Cuore Nazionale Abruzzo, successo per la presentazione dell’Osservatorio Sociale Regionale a Montesilvano

Conferenza Cuore Nazionale Abruzzo su StalkingSi è tenuta sabato 10 settembre alle ore 10:30 presso l’Hotel Serena Majestic a Montesilvano, la presentazione dell’Osservatorio Sociale Regionale sulla “Violenza e condotte vessatorie”.

Sono intervenuti il presidente di Cuore Nazionale Abruzzo Francesco Longobardi, il Coordinatore Nazionale di CN Daniele Natalizia, il professor Luigi Iavarone, autore del libro Stalking, nuova forma di cannibalismo predatorio, Letizia Marinelli, consigliera parità della Regione Abruzzo, Pina Tulli, assessore Sanità del Comune di Penne e coordinatore territoriale di Cuore Nazionale Abruzzo.

Vi sono state, inoltre, due testimonianze molto significative riguardanti stalking e mobbing. Secondo i dati recentemente pubblicati dall’ISTAT sono oltre 7 milioni in Italia le vittime di violenza fisica e/o psichica, in gran parte donne. In particolare, tra tutte le forme di violenza, lo stalking rappresenta una vera emergenza nazionale per la variabilità degli elementi in gioco e per le gravi ricadute psico-fisiche ed esistenziali che la vittima presenta a seguito di comportamenti abietti e riprovevoli: stress, umiliazione, perdita di autostima, depressione. Dal primo gennaio 2016 al 29 giugno 2016, le vittime di stalking sono state 441; sono numeri che fanno impressione, soprattutto perché non tengono conto del non denunciato.
Inoltre, i mutamenti avvenuti nel mondo del lavoro (incertezza sul futuro, precarietà, flessibilità, clima di competitività estrema, paura di perdere il lavoro, conflitti e conseguente emarginazione professionale) sono all’origine dello stato di disagio per molte persone, che talvolta evolve in vere e proprie patologie. Si tratta di un fenomeno poliedrico e intangibile, qual è appunto il mobbing, le cui dinamiche comportamentali non sono facilmente classificabili. Ansia, instabilità emotiva, depressione, rabbia, stress, mancanza di autostima e senso di fallimento personale generano tensione e aumento di conflitti relazionali che, se mal gestiti, facilitano la comparsa di malesseri fisici e psichici.
Infine, l’affermarsi di una società avaloriale in cui nessuno è responsabile delle proprie azioni e dove il concetto stesso di responsabilità è stato svuotato volutamente e sistematicamente del suo significato più vero promuove forme di aggressività spietate e prive di inibizioni che stanno all’origine di tante violenze, fisiche e morali. L’eccessivo egocentrismo sempre più presente nelle nuove generazioni internautiche, il propagarsi di un permissivismo basato sulla ricerca a ogni costo della soddisfazione individuale e la perdita costante delle regole sociali di base provocano disorientamento e incertezza nello sviluppo armonico di relazioni sane e mature. La complessità del compito formativo ed educativo cui sono chiamati genitori e docenti per una vera crescita morale, affettiva, sociale e relazionale degli adulti del futuro richiede nuove modalità comunicative basate sul dialogo e l’ascolto partecipato. La difficoltà a dedicare “tempo e spazio” alle problematiche adolescenziali, per un ascolto più mirato e autentico dei loro vissuti e delle loro emozioni, ha comportato nei giovani una generalizzata sfiducia nei confronti degli stessi insegnanti e genitori che sempre più appaiono ai loro occhi privi di autorevolezza e credibilità. Non a caso è in continua e preoccupante espansione, soprattutto negli ultimi anni, il fenomeno del bullismo e del cyber bullismo. E’ una vera emergenza sociale che richiede azioni concrete nel segno di un nuovo risorgimento, morale e culturale, capace di generare un cambiamento profondo e radicale, fondato sulla reciprocità e sul rispetto della dignità della persona.
Partendo da queste riflessioni emerse da una serie di studi e ricerche che descrivono il fenomeno della violenza, le possibili cause, le variabili interagenti e le azioni utili per prevenire e combattere tutte le forme di discriminazione e di atti persecutori, è nata l’idea di istituire nell’ambito della Regione Abruzzo l’Osservatorio Sociale Regionale, un Centro di Ricerca la cui mission è garantire la realizzazione di un sistema di osservazione, monitoraggio, analisi dei fenomeni di violenza psicologica, fisica, sessuale, economica e qualsiasi altra forma di coazione riconducibile o collegabile al fenomeno degli abusi.
L’attività dell’Osservatorio sarà gestita da professionalità diverse secondo modalità operative efficaci ed efficienti di coordinamento e di condivisione di risorse umane e strumentali. In merito il Centro prevede la disponibilità di operatori specializzati: Assistenti sociali, Criminologi, Avvocati Giuslavoristi e Penalisti, Medici del lavoro, Medici legali, Psichiatri, Psicoterapeuti e Psicologi, Ricercatori e Sociologi.

Sulla questione è intervenuto anche Ottavio De Martinis, vice sindaco e assessore ai Servizi Sociali: «Elogiando e ringraziando Cuore Nazionale Abruzzo per tutte le iniziative sociali messe in campo sui territori abruzzesi ma soprattutto a Montesilvano, aprendo e offrendo ampia collaborazione e disponibilità all’Osservatorio Sociale Regionale sulla violenza e condotte vessatorie, invito il presidente regionale di CN Francesco Longobardi a valutare l’opportunità del Comune di Montesilvano per la disponibilità di una sede territoriale».
Stessa offerta è stata avanzata da Pina Tulli, assessore alla Sanità del Comune di Penne.

È intervenuta sul problema anche Alessandra Genco, consigliera regionale Parità Abruzzo, la quale, non potendo essere presente per impegni pregressi, ha fatto sapere in una nota: «Plaudo all’iniziativa di istituire un Osservatorio Sociale regionale sulle “violenze e condotte vessatorie” e concordo pienamente che oggi più che mai la violenza, in tutte le sue innumerevoli forme va profondamente indagata, studiata e monitorata al fine di poter agire con fermezza e ricondurre l’individuo alla responsabilità, ai valori di democrazia, ad una pacifica e solidale convivenza. Mi impegno sin da ora a seguire i lavori dell’osservatorio al quale vorrò dare tutto il contributo necessario per la sua buona riuscita».

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