L’Aquila, apertura MUNDA a giugno

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Data
dal 01/06/2016 al 30/06/2016
dalle 09:00 alle 19:00

Luogo
L'Aquila

Categorie


MUNDA – MUSEO NAZIONALE D’ABRUZZO – Borgo Rivera – Vicino stazione F.S. – parcheggio gratuito. Orario: 9.00/19.00. Chiuso il lunedì. Sito work in progress: www.munda.abruzzo.it. Per info: pm-abr@beniculturali.it; tel. 0862.28420/ 3355964661.

Biglietto 4 €, ridotto 2 €

All’esterno i segni della città terremotata ci sono ancora tutti, solchi profondi incisi in un tessuto urbano su cui svettano gru come totem augurali. Eppure, entrando nella nuova sede del Museo Nazionale d’Abruzzo, il MUNDA, inaugurato il 19 dicembre 2015, si accede in un caleidoscopio intatto dove le opere salvate dal Museo nel Castello Cinquecentesco dopo il sisma, e restaurate, restituiscono il tempo. Sarà per questo che il diaframma fra lo sfascio esterno e l’eleganza delle Madonne medievali, collocate su sofisticate tecniche antisismiche, si apre a chi si incammina nelle sei sale: il bagliore del Trittico di Beffi del primissimo Quattrocento, il naso lesionato per sempre, nella caduta, del Cristo di Penne del XIII secolo, l’arte fiamminga, la pervasiva presenza francescana nel territorio, le didascalie con il codice presto leggibile con smartphone, fissano la tessera di un puzzle che lentamente si va ricomponendo restituendo al pubblico “l’altra lingua”, quella dell’arte, che possa plasmare, attraverso un percorso di conoscenza, il territorio in un’osmosi che restituisca le energia che a loro volta la plasmarono.

“Un dettaglio al mese” – Le Madonne Gemelle. La Madonna del 1340 circa, dal viso allungato, le labbra sottili ed il naso affilato, era già da tempo nelle collezioni del Museo Nazionale d’Abruzzo. L’altra, che meglio conserva il cromatismo rosso, è l’ultima acquisizione del MUNDA arrivata proprio per l’inaugurazione dello scorso 19 dicembre. L’una di spalle all’altra, ora, entrambe in trono con il Bambino, sono state avvicinate, come lo furono, almeno nella mente creativa del “Maestro della Santa Caterina Gualino, scultore teramano attivo fra il Duecento e Trecento in Abruzzo e zone limitrofe le cui Madonne sono riconoscibili dai ricorrenti tratti fisiognomici. L’acquisto provvidenziale è stato effettuato dal Mibact esercitando il diritto di prelazione” su un’opera che si è così ricongiunta alla sua omologa in una bottega virtuale del Maestro teramano del XIV secolo.

 

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