L’erbario e i sapori del Pecorino di Castel del Monte il 4 agosto

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Data
dal 04/08/2016
dalle 09:30 alle 16:00

Luogo
Castel del Monte

Categorie


Life Praterie CasteldelMonte_webIl 4 agosto i Punti di Informazione (Help Desk) di “Praterie”, nell’ambito delle attività di comunicazione, educazione e promozione territoriale finalizzate alla disseminazione dei valori e degli obiettivi del progetto LIFE, propongono una giornata di approfondimento sul   “L’erbario e i sapori del Pecorino di Castel del Monte”.

L’iniziativa, pensata per offrire un itinerario culturale aperto alla partecipazione di turisti, visitatori e cittadini, ha l’obiettivo di far conoscere le caratteristiche del Canestrato, tra i primi presidi Slow Food del Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, e la relazione che ne lega gusto e bontà ai pascoli incontaminati e alla straordinaria varietà di erbe spontanee che sono presenti nell’altipiano e che riversano le loro preziose essenze nel latte.

L’incontro è articolato in due sessioni: la prima parte si svolgerà a partire dalle 9.30 presso l’Azienda zootecnica “Gran Sasso” di Giulio Petronio,  dove si potrà seguire il processo di caseificazione secondo le tecniche tradizionali del Canestrato di Castel del Monte operate dalla casara Manuela Tripodi.  Seguirà alle ore 11 un laboratorio del gusto con analisi sensoriale dei vari tipi di formaggio prodotti, freschi e stagionati. La sessione di assaggi guidati sarà a cura di Giampiero Sacchetti dell’Università di Teramo – Facoltà di Bioscienze e Tecnologie agroalimentari, autore di studi e ricerche sui formaggi pecorini del Parco, e vedrà la partecipazione di Slow Food, quale associazione impegnata a valorizzare il cibo prodotto nell’area protetta e il lavoro dei produttori che operano in armonia con l’ambiente e nel rispetto delle tradizioni locali.

Nel pomeriggio (ore 15), con Aurelio Manzi, ricercatore e saggista di etno-botanica, si terrà un’escursione botanica alla scoperta delle erbe spontanee dei pascoli montani e della loro biodiversità, con l’obiettivo di interpretare la composizione floristica dell’ecosistema “praterie montane” e il suo legame con le abitudini alimentari delle greggi e la produzione di latte, e per restituire un “Erbario dei pastori del Gran Sasso”.

“Coniugare le eccellenze zootecniche ed enogastronomiche del nostro territorio, per come tratte da una tradizione ancora viva, arricchita dal sapere tecnico – scientifico proprio dell’accademia nonché dall’intuito e dalla passione di associazioni meritorie” – sottolinea il Presidente del Parco Tommaso Navarra – “rappresenta l’obiettivo strategico principale del nostro Parco e in particolare la finalità ultima di riscoprire, valorizzare e portare ad eccellenza riconosciuta le matrici e i vissuti delle nostre comunità identitarie”

 

 

 

 

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