Chieti, al via “Puliamo il mondo” di Legambiente il 26 settembre

Puliamo il mondo, la più famosa iniziativa di volontariato ambientale organizzata da Legambiente in collaborazione con la Rai. Tante le iniziative in Italia e in Abruzzo per diventare protagonisti della bellezza del Paese, combattere il degrado e liberare strade e aree verdi dai rifiuti. Bellezza e partecipazione sono il binomio vincente di Puliamo il mondo. Da una parte la bellezza dell’Abruzzo, regione verde d’Europa troppo spesso sfregiata dall’incuria e dai rifiuti nonché minacciata dalla petrolizzazione; dall’altra l’impegno attivo di tanti cittadini che vogliono rendere più belle e vivibili le nostre città e chiedono uno sviluppo sostenibile del nostro territorio e del nostro mare. L’iniziativa abruzzese parte da Chieti con il coinvolgimento di diverse scuole e volontari nella pulizia dell’area archeologica e sarà avviato un percorso educativo di sensibilizzazione sul tema dello spreco alimentare. L’iniziativa è inserita nel programma giornalistico regionale della Rai e di Beppe Rovera, conduttore di Ambiente Italia. “È importante dar avvio ad un nuovo new deal ecologico – dichiara Giuseppe Di Marco, Presidente Legambiente Abruzzo – a partire da una gestione sostenibile dei rifiuti. È necessario innalzare la percentuale della raccolta differenziata nella nostra regione e sviluppare politiche ambientali ad hoc per ridurre lo smaltimento in discarica, con la diffusione degli impianti di riciclaggio soprattutto per la frazione organica. Nella nostra regione ci sono anche tante storie di comuni virtuosi che, attraverso una corretta raccolta differenziata e il successivo riciclaggio, hanno saputo trasformare i rifiuti in un’opportunità. Buone pratiche che vanno estese per essere credibili ed incidere positivamente sui costi che ricadono sui cittadini. Diffondere la pratica della raccolta differenziata e del riciclo significa contribuire ad un virtuosismo che fa bene e che dà slancio alla Green Economy. Ci attendiamo buoni risultati dalla revisione del piano regionale sui rifiuti in questa direzione. Ma Puliamo il mondo è anche importante per la partecipazione e il coinvolgimento dei cittadini che vengono coinvolti in azioni concrete a favore dell’ambiente”. In occasione di Puliamo il mondo, Legambiente rilancia le sue proposte per una regione rifiuti free: 1) ridurre e riciclare prima di tutto, come dimostrano le tante esperienze virtuose in grado di creare tra l’altro nuova economia e occupazione; 2) Praticare serie politiche di prevenzione, perché sono ancora troppi i problemi irrisolti sul fronte della riduzione; 3) Rottamare lo smaltimento in discarica, favorendo il recupero di materia e pretendendo il rispetto della direttiva europea e utilizzare la leva economica per aumentare i costi, modificando l’ormai superata legge sull’ecotassa del 1995 (le Regioni devono rimodulare l’attuale ecotassa, facendo pagare i Comuni in base al raggiungimento degli obiettivi di legge sulla differenziata); 4) Premiare chi produce meno rifiuti, la nuova tassazione a carico delle famiglie e delle aziende deve essere equa e premiare i comportamenti virtuosi; 5) Moltiplicare gli impianti di riciclaggio, soprattutto per la frazione organica. L’attenzione all’ambiente, in tutti i suoi aspetti, è parte essenziale della nostra identità e della competitività della nostra economia ed ha come fondamento il senso civico dei cittadini e delle comunità. Sul fronte rifiuti, l’Italia si presenta come un Paese spaccato a metà, tra emergenze ed eccellenze. Da una parte c’è il Paese dell’emergenza rifiuti e dei tanti problemi irrisolti: si continua a produrre troppi rifiuti, smaltiti soprattutto nelle inquinanti discariche nonostante la normativa europea da più di vent’anni preveda che questo impianto diventi un’opzione residuale dopo prevenzione, riciclaggio e recupero. Secondo il Rapporto rifiuti di Ispra, nel 2013 il 37% dei rifiuti urbani, circa 11 milioni di tonnellate, sono stati smaltiti sotto terra. Una gestione che rischia di costare moltissimo al Paese se non si interverrà in tempi rapidi. La stessa Unione Europea ha richiamato più volte l’Italia sul problema e ora la Penisola rischia di incorrere in multe salate. Dall’altra parte c’è, però, un Paese che ha avviato una decisa rivoluzione basata sulla raccolta differenziata, sugli impianti di riciclaggio, sui centri del riuso, sulle buone pratiche di prevenzione e sulle performance ambientali di molti comuni che diventano modelli da seguire. L’azione dei volontari sarà condivisa in tutto il mondo dato che Puliamo il mondo è la versione italiana di Clean Up the World, la più importante campagna internazionale di volontariato ambientale nata a Sidney, in Australia, nel 1989 e portata poi in Italia nel 1993 da Legambiente. Da allora l’iniziativa si è diffusa su tutto il territorio nazionale grazie all’instancabile lavoro dei volontari del Cigno Verde e al prezioso aiuto della Rai, che dal 1995 collabora alla promozione dell’evento con trasmissioni, dirette e uno spot di sensibilizzazione.

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