Calcio a cinque: finale amaro di stagione, Pescara out

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Data
dal 08/05/2016
dalle Tutto il giorno

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Il Pescara si scuce lo scudetto in una serata dove la sorte gli gira le spalle, penalizzandola ben al di sopra dei propri demeriti. È arcinoto che le partite di calcio a 5 spesso girino intorno ad episodi e questa volta tutto, ma proprio tutto, è girato storto ai biancazzurri, favorendo una Luparense che ha avuto il gran merito di capitalizzare al massimo tutti gli errori commessi dai biancazzurri.

Pescara sorpreso in avvio di gara, la Luparense parte con uno spirito gladiatorio, quasi al limite dell’intimidatorio, trovando del tutto impreparati alla battaglia gli uomini di Colini. Una manciata di secondi bastano ai lupi per andare in vantaggio, Fuentes suona la carica, inserendo Foglia dal primo secondo con la casacca del portiere. Leitao ruba palla e confeziona un assist per Honoris che non perdona. 1-0 e inizio choc per il Pescara. Non basta e Giasson poco dopo in mischia punisce la mollezza nei contrasti dei biancazzurri, infilando di punta, per la seconda volta, la rete di Capuozzo. Pubblico di casa gelato, Fuori ci sono venti gradi abbondanti ma all’interno del PalaRigopianoi sembra di stare a quota 2.000. Gara in salita e il Pescara ci mette un po’ a rientrare in partita. Ci vogliono otto minuti abbondanti per essere finalmente capaci di produrre pericoli reali per la porta difesa da Morassi, preferito all’acciaccato Miarelli. Prima Rogerio colpisce la traversa e subito dopo è proprio Morassi a chiudere anzitempo la sua gara, espulso da Zanna per aver contrastato con le mani una conclusione pescarese fuori dalla propria area. Il portiere veneto protesta vanamente, l’arbitro è irremovibile. Entra Miarelli, come detto non al 100%, ma i biancazzurri ancora frastornati dal doppio svantaggio, non concretizzano la superiorità numerica, riuscendo solo a cogliere un palo con Ercolessi e a costringere Taborda ad un salvataggio sulla linea di porta. La tensione è altissima e gli arbitri stentano a trovare una vera linearità di giudizio. Gira ormai il minuto dodici è finalmente Rescia in “estirada” traduce l’accresciuto volume di gioco pescarese nel gol che dimezza lo svantaggio, rimettendo in scia i delfini. Il ritmo di gioco si abbassa un po’ ma il Pescara assomma ancora una buona messe di occasioni. Tutte. però, sfumano di un nulla e si va al riposo con gli ospiti in vantaggio di una rete.

Quando si riparte, il Pescara torna a pigiare sull’acceleratore e finalmente trova il pareggio con Betao che sfrutta un’indecisione difensiva dei veneti e randella una conclusione imparabile che lascia di stucco Miarelli. Il pari però torna a spronare la Luparense, che riconsegna la maglia di portiere di movimento ad Adriano Foglia. Colini risponde con la stessa moneta, dando a Grello il ruolo di Capuozzo. L’intento è quello di abbassare i ritmi e addormentare la gara, cercando di anestetizzare gli ospiti. I lupi, visibilmente provati, sembrano ormai domati ed è il Pescara ad avere un paio di buone palle gol meritevoli di miglior sorte. Salas evita anche Miarelli in uscita ma poi mette da posizione angolatissima sul fondo. Gara che sembra in ghiaccio ma improvvisamente la volubilissima dea del Futsal strizza l’occhio agli ospiti, facendo decretare agli arbitri, parecchio incerti nel finale di gara, un’epulsione di Caputo, apparsa ai più piuttosto frettolosa. Conseguente esaurimento del bonus dei falli da parte del Pescara e Foglia non sbaglia, nfilando Capuozzo a 4’11” dalla sirena. Il Pescara annaspa e nella concitazione regala a Leitao un’altra rete che sembra il suggello finale alla vittoria dei veneti. Rogerio, ben servito da Salas, trova però dopo pochi attimi la rete del 3-4 che riaccende di colpo gli animi e le speranze di tutto il pubblico. Troppo tardi, i delfini attaccano a testa bassa, ma la Luparense non molla, difendendo il suo vantaggio sino alla conclusione.

La delusione è tanta, soprattutto perché maturata in circostanze strane e occasionali ma bisogna saper accettare il verdetto del campo e onorare la squadra di Fuentes, capace di lottare allo stremo delle forze e di trovare una vittoria sostenuta da una determinazione e da una forza agonistica di alto profilo. La stagione per i delfini si chiude qui ma quando sarà finalmente assorbita l’amarezza accumulata in questa strana e sfortunata serata non si potrà che serenamente valutarla come largamente positiva. La bacheca del Pescara, infatti, non lo si dimentichi, si è arricchita di due prestigiosi trofei, Supercoppa e Coppa Italia, e inoltre la favolosa cavalcata europea, giunta sino alle finali di Madrid, attestano una crescita di status che permette di arricchire un blasone mai tanto tirato a lucido. Tempo verrà perché, società e tecnico, analizzino tutto con il dovuto senso critico, cercando di far tesoro delle esperienze sia positive che negative maturate sin qui, dopo una lunghissima e faticosissima stagione, iniziata alla metà di luglio 2015. Non resta, allora, che augurare una buona estate a tutti i tifosi pescaresi, sempre molto calorosi, e un arrivederci al prossimo campionato con una squadra rigenerata e sempre più affamata di gloria. Arrivederci !

PESCARA-GRUPPO FASSINA LUPARENSE 3-4 (1-2 p.t.)

PESCARA: Capuozzo, Caputo, Rescia, Salas, Rogerio, Ercolessi, Leggiero, Cuzzolino, Betao, Lara, Grello, Pietrangelo. All. Colini

GRUPPO FASSINA LUPARENSE: Morassi, Giasson, Honorio, Taborda, Foglia, Leitao, Caverzan, Baron, Guedes, Taborda, Bissoni, Etilendi, Miarelli. All. Fuentes

MARCATORI: 038’’ p.t. Honorio (L), 237’’ Giasson (L), 1125’’ Rescia (P), 311’’ s.t. Betao (P), 1544’’ t.l. Foglia (L), 1716’’ Leitao (L), 1735’’ Rogerio (P)

AMMONITI: Foglia (L), Caputo (P), Taborda (L), Bissoni (L), Leggiero (P)

ESPULSI: Morassi (L) all’822’’ p.t. per comportamento non regolamentare, Caputo (P) al 1544’’ s.t. per somma di ammonizioni

ARBITRI: Mario Filippini (Roma 1), Nicola Zanna (Ferrara), Leonardo Gaetani (San Benedetto del Tronto) CRONO: Pierluigi Tomassetti (Ascoli Piceno)

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