Civitella, mostra “Ora più che ognuno riclama libertà – Stato e chiesa in Abruzzo durante la rivoluzione unitaria”

Si tiene alla Fortezza di Civitella del Tronto la mostra, curata dalla Soprintendenza Archivistica per l’Abruzzo, “Ora più che ognuno riclama libertà – Stato e chiesa in Abruzzo durante la rivoluzione unitaria”. L’evento ci concretizza infatti a un mese dalla ricorrenza della capitolazione della fortezza avvenuta il 20 marzo 1861, tre giorni dopo la proclamazione della unità d’Italia, e permetterà al Comune di Civitella di ricordare il significativo ruolo che la fortezza e il paese intero hanno giocato in quei giorni in cui si compiva il processo di unificazione nazionale sotto la bandiera piemontese: “La mostra – è scritto in una nota – si basa su una ricerca documentale condotta prevalentemente presso gli archivi diocesani di Teramo, Chieti e Lanciano con l’intento di ricostruire in chiave locale i riflessi sociali e politici della grave crisi del rapporto stato-chiesa durante il periodo risorgimentale fino all’unificazione. I documenti sono organizzati in un percorso cronologico che tocca, a partire dal periodo precedente i moti del 1848, i momenti salienti che hanno portato all’unificazione: i moti, la Costituzione, la Repubblica Romana e la repressione del brigantaggio”.

L’aspetto che verrà quindi approfondito grazie a questa esposizione è il rapporto fra gli avvenimenti storici e le istanze ecclesiastiche del periodo: “La documentazione selezionata, composta di atti ufficiali e corrispondenza – prosegue la nota -, ci consente di seguire le vicende di due diocesi abruzzesi, quella teatina e quella aprutina, note per essere rette da vescovi ‘conservatori’ fedeli al regno borbonico e restii quindi a fornire il loro sostegno alla monarchia sabauda. La minaccia “giacobina”, rappresentata dai Piemontesi, produsse una diaspora dei vescovi meridionali che lasciarono,in segno di protesta, le proprie sedi. Non diversamente l’Arcivescovo di Chieti preferì ritirarsi a L’Aquila, sua città natale, facendo ritorno in diocesi solo nel dicembre 1866. Il Vescovo aprutino Michele Milella, invece, dopo aver rifiutato di celebrare il Te Deum in occasione della festa dell’unificazione e dello Statuto indetta per la prima domenica di giugno del 1861, venne posto sotto stretta sorveglianza e quindi arrestato”. All’inaugurazione della mostra, che resterà aperta fino al 15 giugno (visitabile dalle 10 alle 19 ad aprile e maggio e fino alle 20 a giugno), saranno presenti Italo Di Dalmazio, presidente del comitato civitellese per le celebrazioni del 150° anniversario, Walter Capezzali, presidente della Deputazione Abruzzese di storia patria e Federico Roggero dell’Università di Teramo. Di quest’ultimo un articolato studio sull’argomento dell’esposizione, contenuto in una pubblicazione realizzata per l’occasione a diffusione gratuita da richiedere alla Soprintendenza archivistica. Per info e prenotazioni basta visitare il sito della Fortezza.

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