Avezzano, racconto in musica del dolore della madre: “De passione domine Christi”

Il 24 marzo alle ore 21,00 presso la Chiesa di San Rocco di Avezzano si terrà il racconto in musica del dolore della madre: “De passione domine Christi”.
L’evento è Patrocinato dal Comune di Avezzano

Soprano Emma Petricola
Contralto Daniela Nineva
Orchestra Barocca Accademia degli Orfei
M° Concertatore Ettore Maria Del Romano
Coro Recitante Accademia delle Muse
Voci recitanti Natascia Pietrangeli
Guido Tomassetti
Testi, immagini e regia Emma Petricola

Musiche di Pergolesi, Vivaldi, Purcell

 Il dolore più grande, il dolore che annienta, il dolore che non si può consolare, che consuma, che abbatte e non consente di rialzarsi. Quello per la morte di un figlio…
Quello , immenso, di Maria per il suo Gesù.
La musica, superlativa, di tre grandi autori Pergolesi ,Vivaldi e Purcell, che amplifica le parole, aumenta la capacità di esternazione, di sfogo, di un dolore troppo forte per poter solo essere raccontato.
Una occasione questa per ri-ascoltare Lo stabat Mater che ha reso celebre il maestro di Jesi, scritto due mesi prima della sua morte, avvenuta per tubercolosi all’età di 26 anni, ma non solo: c’è anche parte di quello meno noto del prete rosso di Venezia, Vivaldi, che con la sua forza drammatica , unito al Coro delle voci recitanti, dà inizio al racconto della Passione del Figlio e della Madre.
Lo Stabat Mater è una preghiera, più precisamente una sequenza, risalente al XIII secolo attribuita a Jacopone da Todi.
E’una meditazione sulla sofferenza della Vergine Maria ai piedi della Croce. Inserito nella liturgia della Chiesa Cattolica alla fine del XV secolo per l’Officio della Compassione della Beata Vergine Maria, fu però ritirato un secolo dopo dal Concilio di Trento e si dovette attendere il 1727 perché fosse di nuovo reintegrato nel Missale e nel Brevario della Chiesa da Papa Benedetto XIII, in occasione dell’Officio dei Sette Dolori e della liturgia del Venerdì Santo.
Dal testo dello Stabat Mater inizia questa Passione, che si conclude con le ultime parole di Cristo sulla croce, una domanda, ancora aperta, sul significato dell’amore, sovrapposta alle note della struggente Ciaccona in sol minore di Purcell.
Una domanda che ancora oggi cerca una risposta in ognuno di noi, in ogni giorno della nostra vita.

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