Chieti, Settimana Mozartiana: gli appuntamenti del 21 luglio

Il Sindaco di Chieti, Umberto Di Primio, rende noti gli appuntamenti della XIV Edizione della Settimana Mozartiana previsti per la giornata di domani, domenica 21 luglio 2013:

 

I Salotto • Grandi Eventi

Piazza San Giustino

ore 21.30

Maratona Mozartiana

Orchestra Sinfonica Abruzzese

Giancarlo De Lorenzo direttore

Antonio Di Cristofano pianoforte

 

ore 23.00

* “The Art of 3”

Billy Cobham batteria

Ron Carter contrabbasso

Kenny Barron piano

 

II Salotto • Primo Applauso

Antica Pescheria

ore 21.30

“Storia di un enfant prodige: da Mozart a…noi!”

Associazione Free Sound di Daniela Torto

 

 

IV Salotto • Largo Vico Mercatello

ore 21.00

“Narrazioni Mozartiane” a cura di Giuliana Antenucci in collaborazione con i Corsi  di recitazione del Teatro Marrucino

ore 21 Alla corte di Maria Teresa D’Austria

ore 22 Intermezzo Mozartiano

ore 23 Sebastian Winter racconta

ore 23,50 Brindisi “Viva Mozart”

 

VI Salotto • Piazza G.B.Vico

ore 21.30

Vestizione della Dama

 

VII Salotto • Piazza Valignani

ore 20.00

Salotto d’accoglienza

 

VIII Salotto • Villa Comunale

ore 21.30

Passeggiata in Villa con pony

 

IX Salotto • Corso Marrucino – Angolo Poste

ore 21.30

Statue Viventi

 

X Salotto • Largo Teatro Vecchio

ore 21.30

Spettacoli di burattini

Si ricorda che in occasione della XIV edizione della Settimana Mozartiana, oltre al banco UNICEF, presso il quale sono in vendita le pigotte mozartiane, è stato allestito dal Rotaract Club Chieti il banco della solidarietà in favore dei malati di SLA. Coloro che vorranno contribuire generosamente alla raccolta fondi avranno in regalo una t-shirt creata appositamente per la Settimana Mozartiana. Inoltre, chi conserverà la relativa ricevuta di pagamento, potrà partecipare all’estrazione del gioiello della Settimana Mozartiana messo in palio da ROSSI GIOIELLI di Chieti.

 

BILLY COBHAM

Billy Cobham è un batterista e compositore panamense.

Solo poche volte nella storia, un musicista è stato definito maestro mondiale nel suo strumento. Billy Cobham è uno di questi pochi musicisti. Riconosciuto come uno dei più importanti batteristi jazz-fusion per la sua tecnica percussiva, Billy Cobham raggiunge l’apice della fama a metà degli anni Settanta.

La sua precisione, il suo essere ambidestro e la sua grinta contraddistinguono la monumentale lista di successi. Oltre ad essere un musicista dal talento innato, Cobham è anche un raffinato ed originale compositore che ha saputo spaziare da un genere all’altro senza porre alcun limite alla sua musica, ciò è dimostrato da una vasta discografia e dalle numerose collaborazioni con artisti provenienti da tutto il mondo.

Dalla fine degli anni sessanta ha rivoluzionato il modo di concepire le parti destinate alla batteria, apportando una forza creativa all’ambito ritmico ed assegnando ad esso una centralità senza precedenti. Proprio per questi fattori è riconosciuto come il più influente batterista jazz-fusion, nonché uno dei più virtuosi per la sua potenza e tecnica percussiva.

Il suo drumming così esplosivo anima ancora i palchi internazionali di concerti, orchestre sinfoniche, Broadway, festivals, televisione e video. E’ stato un insegnante nella sua arte, dando corsi e seminari in tutto il mondo. La sua influenza stilistica ha letteralmente creato una categoria di musica, ormai parte della storia della musica moderna. Oltre che musicista, ha una storia come compositore e produttore di dischi. Tra i suoi lavori migliori, Spectrum del 1973. Uno degli album jazz-rock più venduti di tutti i tempi. Ha raggiunto l’apice della fama a metà degli anni settanta divenendo uno dei musicisti più imitati nell’ambito jazz, fusion e rock, ed è tra i pochi musicisti ad essere stato insignito con il “World Class Master”, premio alla carriera che viene consegnato a quei musicisti che con passione hanno portato un contributo all’arte della musica.

