Civitella Alfedena Rock Festival: “Te l’ho portata la serenata”, Serenate e canti d’amore nella piazza del mercato

Sabato 30 Agosto – Piazza del Mercato Ore 21.30

Te l’ho portata la serenata : Serenate e canti d’amore nella piazza del mercato

La serata di riproposta delle serenate da anni anima piazza del Mercato creando uno scambio reciproco di esperienze ed emozioni. Una serata in cui abitanti e pubblico si uniscono in un unico coro creando un’alchimia unica tra suoni colore e c E’ il risultato di una lunga collaborazione tra gli anziani del paese e il gruppo Mantice di Latina nata con l’obiettivo di riscoprire e riproporre, soprattutto alle nuove generazioni, sia alcuni tipici canti locali e sia melodie provenienti da aree precisa volontà che la riproposta rimanga sempre un evento genuino riducendo al minimo la sensazione di “esibizione pubblica”. Nella prima parte della serata vedrà l’esibizione del una passione condivisa per i repertori polivocali della tradizione orale italiana. Susanna Buffa, Sara Marchesi e Nora Tigges, già insieme nel settetto vocale Levocidoro diretto da Lucilla Galeazzi, si dedicano ora in trio a riscoprire e rivivere questo patrimonio sonoro seguendo la direttrice della dorsale appenninica, che da sempre incanala e orienta i movimenti delle popolazioni che abitano alle sue falde: dai paesi arroccati e dai pascoli d’altura alle pianur Un tempo, a segnalare la presenza umana in questo paesaggio era prima di tutto la voce: il canto accompagnava il cammino del pastore e del pellegrino, il lavoro nei campi e quello degli artigiani, così come quello casalingo e familiare. Con le mani occupate dalla fatica quotidiana non si usavano strumenti. Ma le voci, mescolandosi in armonia o sfidandosi in dissonanza, potevano bastare a sé stesse. D’altronde, più voci insieme sono libere anche di evocare gli strum imitando il bordone e i fraseggi della zampogna oppure il rincorrersi delle campane da un campanile all’altro. L’impasto e la sonorità, la potenza espressiva delle voci che cantavano insieme erano un segno caratterizzante della comunità, il frutto dell’incontro umano in cui si esplicitava la stretta relazione tra contesti culturali, modi musicali e modalità d’esecuzione. Tutto questo è raccontato nei canti che il trio fiordispina ha cominciato ad abitare come microcosmi sonori di storie umane e luoghi. Si va dalla monumentalità drammatica e armonica dei canti di Passione laziali alla ricchezza lirica e sonora dei canti a mète sabini o del basso Lazio, caratterizzati da emissioni v distinguevano ogni cantore per stile e personalità. Ci si muove poi verso le fughe dei canti umbri giungendo ai canti narrativi in cui la stessa storia si modifica a seconda delle varie caratteristiche geografiche-storicoal dialogo con il nostro paesaggio sonoro e culturale così profondamente diverso e mutato . Oggi ciò che era una volta quotidiano e “povero” diventa un privilegio. Può succedere allora che il cant il tempo, sospendendo momentaneamente la quotidianità per celebrare e dare voce comune a desideri e dolori, ritrovando un senso profondo di dignità in quelle antiche parole veicolate dal canto che ritornano a viva voce dalla memoria. La serata proseguirà con altri ospiti per terminare intorno a mezzanotte con le tre “tradizionali” serenate cantate dai civitellesi e da tutto il pubblico.

Print Friendly, PDF & Email

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *