Cultura: addio a Umberto Eco

All’età di 84 anni è morto ieri alle 22,30 nella sua abitazione Umberto Eco. La conferma della scomparsa dello scrittore, autore di celebri libri, tra cui ‘Il nome della Rosa’ e ‘Il pendolo di Foucault’, solo per citare alcuni dei suoi maggiori successi letterari, è stata data dalla famiglia al quotidiano ‘La Repubblica’. Eco, scrittore, filosofo, esperto di comunicazione e media, era nato ad Alessandria il 5 gennaio del 1932. Tra le sue ultime opere letterarie ‘Numero zero’, pubblicato lo scorso anno. Nella sua lunga carriera, Eco è stato autore di numerosi saggi di semiotica, filosofia del linguaggio, testi di linguistica e filosofia e fine cultore del Medioevo.

 

I libri che lo hanno reso famoso

E’ lunga e molto importante la lista dei suoi lavori. Tra i maggiori: nel 1963 pubblica un libro che è diventato nel tempo un classico ‘Diario minimo’ (Mondadori), volume che raccoglie saggi come Fenomenologia di Mike Bongiorno e Elogio di Franti. E ancora, ‘Apocalittici e integrati’ (Bompiani) del 1964, altro classico ‘La struttura assente’ (Bompiani, 1968). Ma la celebrità a livello mondiale arriverà nel 1980 con ‘Il nome della rosa’. Un romanzo che farà riscoprire all’Italia e poi al mondo intero, attraverso la formula del giallo, dell’intrigo, del mistero, il meraviglioso mondo medievale. Con ‘Il nome della rosa’ Eco vincerà il Premio Strega nel 1981 e numerosi riconoscimenti a livello internazionale. Ma al di là dei premi ‘Il nome della rosa’ ha rappresentato il desiderio di Eco di dare pari dignità a tutte le forme culturali. Dopo Il nome della rosa, sono arrivati ‘Il pendolo di Foucault’ (1981), ‘L’isola del giorno prima’ (1994), Baudolino (2000). Fino al più recente ‘Numero zero’.

 

Nella sua lunga carriera, nel 1954 vince un concorso della Rai per l’assunzione di telecronisti e nuovi funzionari. Con Eco vi entrarono anche Furio Colombo e Gianni Vattimo. Dal 1959 al 1975 fu condirettore editoriale della casa editrice Bompiani. Nel 1962 pubblicò il saggio ‘Opera aperta’ che ebbe notevole risonanza a livello internazionale e diede le basi teoriche al Gruppo 63, movimento d’avanguardia letterario e artistico italiano. Nel 1961 inizio’ anche la sua carriera universitaria che lo porto’ a tenere corsi, in qualità di professore incaricato, in diverse università italiane: Torino, Milano, Firenze, infine, Bologna dove ha ottenuto la cattedra di Semiotica nel 1975, diventando professore ordinario. All’università di Bologna è stato direttore dell’Istituto di Comunicazione e spettacolo del Dams, poi ha dato inizio al Corso di Laurea inScienze della comunicazione. Infine è divenuto Presidente della Scuola Superiore di Scienze Umanistiche che coordina l’attività dei dottorati bolognesi del settore umanistico. Nel corso degli anni ha insegnato anche in varie università straniere tra cui UC-San Diego, New York University, Columbia University, Yale, College de France, Ecole Normale Superieure. Nell’ottobre 2007 si è ritirato dall’insegnamento per limiti di età. In tutta la sua lunga carriera Eco ha ricevuto 40 lauree honoris causa da università europee e americane.

 

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