunto dallo slogan coniato da un’attivista messicana Susanna Chavez, uccisa nel 2011 – spiega Irene Cocchini, della compagnia dell’Orfeo Folle di Penne. Lo spettacolo, tratto da “Ferite a morte” di Serena Dandini vuole dare voce alle donne uccise da mano maschile. Lo spettacolo si compone di monologhi. La parola di queste donne è la vera protagonista: in scena 10 attrici con altrettanti monologhi. La rappresentazione prevede anche video realizzati da Gianluigi Antonelli”.

“L’obiettivo dell’associazione Aspic è promuovere il benessere della persona e della comunità – aggiunge Emanuela Carlitti, psicoterapeuta –  Dal 2011 è stato creato un gruppo di auto-mutuo aiuto sulla dipendenza affettiva, Dopo un primo colloquio di orientamento, la donna con dipendenza affettiva viene accolta nel gruppo di sostegno fra pari, che vivono e condividono la stessa problematica. Con l’aiuto del gruppo e dell’helper, la donna riesce a mettere a fuoco le risorse personali per rimettere al centro della propria esistenza se stessa”.

“Iniziative interessanti anche per il crescendo in cui si succedono – così Tiziana Di Giampietro presidente CPO – Combattiamo ancora contro una percentuale alta di violenza contro le donne, anche se molte non emergono per paura di perdere la persona da cui, in modo anche malato, si dipende. Problemi che nascono da lontano, di donne che hanno bisogno di essere amate da qualcuno e vivono il proprio dramma in solitudine. Un appoggio umano è importante. Le violenze ci sono sempre state: dai dati non c’è differenza fra paesi poveri e industrializzati, è una malattia dell’umanità e va affrontata a 360 gradi. Tante le inziative che si concentrano e fanno riflettere, grido di aiuto su un problema reale anche per minori e anziani. Il 16 dicembre faremo come CPO un augurio di pace e non violenza attraverso il messaggio della poesia dedicato ai ragazzi delle scuole, perché trovino nella poesia le parole giuste per parlare al prossimo”.

“Non posso che congratularmi con queste belle e numerose iniziative che noi cerchiamo di promuovere e stimolare con la speranza che un sistema culturale cambi – conclude Lola Gabriella Berardi – Dobbiamo cominciare dalla tenera età a far capire questo messaggio sulla necessità di combattere la violenza e sul fatto che non vada confusa con l’amore. La violenza è un oltraggio alla persona, ci vuole grande forza e coraggio da parte di chi subisce. Grazie alle associazioni che operano in questo settore riusciamo ad organizzare eventi che fanno riflettere e ottenere questo risultato”.

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