Biografia:

William C. Cobham nasce il 16 maggio 1944 a Panama. Presto la sua famiglia si trasferisce a New York dove Cobham frequenta la High School of Music and Art laureandosi nel 1962.

Per tre anni – dal 1965 al 1968 – suona nella banda dell’esercito; dopo il suo congedo collabora con il gruppo del pianista Horace Silver, per circa un anno, assieme al sassofonista Stanley Turrentine, all’organista Shirley Scott e al chitarrista George Benson. Nel 1971 co-fonda la Mahavishnu Orchestra, un gruppo jazz fusion. Cobham vi lavora intensamente dal 1971 al 1973, realizzano due album in studio e uno dal vivo; quest’ultimo viene poi riproposto in THE LOST TRIDENT SESSIONS del 1999. Nel maggio del 1973 – mentre ancora gravita nella Mahavishnu Orchestra – incide il suo primo album dal vivo, SPECTRUM. Nello stesso anno partecipa a LOVE DEVOTION SURRENDER, disco di Carlos Santana e John McLaughlin, in cui Cobham appare proponendo il proprio materiale.

Durante gli anni Ottanta lavora con Jack Bruce in una band chiamata Jack Bruce & Friends, mentre nel 1994 è tra i musicisti che suonano al Greek Theatre di Los Angeles: il risultato della serata è LIVE AT THE GREEK. Seguono ancora degli album solisti – a giugno 2005 se ne contano più di trenta sotto il suo nome – continuando ad alternare l’attività di musicista con quella d’insegnante. Nel 2006, Cobham realizza DRUM N VOICE 2, lavoro che segna il ritorno ad delle sonorità jazz-funk tipiche degli esordi. Al disco partecipano diversi artisti tra cui: Jan Hammer, Buddy Miles, John Patitucci, Jeff Berlin, Dominic Miller, Mike Lindup, Airto Moreira, Frank Gambale, Brian Auger, Guy Barker e la band Novecento. Il 23 giugno 2008 è prevista l’uscita di un nuovo album, DE CUBA Y DE PANAMA, realizzata in collaborazione con gli Asere, un gruppo di giovani musicisti provenienti proprio da Cuba.

Discografia:

SPECTRUM 1973 Atlantic

CROSSWINDS 1973 Wounded Bird

TOTAL ECLIPSE 1974 Atlantic

A FUNKY THIDE OD SINGS 1975 Atlantic

ALIVEMUTHERFORYA 1977 Columbia

MAGIC 1977 Columbia

B.C 1979 Columbia

STRATUS 1981 Inakustik

OBSERVATIONS & REFLECTIONS 1982 Elektra

WARNING 1985 Creative Multimedia

PICTURE THIS 1987 Creative Multimedia

THE TRAVELER 1993 Creative Multimedia

INCOMING 1996 Musicdisc

FOCUSED 1999 Cleopatra

LIVE: FLIGHT TIME 2000 Inakustik

THE ART OF THREE 2001 Blow It Hard

MANY YEARS B.C. 2004 Raven Records

THE ART OF FIVE 2004 In & Out

COLOURS 2005 In & Out

FLIGHT TIME 2006 Inakustik

DRUM N VOICE 2 2006 Just Groove

MEETING OF THE SPIRITS: A CELEBRATION OF THE MAHAVISHNU ORCHESTRA 2007 In & Out

DE CUBA Y DE PANAMA 2008 Astar Mwldan

KENNY BARRON

Kenny Barron è pianista, compositore, arrangiatore e insegnante di jazz statunitense.

Musicista di gran pregio, si può dire però che abbia raggiunto la sua maggiore notorietà nell’arco degli ultimi quindici anni, prima con il quartetto di Spere, poi a fianco di Stan Getz, con il quale ha decisamente affinato le proprie qualità solistiche, specie sotto il profilo della costruzione melodica. Nel suo caso ci troviamo di fronte agli eccellenti risultati di un lavoro che trova nell’assoluta disciplina il veicolo per raggiungere qualunque obiettivo; una disciplina che significa conoscenza ampia e profonda della letteratura pianistica, e uno studio accorto delle dinamiche e delle sfumature.

