Campli, Museo Archeologico Nazionale: visita alla Necropoli di Campovalano a settembre

Ai piedi dei Monti Gemelli, adagiata sulla Piana di Campovalano, si estende l’area archeologica dell’omonima Necropoli. Si tratta di un antico cimitero attribuito ai Pretuzi, popolo che abitò il territorio teramano nel I millennio a.C. Le sepolture, scavate a partire dagli anni sessanta del secolo scorso, coprono un ampio arco cronologico, compreso fra la fine dell’età del Bronzo (XIII-XI sec. a.C.) e il II sec. a.C. Le tombe messe in luce dagli archeologi sono oltre 600 e sono caratteristiche quelle dei secoli VII-VI a.C. Si tratta delle cosiddette tombe a tumulo, caratterizzate da colline di terra emergenti dal terreno, sotto le quali si trovavano le fosse contenenti i defunti. Il cimitero antico era attraversato da una strada costruita con grosse pietre di fiume, utilizzata durante i riti funebri. Le indagini archeologiche hanno restituito splendidi oggetti, che costituivano il corredo funerario e che sono esposti al Museo Archeologico Nazionale di Campli. La visita all’area archeologica, invece, permette di comprendere come era organizzato l’antico cimitero e di accedere alla ricostruzione del tumulo n. 2, attribuito al cosiddetto “Re di Campovalano”. All’interno della fossa di sepoltura sono stati sapientemente riprodotti i vasi del banchetto aristocratico, le armi del capo guerriero e il suo carro da parata, simbolo di prestigio sociale.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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