Chieti, gli archi dell’Orchestra Sinfonica Abruzzese in “I suoni del sacro” il 29 novembre e l’1 dicembre

CONCERTO RINVIATO A DATA DA DESTINARSI

 

Gli archi dell’Orchestra Sinfonica Abruzzese in “I suoni del sacro”; venerdì 29 Novembre al Teatro Marrucino di Chieti ore 21 per la Stagione Sinfonica e Domenica 1 Dicembre in pomeridiana al Teatro Tosti di Ortona alle ore 18 dedicato alla memoria di Carlo Sanvitale, autorevole figura culturale scomparso qualche giorno fa,

SINFONICA ABRUZZESE. Programma dedicato alla musica sacra che impegna nella produzione musicale gli Archi dell’Orchestra Sinfonica Abruzzese diretti dal M° Massimo Martinelli, voci del concerto Valentina Mastrangelo soprano e Jurgita Adamonytè contralto.

Repertorio intenso che apre la programmazione natalizia dell’ISA proposto in tre teatri dell’Abruzzo dove il cartellone propone un’assidua programmazione dell’Orchestra Sinfonica Abruzzese.

Gli Stabat Mater sono una melodia gregoriana strutturata in sequenza, sono più di quattrocento i compositori che si sono cimentati in questo repertorio musicale e religioso. Fra le composizioni più interessanti la più nota è certamente quella di Pergolesi del 1735. Pare che Pergolesi abbia composto questo brano durante le fasi più acute della malattia che lo portò alla morte nel monastero francescano di Pozzuoli. La tradizione vuole che sia stato composto per la fratellanza aristocratica della chiesa di S. Maria dei Sette Dolori in sostituzione dell’omonima composizione di Alessandro Scarlatti. Il fatto di essere stato l’ultimo brano da lui composto, ha creato un alone di mistero e di tragedia sul personaggio e sul brano stesso, così come avvenne per il Requiem di Mozart. Charles de Brosses ha definito lo Stabat “un capolavoro della musica latina. Pochi compositori possono vantare una simile e profonda conoscenza dell’armonia”. E Rousseau ha dichiarato che “il primo verso della Stabat [era ndr] il più perfetto toccante mai realizzato da un musicista”. Stampato in numerose edizioni dopo la morte del musicista, ha praticamente costituito un modello di riferimento per tanti compositori coevi e successivi. Lo Stabat di Pergolesi, in effetti, ha un’impostazione armonica volta ad evidenziare il carattere di tenero patetismo, accentuato dall’atmosfera uniformemente “dolorosa” del testo interamente realizzato in ottosillabi, dalla predominanza del modo minore (solo tre brani sono in tonalità maggiore) e da un’orchestrazione che ne fa un classico, vicino alle innovazioni di Corelli, al quale allude fortemente in alcuni passaggi strumentali.

L. BOCCHERINI (Lucca, 1743 – Madrid, 1805) – Stabat Mater per soprano e quintetto d’archi (1781)

G. B. PERGOLESI (Jesi, 1710 – Pozzuoli, 1736) – Stabat Mater per soprano, contralto, orchestra d’archi e basso continuo (1735)

Valentina Mastrangelo Soprano

Jurgita Adamonytė Contralto

Direttore MASSIMO MARTINELLI

 

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