Un pensiero musicale costruito con lenta ed artigianale pazienza che tuttora continua a tendere verso un’idea di perfezione raggiungibile solo attraverso lo studio ed una pratica certosina, al fine di abbracciare tranquillamente tanto i segreti quanto le insidie che possono celarsi nelle pagine del pianismo jazz. Per questo Kenny Barron è ormai un pianista stimato ed ammirato sulla scena mondiale. Lo dimostrano le cinque nominations ai Grammy Awards – per gli album e per gli assoli, sia fra i critici che fra i lettori – vinti con Down Beat, Jazz Times e Jazziz, cioè le maggiori e più prestigiose riviste specializzate d’America. Un pianista disciplinato, rigoroso, anche nelle improvvisazioni; capace di lavorare su forme in continuo divenire e di dare solidità alla struttura ritmica ed armonica dei brani.

Biografia:

Nasce il 9 giugno 1943 nasce a Philadelphia, in Pennsylvania. Fratello del sassofonista Bill Barron. Dotato di uno stile vigoroso è considerato dalla critica uno degli artefici della rivitalizzazione delle tecniche pianiste afro-americane nel jazz degli anni Settanta.

Fin da piccolo è immerso nell’ambiente musicale e per qualche periodo studia con la sorella di Ray Bryant. A quattordici anni ottiene la prima vera scrittura della sua carriera ed entra a far parte della band diretta da Mel Melvin, nella quale suona anche suo fratello, che probabilmente ha svolto un ruolo attivo nella vicenda del suo ingaggio. Due anni più tardi è con Philly Joe Jones e nel 1960 si sposta a Detroit per accompagnare la band di Yusef Lateef, disposto a tenerlo con sé per lungo tempo. Non dura. Ben presto, infatti, cede alle lusinghe della “grande mela” e se ne va a New York in cerca di fortuna.

Qui per qualche tempo sbarca il lunario con varie scritture recuperategli dal fratello, ma poi trova finalmente una collocazione più stabile nella band di Ted Curson. Gli bastano pochi mesi per farsi notare e attirare l’attenzione dei protagonisti della scena jazz newyorkese di quel periodo. Alla fine del 1961 fa parte del sestetto di James Moody che lascia per entrare nel gruppo di Roy Haynes. Il suo vagabondare sembra finalmente giunto al termine nel 1962 quando prende il posto di Lalo Schifrin nel quintetto capeggiato da Dizzy Gillespie. Ci resterà quattro anni, poi riprenderà a girovagare alternando esperienze solistiche a collaborazioni importanti suonato con jazzisti del calibro di Freddie Hubbard, Jimmy Owens, Stanley Turrentine, il suo amico Yusef Lateef, Milt Jackson, Jimmy Heath, Stan Getz, Ron Carter e Buddy Rich, solo per citarne alcuni. A partire dal 1973 inizierà a insegnare teoria musicale, armonia e pianoforte presso la Rutgers University dove incontrerà un nuovo compagno d’avventure nel chitarrista Ted Dumbar. Nel 1974 inizia la sua carriera discografica che ad oggi lo ha portato ad incidere più di 40 album e a partecipare ad infinite sedute di registrazione. Passa tutti gli anni ottanta nel complesso di Stan Getz, allora al vertice dell’attenzione degli appassionati, conquistandosi sempre maggior notorietà e considerazione. In quegli stessi anni con il sassofonista Charlie Rouse, il bassista Buster Williams e il batterista Ben Riley fonda “Sphere” quartetto dedicato alla rivisitazione delle composizioni di Thelonious Monk, e a pezzi originali a lui ispirati.

E’ con questo quartetto che la musica di Kenny Barron raggiunge il suo apice e solo la morte di Rouse interrompe l’opera di questo memorabile complesso. Barron continua la sua attività: la sua collaborazione è richiestissima da tutti i maggiori talenti del mondo del jazz e continua inoltre, fino al 2000, la sua attività di insegnante alla Rutgers University iniziata negli anni settanta.

Fino ad oggi la sua carriera è proseguita senza sosta divisa fra concerti in solo, in trio, in quintetto sempre seguito da grande ammirazione ed apprezzamento sia da parte di un pubblico affascinato dal suo dinamismo e dalla sua raffinatezza melodica, che da tutta la critica che è concorde nel riconoscergli il magistero dei più grandi maestri.

