dal terremoto dell’Aquila a Il Paese dei Giochi di una Volta

Tearamo, Dante Bellini: dal terremoto dell’Aquila a Il Paese dei Giochi di una Volta

Dante Bellini è uno scrittore abruzzese nato nel1949 ad Azzinano di Tossicia (Te). Gli ultimi suoi libri, Chiuso per terremoto e L’Aquila e il Cavaliere, sono stati dedicati alla tragedia del terremoto. L’ultimo libro suo libro, Il Paese dei Giochi di una Volta, tratta, invece, di un argomento completamente diverso.

D. Dopo i due libri sul terremoto hai deciso di cambiare completamente genere?

R. No, diciamo che con questo libro mi sono concesso una parentesi leggera. Scrivere due libri su terremoto e dopo terremoto ha comportato un impegno e un coinvolgimento emotivo molto forti, per cui quando mi è stato chiesto di scrivere questo libro ho accettato ben volentieri anche per staccarmi dalle ombre lunghe di quella tragica notte.

D. Il Paese dei Giochi di una Volta racconta dei giochi che si facevano un tempo, fino agli albori degli anni Sessanta, quando il mondo vorticosamente cominciò a cambiare. Esiste davvero o è un’invenzione letteraria?

R. Esiste ed è anche un paese molto vivace. Si trova su una ridente collina del teramano, con alle spalle il Gran Sasso d’Italia e di fronte la vasta vallata situata tra il fiume Mavone e il Vomano. In più punti, quando il cielo è sereno, si vede il mare. Ha duecento abitanti . qui vive Annunziata Scipione, la pittrice contadina che, senza sosta, continua a raccontare da oltre quarant’anni, in uno turbinio di colori e di scene ancestrali, il suo mondo perduto, quello della vita contadina, con la mietitura, la trebbiatura, il bagno delle pecore al ruscello, la sgranatura del granturco nell’aia . E’ un posto tutto particolare dove gli abitanti giocano come una volta . all’aperto, nei campi, nelle strade . a nascondino, cavalluccio, con i bottoni, il cerchio, la fionda, il carretto, le palline di vetro, gli aquiloni . su giganteschi murales fatti dai migliori pittori naif italiani. Si chiama Azzinano e si trova nel comune di Tossicia, l’antica capitale della Valle detta “Siciliana”. E’ a solo mezz’ora da L’Aquila e a venti minuti da Teramo. Quel che vi si trova invece è lontano nel tempo.

D. E tu racconti quel tempo, quando non c’era ancora la televisione, quando si giocava con niente e i giocattoli i bambini se li costruivamo da soli?

R. Si, questo libro racconta, attraverso storie e ricordi, e la riproduzione a colori di decine di murales e la spiegazione dei giochi che vi sono riprodotti, una parte di come eravamo , di quello che molti hanno perduto, e tanti non hanno mai conosciuto: i giochi di una volta, costruiti con pochi mezzi e le proprie mani, ma intrisi di sogno e di fantasia.

Dante Bellini è nato nel 1949 ad Azzinano di Tossicia, il paese dei murales e dei giochi di una volta. Si è laureato in Giurisprudenza presso L’Università La Sapienza di Roma. E’ stato per diversi anni funzionario della P.A. Studioso di cinema sta curando una antologia completa del cinema storico-mitologico. Scrittore con la passione delle Arti Marziali, è cintura nera 6° dan. I suoi ultimi libri sono dedicati alla tragedia del terremoto dell’Aquila, visto non solo come problema locale, ma come metafora di una nazione. Sono Chiuso per terremoto (2009), storia di un terremoto riuscito e L’Aquila e il Cavaliere (2010), storia di un dopo terremoto tra miracoli inesistenti e carriole. E’ di prossima uscita L’eskimo strappato, il romanzo di una generazione che passò dall’utopia alla cronaca nera.

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