Chieti, I Solisti Aquilani alla Settimana Mozartiana il 16 luglio

Chieti 16 luglio Chiostro di Palazzo Martinetti Bianchi,  ore 21.30, Trio Solisti Aquilani: Daniele Orlando, Federico Cardilli, violini, Giulio Ferretti, violoncello. Solisti Ramin Bahrami, pianoforte Massimo Mercelli, flauto. Prestigiosi solisti, il raffinato trio de I Solisti Aquilani, costituito da Daniele Orlando, Federico Cardilli, violini e Giulio Ferretti, violoncello e una delle pagine più “intriganti” di Johann Sebastian Bach , l’Offerta Musicale, per la Settimana Mozartiana.

Al di là della bellezza sublime dell’ascolto, la musica di Johann Sebastian Bach non cessa di stupire gli studiosi di ogni tipo: oltre ai teorici della musica, essa ha affascinato fisici, matematici e logici. La complessità dei contrappunti di Bach è strettamente legata a formule e modelli di tipo matematico, e nasconde molti altri enigmi.

La sua opera più misteriosa rimane l’Offerta Musicale. La genesi di questo lavoro è leggendaria: il 7 maggio 1747 Bach fece visita a Federico il Grande, re di Prussia, alla cui corte lavorava suo figlio. Il re, che era un musicista, voleva mostrare a Bach uno strumento di nuova invenzione di cui possedeva alcuni esemplari sperimentali, il pianoforte.Durante il loro incontro, il re consegnò a Bach, che era famoso per le sue abilità di improvvisazione, un tema musicale scritto di suo pugno, e gli chiese di improvvisare su quella base una fuga a tre voci. Bach lo fece, e il re rincarò la dose, sfidandolo a improvvisarne un’altra, stavolta a sei voci.  Il compositore non batté ciglio e rispose che avrebbe lavorato al tema per poi spedirlo al re in breve tempo.

Il risultato è l’Offerta Musicale,  un capolavoro assoluto, ma è anche una sorta di enorme rebus, un continuo indovinello musicale che rimanda di volta in volta alla matematica, alla conoscenza del latino e delle sacre scritture.

. L’effetto è quello di una melodia che continua a salire, per poi magicamente tornare al punto di partenza, senza quasi che l’ascoltatore se ne renda conto, ripartendo nuovamente dall’inizio, teoricamente all’infinito. A condurci lungo questo audace percorso musicale,  tra enigmi e magia saranno due grandi solisti: Ramin Bahrami e Massimo Mercelli. Ramin Bahrami è considerato uno tra i più interessanti interpreti bachiani viventi a livello internazionale. Dopo l’esecuzione dei concerti di J.S. Bach a Lipsia nel 2009 con la Gewandhausorchester diretta da Riccardo Chailly, la critica tedesca lo considererà: “un mago del suono, un poeta della tastiera e hellip; artista straordinario che ha il coraggio di affrontare Bach su una via veramente personale. Le influenze tedesche, russe, turche e naturalmente persiane che hanno caratterizzato la sua infanzia, gli permettono di accostarsi alla musica di Bach esaltandone il senso di universalità che la caratterizza. Nato a Teheran, Bahrami dopo la rivoluzione politica del suo Paese trova rifugio in Italia, dove può studiare il pianoforte e diplomarsi con Piero Rattalino al Conservatorio “G. Verdi” di Milano. Approfondisce gli studi all’Accademia Pianistica “Incontri col Maestro” di Imola e con Wolfgang Bloser alla Hochschule für Musik di Stoccarda. Si perfeziona con Alexis Weissenberg,

Charles Rosen, András Schiff, Robert Levin e in particolare con Rosalyn Tureck, l’artista che più di altri ha contribuito a far conoscere la modernità dell’opera pianistica di Bach attraverso i suoi studi e le sue esecuzioni.

Allievo dei celebri flautisti Maxence Larrieu ed André Jaunet, Massimo Mercelli a diciannove anni diviene primo flauto al Teatro La Fenice di Venezia, vince il “Premio Francesco Cilea”, il “Concorso Internazionale Giornate Musicali” e il “Concorso Internazionale di Stresa”. Suona regolarmente nelle maggiori sedi concertistiche del mondo. Direttore artistico e fondatore dell’Emilia Romagna Festival, dal 2011 è stato eletto vice presidente della prestigiosa European Festival Association. Appassionato della musica del nostro tempo, ha eseguito numerose prime esecuzioni di autori italiani e stranieri.

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