Discografia:

1962-1963 – James Moody & Kenny Barron – Fly Me to the Moon

1975 – Kenny Barron & Ted Dunbar – In Tandem

1975 – Kenny Barron – Lucifer

1978 – Tommy Flanagan & Kenny Barron – Together

1982 – Kenny Barron – Spiral (1987)

1984 – Kenny Barron – 1+1+1

1985 – Kenny Barron – Scratch

1986 – Kenny Barron – Landscape

1986 – Red Mitchell And Kenny Barron – The Red Barron Duo

1988 – Kenny Barron – Live at Fat Tuesdays

1988 – Kenny Barron Trio – Green Chimneys

1990 – Kenny Barron-John Hicks Quartet – Rhythm-A-Ning

1991 – Kenny Barron Quartet – Invitation

1991 – Kenny Barron Trio – Lemuria-Seascape

1991 – Kenny Barron Trio – The Moment

1992 – Kenny Barron & Barry Harris – Confirmation

1992 – Kenny Barron – Sambao

1993 – Kenny Barron – Other Places

1994 – Kenny Barron – The Only One

1994 – Kenny Barron – Wanton Spirit

1996 – Barron Kenny – What if

1996 – Charlie Haden & Kenny Barron – Night and The City

1996 – Kenny Barron & Mino Cinelu – Swamp Sally

1996 – Kenny Barron – New York Attitude

1997 – Kenny Barron – First Half Highlights

1997 – Kenny Barron – Soft Spoken Here (2CD, Sunset to Dawn + Golden Lotus)

1997 – Kenny Barron – Things Unseen

1998 – Kenny Barron & Buster Williams – Two as One (Live at Umbria Jazz)

1998 – Kenny Barron – The Artistry Of Kenny Barron

2000 – Kenny Barron – Spirit Song

2001 – Kenny Barron Trio – Live At Bradley’s

2001 – The Jimmy Owens-Kenny Barron Quintet – You Had Better Listen

2002 – Kenny Barron & Trio da Paz – Canta Brasil

2003 – Billy Cobham, Ron Carter, Kenny Barron – The Art of Three (Live in Japan)

2003 – George Robert & Kenny Barron – Peace

2003 – Kenny Barron – Quintet Images

2004 – Kenny Barron – A Table for Two

2004 – Kenny Barron Super Trio – Super Standard

2005 – Kenny Barron Trio – The Perfect Set (Live At Bradley’s II)

2008 – Harvie S With Kenny Barron – Now Was The Time

2008 – Kenny Barron – Live At The Village Vanguard

2008 – Kenny Barron – The Traveler

2009 – Kenny Barron Trio – Minor Blues

2009 – Stan Getz & Kenny Barron – People Time (The Complete Recordings, 7CD)

 

 

RON CARTER

Ron Carter è un contrabbassista statunitense di musica jazz. Classe 1937, è considerato uno dei contrabbassisti più originali e tecnicamente dotati del mondo.

Con oltre 2.500 album al suo attivo, ha registrato con molti dei grandi della musica: Tommy Flanagan, Gil Evans, Lena Horne, Bill Evans, BB King, il Quartetto Kronos, Dexter Gordon, Wes Montgomery, e Bobby Timmons. Noto per la sua eleganza e sobrietà nel suonare durante i concerti (quasi sempre in giacca e cravatta), iniziò all’età di dieci anni con il violoncello, ma quando la sua famiglia si spostò a Detroit, trovò molte difficoltà di carattere razziale coi musicisti classici e così si dedicò al jazz.

Carter è arrivato alla notorietà nei primi anni sessanta con il secondo grande quintetto di Miles Davis, che includeva anche Herbie Hancock, Wayne Shorter e Tony Williams. Non esiste quindi uno stile unico che caratterizza la musica di Ron Carter; il suo tocco, comunque riconoscibile, riesce immediatamente ad adattarsi alle circostanze del momento. Ascoltando la musica di Ron Carter, sia da leader, sia a fianco di altri musicisti, ci si può imbattere in produzioni vicine al free jazz o ad un album di jazz modale; è possibile trovarsi avvolti dalle meravigliose atmosfere del cool jazz o rimanere affascinati da un energico album hard bop; molti aspetti diversi che convergono in questo unico grande personaggio e nella sua splendida musica. Ron Carter è stato sempre il custode silenzioso, il metronomo attento e mai invasivo di questa musicalità che scioglieva le maniere più ruvide del jazz americano in una eleganza sottile. Un musicista capace di cogliere anche la modernità della musica black partecipando ad un album capolavoro dell’alternative hip-hop, “The low end theory” degli A Tribe Called Quest a patto che il gruppo evitasse parolacce e profanità.

