Chieti, presentazione libro Luigi Ponziani il 7 dicembre

Sabato 7 dicembre alle ore 17, a Chieti, presso il Palazzo De Majo, sotto il Patrocinio della Fondazione Carichieti, si terrà la presentazione del nuovo libro del Prof. Luigi Ponziani, Direttore della Biblioteca Provinciale “M. Dèlfico” di Teramo, dal titolo LETTERATI LIBRI E LETTORI NELL’ABRUZZO DELLA RESTAURAZIONE, pubblicato nel dicembre 2012 dalla Casa Editrice teramana Ricerche&Redazioni di Damiani&Marramà.

Presenteranno il volume Mario D’Alessandro, Pietro D’Amico e Gianfranco Miscia. Sarà presente l’Autore.

Il libro, che reca come sottotitolo “Ornamento, erudizione, impegno civile” racconta la storia di librai, tipografi, editori, lettori, il mondo del libro nell’Abruzzo della Restaurazione. In questo intreccio di relazioni, che sono insieme ideali e commerciali, si dipana la narrazione di Luigi Ponziani, che si arricchisce via via di temi e personaggi che danno sostanza all’ipotesi di studio. Un’opera editoriale di rilevante valore culturale, secondo volume della Collana “Abruzzo Tipografico”, dall’elegante veste grafico-editoriale, composto in carattere garamond.

La nascita di un sistema di istruzione nel Regno e in Abruzzo; il definirsi, a partire dalla tradizione bibliografica e documentaria del Regno e della regione, di una prima intelaiatura organizzata della lettura basata sulle biblioteche; l’analisi dell’associazionismo culturale regionale con le sue connessioni nazionali; i contenuti delle raccolte librarie pubbliche e private; sono questi alcuni degli argomenti che introducono a più specifici temi riguardanti il commercio librario e le modalità del suo inverarsi, ma anche lo scambio amicale che vede coinvolti alcuni dei letterati più rilevanti dell’Abruzzo della Restaurazione.

Attraverso le relazioni di questi protagonisti del milieu culturale e civile abruzzese e meridionale e le loro connessioni con gli ambienti più avanzati della cultura nazionale, la ricerca individua argomenti e caratteri attraverso cui regionalmente prende corpo una più robusta cultura civile che nei libri e nelle riviste trova alimento e affermazione.

Questo processo viene analizzato partendo dai contenuti di un dibattito ideale che deve fare i conti con le difficoltà connesse con la libera circolazione della conoscenza: assenza di libertà di pensiero, censura preventiva, inibizione e limitazione della stessa lettura, pastoie burocratiche e poliziesche volte a ostacolare la libera circolazione libraria.

I libri e lo scambio ideale divengono così per molti di questi uomini lo strumento attraverso cui matura la consapevolezza di sé come classe dirigente e si definisce la coscienza civile e sempre più politica che determinerà largamente la tensione unitaria e nazionale culminata nel crollo dell’antico Regno delle Due Sicilie e nella nascita del Regno d’Italia.

 

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