Calcio a cinque, Betao Meravigliao

Impossibile per quelli della nostra generazione, dopo aver visto il Barba in azione, non cadere nella tentazione di parafrasare la celeberrima canzoncina di Renzo Arbore che reclamizzava in un improbabile portoghese un’inesistente marca di cacao. Il ritornello di ”Lo sao o no lo sao che meraviglia ‘sto Betao meravigliao”, a quanto si è visto nella serata di ieri, è destinato, senza ombra di dubbio, da qui alla fine della stagione a risuonare instancabilmente all’interno del PalaRigopiano. Adalberto Nunes Da Silva, infatti, non poteva presentarsi meglio ai suoi nuovi tifosi, sfornando due bei gol, un assist e una serie di giocate tutte al fosforo.

“Betao” in portoghese vuol dire “cemento” è in effetti a prima vista non puoi non essere impressionato dalla sua solidità. Dotato di un baricentro basso e di polpacci e quadricipiti ipertrofici, è praticamente impossibile rubargli palla quando la riceve sui piedi. Spalle alla porta è capace di allungare la squadra e di farla risalire senza alcuno sforzo. Guai poi a farlo girare perché è dotato di un tiro calibratissimo. Ti aspetteresti da lui conclusioni tutta potenza ed invece preferisce usare il mirino e tirare con la precisione di un cecchino. È anche dotato di una visione periferica fuori dal comune e di una brillantissima facilità di passaggio, vedi l’assist sfornato per Rescia. Gioca con una facilità che fa pensare come ordinarie tutte le sue giocate ed invece è la classica semplicità tipica di quei campioni che fanno apparire banali anche i gesti tecnici più difficili. Mostrando fuori dal campo un’umiltà e una disponibilità, anche queste, fuori dal comune, ha conquistato tutti i compagni di squadra, che lo hanno riconosciuto come uno di loro dal primo momento che il Barba ha messo piede nello spogliatoio biancazzurro. Dal punto di vista difensivo dovrà integrarsi al meglio nel sistema di Colini, ma c’è da sperare, vista la sua intelligenza di gioco e la sua applicazione negli allenamenti, che molto presto possa farlo con la stessa facilità dei suoi compagni. Il test Lazio, non ce ne vogliano i biancocelesti, non è stato dei più complicati ma di sicuro già oggi si può affermare senza alcun ragionevole dubbio che Betao potrà dare un grosso contributo alla causa del Delfino. Adesso neanche il tempo di godersi questa esordio e subito bisognerà proiettarsi per la ben più complicata semifinale di Winter Cup. Ben più solido sarà l’ostacolo della Cogianco, rafforzata dall’arrivo del cannoniere Japa Vieira, ma è di conforto pensare di avere dalla propria parte un giocatore come Betao, un uomo di “cemento”.

 

 

 

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