Biografia:

Ron Carte nasce a Ferndale il  4 maggio 1937.

Iniziò all’età di dieci anni con il violoncello, e solo dopo poco si dedicò al jazz. Ha suonato nella Eastman School’s Philharmonic Orchestra, diplomandosi poi nel 1959. Carter è arrivato alla notorietà nei primi anni sessanta con il secondo grande quintetto di Miles Davis, che includeva anche Herbie Hancock, Wayne Shorter e Tony Williams.  In seguito ha girato l’Europa con Cannonball Adderley. Dal 1963 al 1968 è stato membro del classico e famoso Quintetto di Miles Davis.

E’ stato nominato bassista eccezionale del Decennio dal Detroit News, bassista jazz dell’anno dalla rivista Downbeat, e Most Valuable Player dalla National Academy of Recording ArtsAndSciences.

Nel 1993, Ron Carter ha vinto il premio Grammy per il Gruppo Best Jazz Instrumental, il Miles Davis Tribute Band e un altro Grammy nel 1998 per Call ‘Sheet Blues’, una composizione strumentale per il film “Round Midnight”. Oltre a comporre e arrangiare musica per molti film, tra cui alcuni progetti per la Public Broadcasting System, Carter ha composto musica “A Gathering of Old Men”, interpretato da Lou Gosset Jr., “The Passion of Beatrice” diretto da Bertrand Tavernier, e “Blind Faith” interpretato da Courtney B.Vance. Carter condivide la sua esperienza in una serie di libri che ha scritto, tra cui “La costruzione di linee Jazz Bass” e “La musica di Ron Carter”, la seconda contiene 130 delle sue composizioni pubblicate e registrate. Carter ha conseguito una laurea in musica dalla Eastman School di Rochester e un master in contrabbasso dalla Manhattan School of Music di New York. Ha anche ricevuto due lauree ad honorem, dal New England Conservatory of Music e alla Manhattan School of Music, ed è stato il destinatario nel 2002 del prestigioso premio “Hutchinson Award” dalla Eastman School presso l’Università di Rochester. Ha tenuto conferenze, condotto ed eseguito corsi di perfezionamento, insegnato ensemble jazz presso numerose università. E’ stato Direttore Artistico dell’Istituto di Studi Thelonious Monk Jazz, mentre si trovava a Boston e, dopo 18 anni presso la facoltà del Dipartimento di Musica del City College di New York, è ora Distinguished Professor Emeritus, anche se, come interprete, egli rimane più attivo che mai. Nel 2010, Ron Carter ha ricevuto il “Commandeur dans l’ordre des Arts et des Lettres” ordine della Repubblica Francese.

Discografia:

1961: Where?

1966: Out Front (Prestige Records)

1969: Uptown Conversation

1973 – All Blues (CTI Records)

1973 – Blues Farm

1974 – Spanish Blue

1975 – Anything Goes

1976 – Yellow & Green

1976 – Pastels

1977 – Piccolo

1977 – Peg Leg

1978 – Standard Bearers

1979 – Parade

1980 – New York Slick (Milestone)

1980 – Patrao

1983 – Etudes (Warner)

1990 – Carnaval

1991 – Meets Bach (Blue Note)

1992 – Friends (Blue Note)

1994 – Jazz, My Romance (Blue Note)

1995 – Mr. Bow Tie (Blue Note)

1995 – Brandenburg Concerto (Blue Note)

1997 – The Bass and I

1998 – So What (Blue Note)

1999 – Orfeu (Blue Note)

2001 – When Skies Are Grey (Blue Note)

2002 – Stardust (Blue Note)

2003 – The Golden Striker (Blue Note)

2003 – Eight Plus

2003 – Ron Carter Plays Bach

2006 – Live at The Village Vanguard

2007 – Dear Miles

2008 – Jazz and Bossa

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