Chieti, spettacolo teatrale di Mario Perrotta il 6 aprile

La fortunata e apprezzata stagione del contemporaneo, curata da Edoardo Oliva del Teatro Immediato, al Teatro Marrucino di Chieti è al suo ultimo appuntamento. La partecipazione di un pubblico numeroso ha senz’altro decretato il successo dell’iniziativa che si chiuderà  in bellezza con uno spettacolo imperdibile, entusiasmante e commovente. In scena il 6 aprile alle ore 18  Un bès – Antonio Ligabue del Teatro dell’Argine, di e con Mario Perrotta. Lo spettacolo ha visto una grande attenzione di pubblico e critica e ha valso a Perrotta il premio Ubu 2013 come migliore attore.

è la storia del pittore Antonio Ligabue, lo scemo del paese, l’uomo al confine, l’artista, il genio e anche l’uomo che ha vissuto senza un bès, senza un bacio, mai. È la storia di una solitudine, di uno stare al margine o forse oltre lo stesso margine, nel luogo in cui un bacio è un sogno per un uomo, un implorare che dura l’intera vita. “Un bès… Dam un bès, uno solo! Che un giorno diventerà tutto splendido. Per me e per voi”. Provo a chiudere gli occhi e immagino: io, così come sono, con i miei 40 passati, con la mia vita – quella che so di avere vissuto – ma senza un bacio, Neanche uno. Mai. Senza che le mie labbra ne abbiano incontrate altre, anche solo sfiorate. Senza tutto il resto che è comunione di carne e di spirito, senza neanche una carezza. Mai. E allora mi vedo – io, così come sono – scendere per strada a elemosinarlo quel bacio, da chiunque, purché accada.

“Ecco, questo m’interessa oggi di Antonio Ligabue: la sua solitudine, il suo stare al margine, anzi, oltre il margine – oltre il confine – là dove un bacio è un sogno, un’implorare senza risposte che dura da tutta una vita. Voglio avere a che fare con l’uomo Antonio Ligabue, con il Toni, lo scemo del paese. Mi attrae e mi spiazza la coscienza che aveva di essere un rifiuto dell’umanità e, al contempo, un artista, perché questo doppio sentire gli lacerava l’anima: l’artista sapeva di meritarlo un bacio, ma il pazzo intanto lo elemosinava. Voglio stare anch’io sul confine e guardare gli altri. E, sempre sul confine, chiedermi qual è dentro e qual è fuori.” (Mario Perrotta)

Uno spettacolo  poetico e toccante, profondo e drammaticamente vero. La storia è raccontata dalle parole di Ligabue in quel dialetto sporco tra l’emiliano e il tedesco che gli abitanti del paesino di Gualtieri, paese d’adozione del pittore naif nato in Svizzera, erano abituati a sentire dal “matt”. Ma il racconto teatrale scorre anche attraverso i segni che lo stesso Mario Perrotta traccia su fogli da disegno dove punteggia per sommi capi, i luoghi dell’infanzia o i capitoli della vita del pittore, una vita disperata e umiliata, sempre in cammino o in fuga.

Perrotta ha realizzato la maschera della diversità assoluta, costruita sull’inquietudine, sulla storia straziante di un uomo su cui il destino si è accanito più e più volte. Lo spettacolo prima che una biografia del pittore, è una straordinaria metafora della vita perduta, dell’assenza, della ricerca incessante di umanità e affetto. Insieme alla bravura del Perrotta – attore, le immagini costruiscono il personaggio Antonio Ligabue: fanno da antagonista, da co-protagonista, da servo di scena, da scenografia. Il disegno diventa parte integrante della vita raccontata e il racconto non può staccarsi dalle immagini.

 

MARIO PERROTTA

Nato a Lecce nel 1970, nel 1988 si trasferisce a Bologna dove consegue nel 1994, fonda insieme ad altri venti giovani artisti la Compagnia del Teatro dell’Argine. E’ considerato una delle figure emergenti del nuovo teatro italiano e il suo progetto Italiani cìncali sull’emigrazione del dopoguerra – finalista ai Premi Ubu 2004 come Migliore drammaturgia- e insignito della targa commemorativa della Camera dei Deputati “per l’alto valore civile del testo e per la straordinaria interpretazione” -, ha raggiunto le 500 repliche tra Italia ed Europa. La sua riscrittura per le scene di Odissea, riceve in Premio Hystrio alla drammaturgia 2009 e gli vale la candidatura ai Premi Ubu 2008 come Miglior attore.  Nel 2008 riceve il Premio Città del Diario. Il 12 dicembre 2011 Mario Perrotta vince il Premio Speciale Ubu 2011.

Nel 2013 vince il premio Ubu come miglior attore per Un bès – Antonio Ligabue.

 

INFORMAZIONI :

Botteghino Teatro Marrucino

Tel. 0871.1330470  – 0871.321491

aperto da martedì a domenica dalle ore 10 alle ore 13 e dalle ore 17 alle ore 20 (chiuso il lunedì)

Riduzione del 20% riservata a under 25, gruppi (min. 25 persone), over 65, enti e associazioni convenzionate.

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